L'INCHIESTA

Teramo Lavoro, l’amministratore auto assunto: «non so di cosa mi accusano»

La società in house della Provincia di Teramo al centro di un’inchiesta

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Teramo Lavoro, l’amministratore auto assunto: «non so di cosa mi accusano»
TERAMO. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Teramo per l’indagine sulla Teramo Lavoro srl è finito anche l’amministratore unico Venanzio Cretarola. E’ proprio lui a riferire di aver ricevuto una comunicazione di avvio di indagini pur ignorando i capi d’accusa.

«Già da diverso tempo avevo chiesto formalmente di saperlo ed eventualmente di essere ascoltato, anche alla luce di una perdurante campagna diffamatoria portata avanti nei miei confronti per motivi di pura strumentalizzazione politica che mi sono del tutto estranei», è il commento di Cretarola.
L'indagine affidata al pm Stefano Giovagnoni indagherebbe sui fondi sociali europei assegnati e sulle assunzioni nella società in house della Provincia di Teramo.Tra gli indagati c’è anche il presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra nelle vesti di socio unico.
Tutto ruoterebbe intorno alla gestione dei soldi del Fondo Sociale Europeo (Por Fse) da parte della Teramo Lavoro.
Dopo che il suo amministratore unico Venanzio Creatarola si sarebbe auto assunto come addetto di segreteria usando un altro nome (Cretola invece di Cretarola) rivestendo quindi il ruolo di controllore e controllato, quello che in gergo giuridico è un conflitto di interesse la Commissione europea ha voluto conoscere in modo dettagliato come sono stati gestiti i soldi del Fondo Sociale Europeo per la società in house. E così è partita dal Belgio la richiesta di una relazione sulle modalità di utilizzo dei soldi. L’Ente è stato chiamato a fornire tutte le informazioni necessarie per chiarire se vi siano state o meno irregolarità nell’utilizzo dei fondi comunitari e sulle misure che l’Autorità di gestione ha adottato o prevede di adottare.
A questo si aggiungono le proteste per i ritardi dei pagamenti ai lavoratori, in seno alla società, i presunti debiti dell’Ente e la mancata volontà di applicare concorsi pubblici per la selezione del personale.
Elementi che sono stati prontamente smentiti dall’Ente. «Non è vero», ha precisato la società, «che si naviga in cattive acque, e che avremmo 500 mila Euro di debiti. La società vanta semplicemente crediti da parte della Provincia per i servizi già regolarmente resi. Inoltre non abbiamo mai detto di non voler svolgere le previste procedure concorsuali totalmente aperte ma abbiamo semplicemente informato i sindacati sulla necessità di avere certezza preventiva sui finanziamenti derivanti dalla programmazione dei fondi europei, prima di fare concorsi».
Insomma per programmare tempi e modalità di assunzioni a tempo indeterminato la società deve poter contare su piani finanziari pluriennali. «Il ritardo nel pagamento degli stipendi», ha aggiunto infine l’Ente, «riguarda solo gli addetti impegnati nel Settore lavoro e dipende da procedure di erogazione dei saldi da parte della Provincia».
Ora gli inquirenti dovranno dipanare la matassa e far luce su molti aspetti della vicenda.
«Apprendo con soddisfazione la notizia», è il commento di Creatarola che ripone piena fiducia nella magistratura.
«Ho sempre garantito la massima correttezza ed onestà in ogni mio comportamento», ha detto, «non ho mai finora risposto alle calunnie per il senso di profondo rispetto per l’azione della magistratura, confidando pazientemente nella attenta valutazione della verità a fronte di accuse (lette finora solo sulla stampa) prive di fondamento. Il mio comportamento non sia scambiato per passività o, peggio, per ammissione di alcunchè. Continuo ad essere convinto, nonostante sia molto difficile, che i “processi” (qualora ve ne sia motivo) debbano essere svolti nelle sedi deputate e non sugli organi di comunicazione».

«A questo punto è necessario un passo indietro di Venanzio Cretarola», commenta Ernino D'Agostino, capogruppo del Pd in consiglio provinciale, «dopo quanto emerso Cretarola dovrebbe far posto ad un dirigente interno della Provincia affinché vi sia un controllo il più diretto possibile sulla società. Abbiamo totale fiducia nella magistratura che saprà svolgere nella migliore maniera possibile il suo lavoro, e a cui spetterà di far emergere le eventuali responsabilità individuali della questione - ha proseguito D'Agostino, che da mesi sta seguendo la vicenda della Teramo Lavoro - Ciò detto, il passo indietro di Cretarola sarebbe auspicabile anche per permettergli di difendersi al meglio. Visto il momento molto delicato della società, è necessario un suo controllo il più trasparente e il più diretto possibile da parte della Provincia, mettendovi alla guida un dirigente interno che potrebbe svolgere inoltre il suo compito a costo zero».