IL CASO

Ricostruzione, le escavatrici sparite: 2 bloccate al Nord, 1 a Roma

Per il sottosegretario al Ministero degli Interni non c’era vincolo di destinazione

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Ricostruzione, le escavatrici sparite: 2 bloccate al Nord, 1 a Roma
L’AQUILA. Prima donate, poi sparite, poi ritrovate.

Tutti hanno cercato le 6 escavatrici dal valore di 860.000 euro donate dalla Fiat alla Protezione Civile per far fronte all’emergenza terremoto e intanto tre di loro giacevano presso il comando di Piacenza e di Genova, e nel magazzino dei vigili di via Ettore Romagnoli a Roma.
Sulla questione è intervenuto anche l’assessore regionale all’ambiente Alfredo Moroni. «Ad oggi, non solo non vi è traccia dei mezzi donati», ha detto, «ma, a fronte di un atto scritto con cui si dispone il trasferimento di almeno uno dei macchinari, non è accaduto nulla».
All'indomani del sisma la Fiat (per la precisione Case Construction Equipment, società del gruppo) ha donato alla Protezione Civile 6 mezzi per rimuovere le macerie. Il tutto avvenuto in pompa magna con tanto d cerimonia di firma dell'atto ufficiale nella Caserma della guardia di Finanza di Coppito. Si trattava  di  un escavatore cingolato CX210B, un escavatore gommato WX145, un miniescavatore CX17B, una pala gommata 921E, una minipala compatta (skid) 435 e un sollevatore telescopico TX130-33. Tutte dovevano servire ad un unico, difficile compito: demolire gli edifici terremotati e smaltire le macerie. Tutto il pacchetto è costato la modica cifra di 680.000 euro.
Ma quel pacco regalo a L’Aquila  non è mai arrivato. Della questione se ne è occupato il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, ma anche il Direttore Centrale per l'emergenza del dipartimento dei Vigili del Fuoco, nonché il sottosegretario al Ministero dell'interno Giovanni Ferrara che, secondo Moroni, «sottovalutando la grave situazione aquilana, ha anche risposto che la donazione non aveva vincolo di destinazione».
Come se niente fosse poi a gennaio 2012,  viene annunciato l'arrivo di ulteriori 32 nuovi mezzi di movimento terra acquistati con i fondi  stanziati in un ordinanza del 18 febbraio 2011 (la 3923) per tre milioni di euro. Allo spreco insomma, si aggiunge altro spreco.
L’assessore regionale Moroni ha sottolineato di questa storia, «l'atteggiamento omissivo delle autorità preposte e, soprattutto lo scorretto utilizzo di mezzi importanti donati per l'emergenza sisma e utilizzati da altri comandi» auspicandosi un immediato ordine di destinazione ai Vigili del Fuoco dell’Aquila dei suddetti mezzi, secondo la volontà del donante e, soprattutto, per  accelerare il lavoro della rimozione delle macerie.

m.b.