RIFIUTI

Discarica Cerratina al collasso. Confusione sull’ampliamento impianto

Sul tavolo diverse soluzioni pronte all’uso

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Discarica Cerratina al collasso. Confusione sull’ampliamento impianto
LANCIANO. Sul futuro della discarica di Cerratina, a Lanciano, la confusione regna sovrana. Non tanto per l’epilogo che l’attende (l’impianto che serve 53 Comuni dell'ex Consorzio smaltimento rifiuti con appena 19mila metri cubi disponibili è ormai in esaurimento), quanto per le soluzioni alternative alla sua morte.

Venendo a mancare l’impianto dove verranno dirottati i rifiuti?
Tommaso Sarchese degli Ecologisti democratici definisce schizofrenico il clima creatosi attorno all’emergenza.
«Il comune di Lanciano», ha detto, «giustamente aveva detto no ad eventuali concessioni regionali di nuove volumetrie invece alla notizia del parere positivo del Comitato Via della Regione che ha concesso ulteriori 200 mila metri cubi di spazio in piu’ a Cerratina, l’Ecolan per bocca del Presidente si è dimostrato “ampiamente soddisfatto”».
Tra i sindaci del comprensorio favorevoli ad accettare il recupero delle volumetrie della discarica, a patto però che lo spazio serva solo ai Comuni soci c’è il sindaco di Castel Frentano, Patrizia De Santis. Anche il sindaco di Pizzoferrato, Nicola Tarantini chiede il recupero delle volumetrie.
Ma, secondo Sarchese, «oggi escono dichiarazioni di qualche sindaco che afferma che vi sarebbero altri comuni disposti ad ospitare una nuova discarica da utilizzare dopo l’esaurimento di Cerratina. E ancora torna in auge l’impianto di TMB (trattamento meccanico biologico da realizzarsi in località Cerratina di Lanciano che dovrebbe trattare i rifiuti per poi avviarli all’incenerimento e che pare abbia il costo di 20 milioni di euro e che potrebbe servire non solo la nostra provincia). Mentre il vice-sindaco di Lanciano richiamando la convenzione con il gestore della discarica chiede sia abbassata la quantita’ di rifiuti che occorre obbligatoriamente garantire al gestore della discarica (pare 70 mila metri cubi annui) in base alla convenzione in essere».
Per l’esponente del Pd, però, le strade da seguire sono altre. Il problema andrebbe risolto restituendo al pubblico (Ecolan spa) il controllo dell’ impianto; incentivando la raccolta differenziata a tappeto che riduca il volume di rifiuti conferiti in discarica e l’ampliamento della Piattaforma Ecologica cosicchè Lanciano arrivi al 70-80 % di raccolta differenziata, e solo dopo si possa pensare a come gestire la restante parte, anche con un impianto di TMB ma certamente non per produrre rifiuti da bruciare; intervenendo in tutti i modi possibili per mettere in pratica la strategia delle 3 R: Riduzione,Riuso,Riciclo;
«Devo dare ragione alle dichiarazioni del Presidente della Commissione Bilancio della Regione Emilio Nasuti ?», dice Sarchese,«che in una dichiarazione nel marzo scorso ha detto che i responsabili della gestione rifiuti sono i consorzi, quindi i Comuni che ne sono soci. La gestione è diretta sono però consorzi e comuni a doversi autodeterminare. Come mai dopo anni di pre-emergenza, i consorzi, che ricevono risorse per smaltire i rifiuti, non hanno investito per realizzare nuovi impianti?».
La discarica di Cerratina che serve 53 Comuni dell'ex Consorzio smaltimento rifiuti oggi Ecolan spa è in esaurimento. A fronte di uno smaltimento annuo di 70 mila metri cubi di rifiuti da parte dei soli comuni associati, rimangono come capienza “solo” pochi metri cubi, il che vuol dire che alla discarica si potrà scaricare ancora per poco, poi l’impianto sarà saturo. A provocare questa situazione sono stati i rifiuti extraconsortili conferiti in discarica e le emergenze nazionali.
Attualmente in Provincia di Chieti sono ancora operanti oltre a Cerratina la discarica di Casoni di Chieti e l’impianto del Civeta che stanno esaurendo la loro capacità volumetrica disponibile.