CRIMINALITA'

Pescara, un altro omicidio in strada: ammazzato al posto del gemello

Forse dietro la lite un regolamento di conti con alcuni gruppi Rom

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I fratelli Rigante (Foto: Adamo Di Loreto)

I fratelli Rigante (Foto: Adamo Di Loreto)

PESCARA. Per gli inquirenti l’episodio è da ricondursi ad alcuni attriti tra un gruppo di ultras della tifoseria del Pescara e un gruppo di rom.
Ancora colpi di pistola, un inseguimento, una rissa e poi la morte in ospedale di un ragazzo di 24 anni, padre di una bimba di 4 mesi. Due colpi di pistola, forse uno solo, sono bastati per ammazzare Domenico Rigante, 24 anni, residente in via Monte Carmelo.
Il fatto è avvenuto in via Giovanni Polacchi, nei pressi di Piazza Grue, verso le 23 di martedì. Alcuni minuti prima degli spari sono state ascoltate delle urla, rumori che sembravano fare da contorno ad una vera e propria lite proveniente da una appartamento della zona. Poi Rigante sarebbe sceso in strada, forse per fuggire ad un gruppo di persone (due o tre) che lo hanno raggiunto ed è lì che sarebbe stato colpito a morte. Forse alla schiena.
Sembra che il ragazzo abbia perso molto sangue e che sia morto o sull’ambulanza del 118 intervenuta tempestivamente o poco dopo essere arrivato in ospedale.
E’ l’ennesimo fatto di sangue che nasconde una delinquenza strisciante che emerge sempre più e che genera inquietudine nei cittadini.
In pochissimi giorni una prostituta nigeriana è stata ritrovata in gravissime condizioni con un proiettile conficcato sotto lo zigomo, sparato da chissà chi. Poi spari senza feriti nella zona di Pescara colli in via vecchia della madonna, protagonisti un gruppo di Rom.

FAIDA TRA ROM
E proprio i Rom sarebbero dietro anche all’omicidio di ieri sera. Pare, infatti, che la polizia stia cercando i responsabili che sono fuggiti e le ricerche si starebbero muovendo nell’ambito dei gruppi  che detengono il controllo dello spaccio di droga nella zona.
E’ possibile che dunque dietro l’omicidio ci possa essere un regolamento di conti legato al traffico di stupefacenti? Sull’ennesimo fatto di sangue indaga la squadra Mobile, coordinata da Pierfrancesco Muriana,  che ieri notte ha già svolto i rilievi scientifici e raccolto informazioni utili. Ci sarebbero però già importanti risultati e particolari che avrebbero messo gli inquirenti sulla strada giusta.

LA DINAMICA
Secondo le prime informazioni si sarebbe trattata di una vera e propria spedizione punitiva  stile rom e di come ce ne sono state tante che la cronaca ricordi.
La polizia è convinta che i giustizieri stessero cercando in verità Antonio Rigante, il fratello gemello di Domenico, e verso le 22.30 lo avrebbero trovato in una casa di un amico a Piazza Grue dove stava vedendo la partita del Napoli insieme al fratello Domenico. 
In sette avrebbero fatto irruzione in casa e sarebbe stato il putiferio confermato anche da alcuni testimoni che hanno sentito le urla e riconosciuto la lingua rom. In casa a vedere la partita ci sarebbero state altre persone che sono già state ascoltate dalla polizia. Hanno raccontato di attimi di violenza e terrore. Sembra che Antonio Rigante sia riuscito a nascondersi velocemente sotto un letto mentre Domenico, forse più lento, è invece stato individuato dal commando che lo ha malmenato e poi sarebbero seguiti gli spari.
Forse Domenico sarebbe in un attimo riuscito a divincolarsi dalla morsa e a uscire in strada per cercare aiuto e lì sarebbe stato colpito al fondoschiena.  
Secondo altri testimoni invece i sette zingari sarebbero riusciti a trovare Domenico in strada e solo in seguito si sarebbe rifugiato in casa dell’amico.
Ad ogni modo non si esclude che il bersaglio della spedizione punitiva fosse in realtà Antonio e non Domenico e che vi possa essere stato uno scambio di persone visto che i due sono gemelli identici.

LA RISSA IL GIORNO PRIMA
Il fatto di sangue si legherebbe con molta probabilità ad una rissa che avrebbe coinvolto Antonio Rigante con M. C., zingaro con precedenti di spaccio di droga, nella zona di Pescara vecchia. Una lite che i testimoni hanno descritto come molto violenta e non si capisce ancora per quali motivi. Secondo le prime informazioni alcuni testimoni avrebbero raccontato di aver udito Ciarelli dire “io ti ammazzo” rivolgendosi ad Antonio Rigante.
Per questo il giorno dopo a freddo M.C. avrebbe chiamato a raccolta alcuni altri rom –secondo quanto riferisce la polizia- per dare una lezione ad Antonio. Dalle testimonianze il gruppo punitivo sarebbe arrivato con una Fiat 500 dove erano in 4 mentre altri tre sono arrivati con un altro mezzo in piazza Grue.
La Fiat è stata poi trovata nella notte in via Caduti per servizio dove abitano altri parenti di M.C.. L’auto è stata sequestrata e anche su questa sono stati effettuati i rilievi per trovare impronte digitali che sarebbero utili a chiarire l’identità delle persone ricercate.  Sarebbe stato lo stesso Rigante, prima del decesso, a fare il nome di M.C.

RIGANTE ULTRAS VIOLENTO

Domenico Rigante, ammazzato ieri notte, aveva al suo attive alcuni precedenti di polizia che secondo gli investigatori facevano emergere la sua indole violenta. Era ultras del Pescara e dopo una partita fu fermato dalla polizia nella zona d Fano perché avrebbe rubato delle sciarpe ai tifosi avversari del Lecce dopo una rissa. Sarebbe stato denunciato anche per reati contro il patrimonio.  Le ricerche dei fuggitivi sono continuate per tutta la notte. Sono in atto una serie di perquisizioni coordinate dal pm della procura di Pescara Salvatore Campochiaro. Il ricercato farebbe parte del clan coinvolto nell’omicidio del maresciallo Marino Di Resta, morto durante un blitz nel 1996 a Pescara.

«I NOMADI LO STAVANO CERCANDO»

Antonio Rigante, fratello della vittima, in base a quanto appurato dalla squadra mobile, ieri sera sarebbe stato avvisato da qualcuno che i nomadi lo stavano cercando. Avrebbe ricevuto una telefonata mentre era in casa di amici e stava vedendo una partita di calcio in tv insieme al fratello Domenico. Per questo sarebbe uscito in piazza dei Grue accompagnato da un amico, per incontrare chi lo aveva avvisato. Una volta fuori, pero', avrebbe visto arrivare la banda di nomadi, tra cui anche M.C., ricercato con l’accusa di omicidio, e sarebbe rientrato in casa nascondendosi sotto al letto, annunciando agli altri cosa stava accadendo. Nell'abitazione sarebbero entrati i nomadi, c'e' stato un parapiglia, e Domenico Rigante per evitare di essere colpito si sarebbe nascosto sotto al tavolo, ma non e' servito a salvarlo. La polizia ha raccolto, tra l'altro la testimonianza di Antonio Rigante, che sarebbe addolorato dalla morte del fratello sapendo che i rom stavano cercando lui.

IL RICERCATO GIA’ ARRESTATO NEL 2005

Tutto sarebbe nato da una discussione avvenuta la sera precedente a Pescara Vecchia tra Antonio Rigante e il presunto assassino, M.C., che aveva annunciato vendetta. Domenico Rigante era stato denunciato di recente dai carabinieri per l'agguato effettuato con altri tre Ultras, a dicembre, ai danni di un giovane nomade della famiglia Spinelli, in via Salara Vecchia. Il sostituto procuratore che sta seguendo il caso è Salvatore Campochiaro. Questa mattina, davanti all'obitorio dell'ospedale di Pescara, si sono raggruppati molti tifosi biancazzurri. La rivalità tra Ultras della tifoseria biancazzurra e i rom è molto accesa, a Pescara.

a.b.  (foto: Adamo Di Loreto)