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Cardiochirurgia e vecchio ospedale: misteri, silenzi e sprechi

Soldi spesi per lavori che cambiano in corsa o che non servono per riutilizzare un edificio

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Cardiochirurgia e vecchio ospedale: misteri, silenzi e sprechi
CHIETI. A Chieti non c’è solo la polemica sulla Cardiochirurgia e sul suo presunto (ma non tanto) declassamento.

L’altro mistero riguarda i soldi spesi per restaurare il vecchio Ospedale civile da destinare ad ambulatori, ma rimasto inspiegabilmente chiuso ed ancora inutilizzato. Insomma uno spreco di soldi pubblici, accompagnato dalla mancata trasparenza. Si dirà: una cosa sono 25 mln di euro spesi per costruire la nuova sede della Cardiochirurgia, che alla fine sarà soprattutto un edificio per uffici, un’altra cosa sono i lavori più modesti che hanno riattato i vecchi reparti ormai dismessi nella vecchia sede del SS. Annunziata. Ma il legame tra le due vicende è la mancata trasparenza delle scelte che hanno portato al ridimensionamento della Cardiochirurgia di eccellenza e allo spreco di risorse nella vecchia sede ospedaliera in via Padre Alessandro Valignani. I lavori hanno interessato soprattutto i locali dove prima era ospitata la Radiologia, al piano seminterrato, ma sono stati eseguiti anche al primo piano dell’edificio centrale. Addirittura è stato restaurato pure il grande pannello di ceramica moderna che ornava l’ingresso, ma quel portone è rimasto chiuso ed è ancora transennato come un cantiere in attività. All’epoca fu diffidato anche il chiosco che vendeva porchetta davanti all’ospedale (dove adesso si vendono fiori) e si chiese al Comune di farlo spostare non per questioni dietetiche, ma solo perché in quella zona di stazionamento era prevista una scala di accesso con scivolo per il futuro Sert da allocare lì al primo piano. Sempre al primo piano era prevista anche la sede per la Medicina dello sport. I lavori sono stati ultimati, ma i locali non sono stati aperti. C’è un contenzioso in atto con la ditta o la Asl ha cambiato idea? Non si sa nulla e quando ci sono cenni a questa vicenda, dalla Asl e dagli amministratori locali non arriva nessuna risposta. Si preferisce glissare, magari si collezionano brutte figure su altro, ma su questi lavori “inutili” fino ad oggi non parla il Comune né si fanno sentire la direzione generale o quella amministrativa della Asl. La tecnica è sempre la stessa: meglio non parlare, tanto poi i cittadini dimenticano le promesse elettorali o quelle della Asl. Come è capitato per la Cardiochirurgia, dove lo staff del manager ha preferito tacere per poter dire oggi tutto ed il contrario di tutto. Ad esempio che le sale dell’Emodinamica c’erano fin dall’inizio. Ma c’è una lettera che smentisce in modo clamoroso questa posizione.
La Proger, il 17 luglio 2009, chiese di conoscere se e come rinforzare i solai per poter ospitare i macchinari per eventuali sale operatorie, visto che le sale realizzate erano quelle di “Radiologia cardiovascolare” (oggi spacciate per sale chirurgiche). Nessuna risposta allora, nessuna risposta oggi. Tutto tace anche per il vecchio ospedale, mentre nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo che ha destato qualche curiosità e di cui PrimaDaNoi.it ha dato conto. Insomma questi lavori inutilizzati al vecchio ospedale mostrano ancora una volta il disinteresse per i disagi dei cittadini, costretti alle file chilometriche dell’ospedale di Colle dell’Ara, la noncuranza per la parte alta della città rimasta senza un presidio sanitario, la morte di un intero quartiere che gravitava attorno all’ospedale, le promesse non mantenute di riaprire gli ambulatori in via Padre Alessandro Valignani anche per decongestionare il nuovo ospedale. Poi qualcuno ci verrà a dire che ha fatto molto per la sanità di Chieti. La verità è che la commissione sanità del Comune aspetta dall’estate scorsa di incontrare il manager Francesco Zavattaro. Ma finora non c’è riuscita.
Sebastiano Calella

LETTERA PROGER