LE INTERCETTAZIONI

Concorsi Arta, guai per l’avvocato Tenaglia. Fernandez: «vinci il bando e assumi mia cognata»

La procura:«Scambio corruttivo per vincere l’appalto del servizio legale»

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Pierluigi Tenaglia

Pierluigi Tenaglia

PESCARA. Una gara d’appalto per la nomina di un avvocato a cui affidare gli affari legali dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale.

Il direttore amministrativo Antonio Fernandez, arrestato questa mattina dalla Mobile di Pescara, avrebbe ‘taroccato’ anche questa selezione pubblica al centro anche di un ricorso al Tar.
Lo fece per far vincere, sostiene la procura di Pescara, l’avvocato Pierluigi Tenaglia, attuale presidente dell’ordine di Chieti. Secondo l’ipotesi accusatoria il direttore amministrativo dell’Arta, accusato di corruzione per questo episodio, così come l’avvocato, avrebbe concordato con Tenaglia il contenuto di due bandi «provvedendo alla pretestuosa sospensione del primo», dicono sempre gli inquirenti, quando si è accorto, durante l’apertura delle buste, che l’offerta tecnica di un altro concorrente avrebbe potuto battere quella del suo legale ‘di fiducia’.
Ma il dipendente dell’agenzia regionale di tutela ambientale non avrebbe rischiato a vuoto ma in cambio del suo ‘aiutino’, ricostruisce l’accusa (e conferma il gip), avrebbe ottenuto da Tenaglia la promessa di assunzione lavorativa di sua cognata presso lo studio legale.
Questa vicenda, che risale allo scorso mese di maggio, è saltata fuori dalle intercettazioni telefoniche mentre gli si stava indagando sugli altri episodi legati ai concorsi pilotati.

L’APERTURA DELLE BUSTE E LA SOSPENSIONE DELLA PRIMA GARA
Una data ritenuta importante dagli investigatori è quella del 23 maggio. Alle ore 11 Fernandez, presidente della Commissione, insieme agli altri componenti Ernesto D’Onofrio e Salvatore Gizzi, aprì le buste con le offerte dei partecipanti che aspiravano ad occuparsi degli affari legali dell’Arta.
Alle 15.13 Fernandez telefonò a Brigida Carulli (non indagata), collega di studio dell’avvocato Tenaglia. I due decisero di vedersi e Carulli annunciò che avrebbe partecipato all’incontro anche l’avvocato. Il giorno seguente la Commissione decise di sospendere la gara.
Il 1° giugno Fernandez contattò nuovamente Carulli commentando un ricorso al Tar presentato da uno dei partecipanti contro il provvedimento di sospensione della gara. Fernandez annunciò anche la necessità di «adottare un altro avviso di gara» e si lamentò dell’offerta presentata da Tenaglia ritenuta a rischio («te l’ho detto, voi l’avete sottovalutato!»).
Il ricorso al Tar era del concorrente che sarebbe risultato vincitore alla gara bandita ma sgradito al commissario, un ricorso che poi vedrà vincente lo stesso concorrente. Tra le altre cose il Tar ordinò all’Arta di annullare la sospensione della prima gara e dunque di continuare con l’assegnazione secondo i criteri già stabiliti. Ma questa indicazione dei giudici sarebbe stata disattesa da Fernandez che avviò una nuova procedura di selezione. 

ARRIVA UN SECONDO BANDO CUCITO SU MISURA E CONCORDATO
Il 14 luglio, infatti, l’Arta emanò un secondo bando di gara modificando il precedente nella parte dei punteggi.  Nel primo bando era stato stabilito che si dovevano assegnare 40 punti per la quantità degli affari trattati dal professionista negli ultimi 5 anni, 6 punti «se il candidato avesse avuto lo studio legale a Pescara», 4 punti per idoneità acquisita in vari concorsi pubblici e 50 punti in base ai prezzi praticati per le prestazioni offerte.
Nel secondo bando, invece, cambia tutto e sono stati stabiliti 80 punti per incarichi avuti relativi a cause civili previdenziali e di lavoro, 15 punti per la quantità di incarichi per cause svolte innanzi al Tar, al Consiglio di Stato e alla Corte di Cassazione negli ultimi 5 anni e 5 punti per la sede dello studio a Pescara.
«Tale ripartizione», scrive il gip Sarandrea nell’ordinanza di custodia cautelare, «assume particolare rilievo ai fini accusatori in quanto è emerso che tale nuovo bando era stato concordato tra Fernandez e Tenaglia». Secondo la procura tutti i criteri per selezionare i pretendenti sarebbero stati dunque tagliati su misura per far vincere il legale di Chieti.
La procura il 24 giugno del 2011 ha captato una conversazione telefonica tra i due. Fernandez disse: «ho fatto pure tutto! Vabbè, quindi…quella cosa che ci siamo detti stamattina…quindi va bene! Ho messo pure la sede di Pescara, che dici? …Tanto quella va bene, no?...quindi 80, 15 e 5…».
In pratica il direttore amministrativo stava comunicando al concorrente i requisiti, chiedendo anche un giudizio sul lavoro svolto.
L’accordo corruttivo, sottolinea il gip, è emerso anche nel corso di un’altra  conversazione telefonica dove il direttore dell’Arta, dopo aver parlato con Tenaglia dei criteri di selezione del band,o ricordò a questi anche i “bisogni” di sua cognata che aveva assoluto necessità di un lavoro stabile. Tenaglia  accettò dunque di assumere la donna presso il proprio studio legale.
Subito dopo Fernandez chiamò la cognata e la rassicurò sul fatto che la cosa era a posto «ne ho parlato con l’avvocato ed è d’accordo». Pe la procura è questa la prova di una strettissima correlazione tra il bando truccato ed il prezzo pagato per la corruzione.
La cosa non finisce qui poiché il solito concorrente che aveva già “rotto le uova nel paniere” ricorse nuovamente al Tar facendo notare ai giudici amministrativi che l’Arta non aveva ottemperato ad una loro precedente decisione (quella di decretare il vincitore del primo bando) e così il partecipante ottenne “a mani basse” una facile vittoria (la seconda). Questa volta il Tar annullò il secondo bando di gara.
Vita travagliata quella di Fernandez che nelle settimane successive fu costretto a rivedere la sua strategia (e quella dell’Arta) e così per poter conferire incarico di ufficio legale pensò alla creazione di una lista aperta ai professionisti dove attingere.
Secondo quanto abbiamo potuto verificare, però, questo avviso è stato pubblicato nella sezione 'news' e non in quella riservata ai bandi. Sta di fatto che furono in pochi a chiedere di essere iscritti. Tra questi anche l’avvocato Tenaglia.  
Alessandra Lotti