IL GIALLO

Chieti, va allo stadio e sparisce. 12 giorni senza notizie

Si occuperà del caso anche ‘Chi l’ha visto?’

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Chieti, va allo stadio e sparisce.  12 giorni senza notizie
CHIETI. Di Domenico Di Luzio, 51 anni di Chieti, non si hanno notizie da due settimane.

Il pomeriggio del 18 Aprile, Mimmo è stato visto allo stadio Angelini dove il Chieti ha recuperato la partita di campionato con l' Aversa Normanna. E' tornato a casa, ha preso il Ducato Fiat bianco con targa DK 553 KW ed è uscito. La moglie, non vedendolo rientrare ha dato l'allarme.
La donna non si è preoccupata subito perché in passato si era già allontanato un paio di volte, restando fuori casa al massimo due giorni. Il suo cellulare è stato lasciato spento in garage, cosa che fa spesso perché non ama usarlo. Non ha portato via indumenti né effetti personali, a parte un portafoglio di pelle nero con la patente. È un po’ claudicante ed è riconoscibile per l’andatura ondeggiante.
È molto popolare in città per la grande passione per il Chieti calcio. Assiste a tutte le partite e percorre anche centinaia di chilometri con il suo lo scooter di 50cc di cilindrata per seguire la squadra del cuore in trasferta. Le altre sue passioni sono i motori e la pittura.
Una troupe della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ nei giorni scorsi ha realizzato un servizio che trasmetterà mercoledì prossimo.  «Gli amici si sono mobilitati per cercarlo, ma ad oggi nessuna notizia», racconta Luciano Pellegrini che qualche mese fa lo aveva intervistato per il sito Chietiscalo.it.
«La città sembra indifferente, apatica», sostiene Pellegrini. «Anche la carta stampata dopo dieci giorni ha dato la notizia. In genere, quando accade un simile evento ci sono foto in qualsiasi parte della città».
Di Luzio gestiva fino all’anno scorso la tabaccheria in Via de Lollis, 71, è sposato ed ha tre figli.
«Ho cercato di raccogliere qualche indizio e sembra che Mimmo da un po di tempo fosse ansioso», racconta ancora Pellegrini. «L'anno scorso ha venduto la tabaccheria, ha dato in affitto un locale ad un meccanico e sembra che non gli versava più il mensile. Aveva imprestato dei soldi a persone che non glieli hanno restituiti. Ogni tanto con il suo furgone faceva traslochi. Frequentava gli amici specialmente al Bar Pasticceria di via N.Toppi,24 ed il proprietario, Lorenzo la Penna, mi ha riferito che alcune sere prima della sua scomparsa raccontò una barzelletta che fece ridere i presenti ed uno di loro rise talmente tanto che la birra gli andò di traverso.
«Ora la speranza è che Mimmo non abbia fatto un gesto folle e che possa tornare a tifare per la sua squadra, ridere con gli amici e specialmente ricreare il suo nucleo familiare con la moglie ed i figli».