CONCORSI TRUCCATI

Concorsi Arta, le tracce d’esame trovate a casa del vincitore

Questa mattina l’interrogatorio in tribunale del direttore arrestato

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I pm Trifuoggi e Varone

I pm Trifuoggi e Varone

PESCARA. Concorsi pilotati, tracce d’esame trovate a casa del vincitore: per l’accusa prove schiaccianti.

L’inchiesta della procura di Pescara (procuratore Cristina Tedeschini e dei pm Nicola Trifuoggi e Gennaro Varone) andava avanti da mesi e lunedì mattina è culminata con l’arresto di Antonio Fernandez, direttore amministrativo dell’Arta. L’uomo, secondo il profilo stilato dal gip Gianluca Sarandrea (che ritiene elevato il rischio di reiterazione del reato) è «aduso al compimento di atti assunti in violazione dei poteri amministrativi». Alla richiesta di arresti domiciliari chiesti dall’accusa il giudice ha risposto positivamente in quanto si teme un pericolo di inquinamento: «Fernandez potrebbe influire su soggetti che potranno essere chiamati a deporre tentando di dissuaderli dal rivelare circostanze utili».
Il direttore amministrativo, che questa mattina sarà interrogato alle 10.45 al tribunale di Pescara, è accusato di rivelazione di segreti di ufficio e falsità ideologica in atti pubblici insieme a Domenico Pietro Pellegrini, 56 anni, precario e vincitore di un concorso; Angela Del Vecchio, 65 anni, direttore del distretto provinciale dell'Arta di Pescara; Nicola Colonna, 46 anni, componente della commissione esaminatrice.
Per Fernandez c’è anche l’accusa di corruzione per la vicenda relativa all'aggiudicazione del servizio di avvocatura dell'Arta. Con lui è indagato anche l'avvocato del Foro di Chieti, Pierluigi Tenaglia.

NOSTRADAMUS LI AZZECCAVA TUTTI
A far scoppiare l’indagine sono stati due esposti anonimi del novembre del 2010. Un certo ‘Nostradamus’ (questa era la firma apposta sulle denunce) ha svelato agli inquirenti irregolarità in quattro diversi concorsi pubblici, ‘indovinando’ i nomi di vincitori ben prima dell’esame.
Nero su bianco sono stati scritti i nomi dei promossi del concorso per collaboratore tecnico professionale - statistico a tempo indeterminato, i 2 nomi che avrebbero vinto il bando per assistente tecnico perito chimico a tempo indeterminato, 1 nome per il posto per collaboratore sanitario tecnico di laboratorio biomedico a tempo indeterminato ma anche quello per assistente tecnico programmatore a tempo indeterminato. E Nostradamus non si è fermato perché ha svelato anche i 4 nomi dei vincitori del bando per collaboratore tecnico professionale scienze ambientali, e quello di assistente tecnico perito elettrotecnico.
Gli inquirenti hanno potuto verificare che in tutti i casi (tranne quello del concorso per perito elettrotecnico poi bloccato) le premonizioni degli esposti si sono verificate senza errori. Nell'unico caso di "errore" tuttavia le indagini hanno potuto appurtare che le intenzioni palesate dall'anonimo erano in effetti reali e concrete ma sono state cambiate in corso poichè nel frattempo la procura ha iniziato ad indagare e sono state compiute delle perquisizioni che hano messo sull'allarme gliindagati.
Insomma, l’‘indovino’ ci avevano visto giusto e questo per gli inquirenti è la prova che Nostradamus è una fonte interna all'Arta, magari anche della ristretta cerchia di persone vicino a Fenandez anche se a conoscere molte cose sui concorsi erano in parecchi all'Arta.

LE ANOMALIE E LA COMMISSIONE
La procura ha così cominciato ad indagare. Sono stati ascoltati alcuni funzionari dell’Arta e se c’è stato chi ha detto che tutto era «improntato ad assoluta regolarità» c’è stato anche chi ha raccontato strane manovre, come la funzionaria che si era occupata dello schema di delibera per la nomina della commissione.
In questa lista però, apparivano anche nomi non graditi a Fernandez e alla dirigente del dipartimento Arta Angela Del Vecchio, poi sostituiti.
La funzionaria tentò di far capire il proprio disappunto per la richiesta di inserire nomi diversi ma Fernandez fu fermo e chiese di mettere in commissione anche Nicola Colonna (indagato), originario di Atessa ma in servizio presso l’Arta Toscana: «non polemizzare! Non ti mettere contro! Non possiamo mettere i bastoni fra le ruote!»
La donna si rifiutò di chiamare i segnalati per la commissione per ottenere la disponibilità. Raccontò poi agli inquirenti di continue pressioni e svelò che anche Pietro Pellegrini, precario Arta e poi vincitore del concorso per perito elettrotecnico, le aveva chiesto più volte informazioni sull’andamento della procedura dicendole anche «come mai hanno aiutato tutti ed io che sono anni che sto qua a fare il precario non riesco ad entrare di ruolo? Se non ti sbrighi a finire il mio concorso, vi mando in procura, in quanto so molte cose».
Sempre ‘Nostradamus’ nei suoi esposti anonimi aveva segnalato alla Procura che Pellegrini era il ‘protetto’ di Del Vecchio e che lui a casa della dirigente del dipartimento svolgeva, durante l’orario di servizio, piccoli lavori: da traslochi al montaggio di mobili. Nel corso delle indagini, però, la procura non avrebbe mai avuto conferme di queste rivelazioni.

LE PERQUISIZIONI
A maggio ci sono state le prime perquisizioni presso i locali dell’Arta . Gli inquirenti hanno acquisito elenchi dei nominativi del personale delle diverse agenzie che avevano dato disponibilità a partecipare alle commissioni di esame, ma hanno preso anche regolamenti, tracce dei concorsi e gli elaborati delle prove concorsuali.
Tra i documenti, però, non è stata trovata alcuna richiesta girata all’Arta Toscana per nominare Nicola Colonna tra i responsabili della commissione d’esame né è mai stato trovato un curriculum dello stesso. «Dunque la scelta di designare Colonna», scrive il gip Sarandrea, «non era stata effettuata mediante l’analisi dei curricula dei candidati ma solo per conoscenza diretta».

A LUGLIO LE PERQUISIZIONI: LE TRACCE D’ESAME A CASA DEL VINCITORE
A luglio nuove perquisizioni a casa e nelle postazioni di lavoro di Fernandez, Pellegrini, Del Vecchio. A casa di Fernandez gli inquirenti hanno sequestrato pc e la missiva anonima relativa alla segnalazione di irregolarità nel concorso vinto da Pellegrini. In ufficio è stata sequestrata la postazione informatica del direttore amministrativo.
A casa e nell’ufficio di Del Vecchio sono stati sequestrati due pc. A casa di Pellegrini gli agenti della Mobile diretta da Pierfrancesco Muriana hanno trovato un esposto anonimo sul concorso da perito elettronico che lo riguardavano, delle fotocopie di un esposto anonimo scritto con normografo sui concorsi truccati dell’Arta ma anche le tracce d’esame e un altro foglio con la lista di presunte irregolarità circa l’assunzione di una dipendente dell’Arta che Pellegrini ha poi ammesso di aver redatto lui stesso come promemoria.
Ma è sulle tracce d’esame che si è focalizzata l’attenzione degli inquirenti in quanto «il testo è risultato identico per caratteri a quello allegato al verbale della prova scritta», annota la Procura, «tanto da far ritenere che lo stesso sia stato copiato dal file originale e poi consegnato a Pellegrini».
Versione confermata anche dal commissario d’esame Luciano Benini (non indagato) che ha riferito agli inquirenti che quella era proprio la bozza predisposta da lui, dal commissario Michele Alfinito (non indagato) e da Colonna. Stesse dichiarazioni sono state rese anche da Alfinito.

«COLONNA HA GIRATO LE TRACCE»
La procura sostiene che sia stato proprio Colonna a consegnare il foglio con le tre tracce e che dunque la sua presenza in commissione non fosse un caso.
Nel pc di Colonna gli inquirenti hanno trovato il file con il testo delle tracce «con i dati di carattere, spaziatura, punteggiatura identiche a quelle del foglio trovato a casa di Pellegrini, anche con la stessa formattazione», annotano gli uomini della Mobile nella relazione girata al pm.
Dall’analisi sui pc di Colonna, attraverso il recupero dei files, gli inquirenti hanno scoperto anche la data di creazione del file con le tracce: 23 dicembre 2010 ovvero il giorno precedente alla prima riunione della commissione.
Colonna ascoltato dai poliziotti dirà invece che le tracce erano state decise solo il giorno prima dell’esame, versione poi smentita dagli altri due commissari.
Gli inquirenti hanno trovato anche «numerose email» scambiate tra colonna e Pellegrini nel periodo antecedente il concorso in esame. «Ciò denota un rapporto confidenziale tra gli stessi», sostiene il gip Sarandrea, «essendosi peraltro scambiati diversi pareri su argomenti di natura professionale».
Pellegrini sostiene che le tracce gli siano state forniti dalla funzionaria dell’Arta (la stessa che si rifiutò di mettere in commissione i nomi segnalati da Fernandez) «dopo l’esame per meri scopi didattici». Questa versione è stata «clamorosamente smentita» nel corso delle indagini.

IL DEMANSIONAMENTO DELLA FUNZIONARIA
L'attivita' di polizia giudiziaria ha inoltre messo in luce che Antonio Fernandez, abusando del suo incarico, ha messo in atto un tentativo di concussione ai danni di una dipendente dell'Arta, che con le sue dichiarazioni ha collaborato alle indagini. Il direttore amministrativo, accusandola di aver dato il via all'inchiesta, l'avrebbe minacciata di avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti.
Dopo le perquisizioni del 4 luglio, ovvero il 6 luglio, Fernandez chiese alla donna, tramite una lettera spedita nella cassetta della posta interna, di predisporre «entro 15 giorni» una dichiarazione dove attestasse che le bozze delle delibere per la costituzione delle commissioni per i concorsi di ragioniere e amministrativi fossero stati fatti «in maniera autonoma ed arbitraria, senza alcuna indicazione». Se non lo avesse fatto sarebbe arrivata la sanzione disciplinare.
In questo modo, dice la Procura, il direttore amministrativo, «stava cercando di allontanare i sospetti e gettarli sulla donna». La sanzione disciplinare è poi arrivata: la funzionaria è stata trasferita a Chieti e non si sarebbe trattato di un semplice spostamento ma di un «trattamento sanzionatorio per il rigido atteggiamento».
Il demansionamento è stato riconosciuto anche dalla responsabile della struttura teatina: la funzionaria era infatti andata a ricoprire un ruolo di dipendenti di categoria A,B,C pur essendo lei di categoria D. Tra l’altro la stessa struttura era diretta da un responsabile in possesso di un profilo C, inferiore dunque a quello della funzionaria punita.
Alessandra Lotti

 

FERNANDEZ RESPINGE ACCUSE:« CONCORSI REGOLARI»

 E' durato circa due ore davanti al gip del tribunale del capoluogo adriatico, Gianluca Sarandrea, l'interrogatorio di garanzia del direttore amministrativo dell'Arta di Pescara, Antonio Fernandez, 56 anni. Al termine il difensore di Fernandez, l'avvocato Domenico Di Sabatino, ha detto che il suo assistito ha chiarito la sua posizione e ha respinto tutte le accuse che gli vengono addebitate. «Fernandez - ha sottolineato l'avvocato - ha ribadito al gip che i concorsi sono sempre stati regolari e non ha partecipato ad alcuna attivita' illecita. Sulla questione del concorso oggetto dei primi due capi di imputazione la posizione di Fernandez e' di assoluta estraneita'. Il mio assistito si e' soltanto limitato ad istruire la pratica relativa alla nomina della commissione, di cui non conosce i membri. I concorsi, tra i requisiti, prevedono anche i titoli e quindi l'esperienza acquisita, che ha costituito un elemento valutato legittimamente dai commissari del concorso, persone non dell'Arta pescarese ma di altre regioni. Il mio assistito- ha proseguito - ha chiarito anche i rapporti con la dipendente che hanno poi generato in parte anche questa misura cautelare»L'avvocato Di Sabatino ha aggiunto che la cognata di Fernandez non e' mai stata assunta nello studio legale di Pierluigi Tenaglia e che, come precaria dell’Arta, ha partecipato ad un concorso ma non l'ha vinto. Sulla vicenda relativa all'aggiudicazione del servizio di avvocatura dell'Arta di Pescara il legale di Fernandez ha sostenuto che il suo assistito ha chiarito al gip anche «le questioni tecniche che li avevano indotti a rivedere alcune posizioni e che lo studio dell'avvocato Tenaglia non c'entra niente». Su una intercettazione telefonica in cui si parla dell'assegnazione dei punteggi al concorso per l'avvocatura Di Sabatino ha detto: «questa questione e' stata studiata con i loro legali, che non sono dello studio Tenaglia».