MINACCE DI MORTE

Il messaggio di Forza Nuova: «a morte il giudice Ingroia»

Marco Forconi su Facebook smentisce

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La scritta sul muro

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TERAMO. Un messaggio recapitato a mezzo lettera: «il giudice Antonio Ingroia è stato condannato a morte dal Tribunale popolare e con lui gli utili idioti del sistema come il grillino Leo Nodari».

 Chi si firma è Forza Nuova. La missiva al vaglio delle autorità non è l’unico atto intimidatorio nei confronti del magistrato palermitano, colpevole secondo gli estremisti, di essere «un servo del sistema politico repressivo».
Insieme alle minacce sono state allegate fotografie che ritraggono scritte di morte sui muri della città davanti al luogo dell’incontro cui il magistrato parteciperà il prossimo sabato, a Teramo. Un fatto che ha destato sconcerto e irritazione ed è stato prontamente denunciato alle autorità competenti. Proprio negli ultimi mesi Teramo sembra essere diventato un pericoloso epicentro di estremismi politici che si fronteggiano e danno sfogo a violenze non solo verbali. “Manifestazioni del pensiero” che poi possono sfociare in scontri di piazza come pure a Teramo ce ne sono stati o che portano a conseguenze giudiziarie gravi come i recenti arresti  per gli scontri di Roma e l’assalto al blindato dei carabinieri durante la manifestazione del 15 ottobre 2011. 
L’associazione teramana Società Civile smorza i toni e parla di una trovata «del solito cretino che puntualmente ritorna con i suoi deliri, pur condite questa volta da roboanti frasi rivoluzionarie tradiscono la paura di chi teme il confronto. A cui non ci sottraiamo. Da 30 anni» e conferma la presenza di Ingroia agli incontri culturali a Martinsicuro domani sera ore 21.00 e sabato mattina a Teramo alle ore 9.00.
Le parole deliranti contenute nella lettera però suonano sinistre.
Forza Nuova ha un tono serio e preciso. Spiega che la sentenza di morte contro il giudice rientra in una missione più ampia: «combattere la classe politica corrotta ed incapace ed i giudici in quanto servi del sistema repressivo perché quanto più credibili saranno i magistrati, tanto più saranno pericolosi perché il potere corrotto si servirà di loro e della loro autorevolezza per frenare il corso rivoluzionario già in atto».
Antonio Ingria sembra proprio la “vittima perfetta”. Procuratore aggiunto della direzione antimafia di Palermo si è formato nel pool di Falcone e Borsellino. Poi è diventato un importante pubblico ministero antimafia, occupandosi di noti casi legati alla malavita organizzata. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda l'attuale senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord, attraverso mafiosi come Salvatore Riina e i fratelli Graviano.
«Queste persone come il giudice comunista Antonio Ingroia», ribadisce Forza Nuova, «sono pericolose e vanno condannate ed eliminate per portare avanti il compito che la storia ci ha assegnato».
Nella lettera poi si fa qualche accenno ai «giudici servi» che popolano il tribunale di Teramo facendo «pappa e ciccia con il potere locale» e che assolveranno i Tancredi ed i Chiodi (il cui studio professionale è coinvolto nel crac Di Pietro). E la minaccia si estende anche ai giornalisti definiti «scimmiette mute che popolano pseudo giornali sempre pronti a leccare il potente di turno. «Queste persone sono già condannate dal popolo», si legge, «e dalla storia e per loro non intendiamo sprecare neppure una corda insaponata. Per questi servi del sistema è già pronto il patibolo della rivoluzione».
Forza Nuova è convinta che ben presto ci sarà «una rivoluzione epocale, contro la crisi del sistema, l’aggravarsi del malcontento sociale, la subalternità della politica al potere mafioso».
«Credono di fregarci con i loro giochetti», conclude la missiva, «i loro libri la loro pseudocultura, qualche convegnuccio ed il sorriso sulle labbra. Credono che non ci accorgiamo di quello che fanno. La pacchia è finita saranno processati tutti il popolo sa ora vuole non è più disposto a subire siamo in tanti e saremo sempre di più».
«Queste minacce e intimidazioni non fermano e non frenano», ha detto l’associazione Società Civile che organizza il convegno, «la volontà di cambiamento dei tanti che pur tra mille preoccupazioni guardano all’imminente con interesse, voglia di partecipazione e cambiamento».
m.b.

FORCONI SMENTISCE
Dal proprio profilo Facebook Marco Forconi, esponente di Forza Nuova e candidato sindaco a Montesilvano, smentisce che il gesto sia riconducibile a Forza Nuova e scrive: «signore e signori, benvenuti nel mondo dei servizi segreti, degli sbirri 'in sonno' e degli utili idioti al soldo di qualche verme. Non riuscirete ad infangarmi ed infangarci».

Poco dopo la smentita arriva anche da un comunicato stampa. Forconi spiega di aver appreso la notizia «casualmente» dai giornali. L’esponente di Fn parla di  «una lettera dai contenuti deliranti e priva di alcun senso logico e che mira, senza ombra di dubbio, a gettare fango su un movimento attualmente impegnato in competizioni elettorali amministrative con concrete possibilità di successo.  Forza Nuova Abruzzo prende seccamente le distanze da questo gesto folle e si riserva di adire per vie legali, con una denuncia verso ignoti, al fine di vedere tutelato il proprio nome e quello di tutti i dirigenti, tesserati e militanti appartenenti al movimento e dei candidati attualmente impegnati in consultazioni elettorali».