IL DELITTO

Prostituta ferita comincia a parlare, caccia all’uomo che ha sparato

Dubbi sul luogo del ferimento e sul movente

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Il luogo del ritrovamento

Il luogo del ritrovamento

PESCARA. Inizia a parlare la prostituta nigeriana ferita da un colpo di arma da fuoco all’alba del 25 aprile scorso.

Ricoverata in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita, la donna, clandestina, è stata operata ed è convalescente all’ospedale di Pescara dove è già stata ascoltata in prima battuta dalla polizia che indaga. Nelle prossime ore sarà ascoltata nuovamente non appena i medici daranno il via libera.
Gli investigatori della Mobile di Pescara, coordinati da Pierfrancesco Muriana, intanto stanno portando avanti tutta una serie di investigazioni tecniche mirate ad individuare il «maschio bianco, di corporatura robusta, sulla trentina» con una auto non grossa di colore grigio che ha fatto fuoco sulla giovane donna di colore per ragioni ancora non chiare.
I fatti ormai accertati sono dunque per ora pochi. Uno è che una donna è viva per miracolo salvata forse dalla distanza a cui era al momento in cui l’uomo ha premuto il grilletto. La donna risulta ferita anche ad un dito della mano destra e per questo si pensa che abbia alzato istintivamente la mano per proteggersi il volto appena ha capito che stava per essere attinta dal proiettile. Altra certezza è il calibro dell’ogiva: calibro 9 di una pistola semiautomatica. Un colpo di fortuna ha permesso dunque che il proiettile rimanesse incastrato dietro lo zigomo e quasi nella zona del collo. Avrebbe potendo, ma non lo ha fatto, raggiungere il cervello o produrre una emorragia mortale se fosse uscito.
L’altro fatto che l’inchiesta aperta -il cui titolare è il pm Giampiero di Florio- dovrà accertare è dove sia avvenuto il fatto. La donna è stata trovata in via Colle San Donato, una strada tranquilla in una zona a sud della città, isolata e sulla cresta del colle che guarda verso San Silvestro. E’ lì che è avvenuto l’alterco o la tentata rapina? Se sì perché i residenti che hanno dato l’allarme alle 5 del 25 aprile hanno sentito i lamenti della donna ma non lo sparo?
Per questo ci sarebbero testimonianze importanti e riscontrate che invece vorrebbero che la donna fosse salita a Montesilvano sull’auto dell’assassino mancato che sarebbe un cliente abituale. Ma allora perché percorrere una decina di chilometri per trovare un posto appartato e giungere fino in via Colle San Donato?
Se invece l’uomo avesse fatto fuoco dentro l’auto le tracce lasciate nell’abitacolo sarebbe tante e indelebili: trovata l’auto, trovato il responsabile.
Tutte cose che la donna ferita potrebbe raccontare e spiegare una volta vinta la paura della circostanza specifica legata al delitto e quella di essere stata scoperta clandestina, una specie di fantasma sul nostro territorio nazionale. Si pensa che sia arrivata da molto poco in Italia e non si sa come visto che il suo italiano è molto scarso e stentato. La polizia sta anche cercando un interprete che riesca a conoscere bene il dialetto nigeriano parlato dalla donna (in quel paese sono centinaia le declinazioni della lingua e non sempre un nigeriano riesce a comprendere altri dialetti).
L’altro punto interrogativo è il reale motivo di tanta violenza: siamo di fronte un pazzo completo che ha perso la testa, un violento che non pensa due volte a sparare oppure c’è dell’altro? Si tratta davvero di un semplice “consumatore finale” che all’improvviso spara?
E’ ipotizzabile pensare ad un “protettore” che cerca di intimidire una prostituta che magari è stata ingannata e portata in Italia con altre promesse e dunque si ribella?
Potrebbe esserci dell’altro dietro questo episodio per certi versi nuovo e inquietante che potrebbe però essere il campanello d’allarme di qualcosa di più grosso. I prossimi giorni saranno forse decisivi per le indagini poiché giungeranno in procura alcuni dati importanti che potrebbero circoscrivere meglio “il cerchio”. Si attende anche che l’uomo possa fare un passo falso ed eventualmente tradirsi o lasciare tracce che potrebbero incastrarlo. Nel frattempo si cerca.
a.b.