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Provincia Chieti «discriminata» fa causa alla Regione

Alla base del ricorso il piano di dimensionamento scolastico

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Provincia Chieti «discriminata» fa causa alla Regione
CHIETI. Una causa contro la Regione. Così la Provincia di Chieti ha deciso di impugnare dinanzi al Tar de L’Aquila la delibera regionale del 29 dicembre 2011 sul piano di dimensionamento scolastico perché, a suo dire, «discriminatrice nei suoi confronti».

Chieti sarebbe stata l’unica tra le altre Province a non vedersi accogliere alcuni punti del piano di dimensionamento. Il Tar Abruzzo ha fissato un’udienza per il 9 maggio 2012. E in tanto si pensa ai costi che l’Ente dovrà sostenere per la causa: la Provincia intende ricorrere ad un avvocato esterno che le costerà massimo 5.000 euro ricadenti sul suo bilancio.
La delibera di Regione oggetto di contestazione è sul piano regionale della rete scolastica 2012-2013 . Essa prevede una razionalizzazione della spesa scolastica attraverso l’accorpamento di scuole con un numero esiguo di alunni; a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012, ad esempio, la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per essere autonomi devono essere costituiti da almeno 1.000 alunni, (500 per i comuni montani).
La Provincia di Chieti così come le altre ha elaborato un suo piano di dimensionamento che tenesse conto delle esigenze territoriali; nell’ambito di un tavolo tecnico tra Assessorati all’istruzione delle Province, Anci, Uncem e l’ ufficio scolastico della Regione Abruzzo si sono definiti i contenuti del piano scolastico.
Il 29 dicembre 2011 così con deliberazione di Giunta Regionale n.954 del 29/12/2011 la Regione ha infine approvato le proposte avanzate dalle 4 province abruzzesi sulla razionalizzazione e l’adeguamento dell’attuale dimensionamento della rete scolastica regionale nonché il potenziamento dell’offerta d’istruzione, precisando che «per quanto non espressamente indicato negli allegati è confermato, per l’anno scolastico 2012-2013 l’attuale assetto della rete scolastica regionale».
Ma da un attento esame dei predetti allegati, dice la Provincia in una delibera del 26 gennaio 2012, «solo questo Ente non ha visto accogliere tutte le proposte così come approvate dall’assise consiliare con la già citata deliberazione e pertanto c’è stata una disparità di trattamento in relazione alla rimodulazione degli Ambiti e all’ampliamento dell’offerta formativa sul territorio della Provincia».
Perciò l’Ente ha chiesto l'annullamento nella sua interezza del dimensionamento scolastico regionale o, subordinatamente, nella parte in cui non recepisce la deliberazione del Consiglio provinciale.
Anche la Cisl Scuola di Chieti ha espresso «forte preoccupazione per la notizia del ricorso in considerazione delle scelte lavorative e personali imposte al personale da un piano di dimensionamento scolastico regionale che potrebbe essere sospeso e/o annullato».