LA PROTESTA

Teramo Lavoro. Cgil: «l’amministratore unico fa di testa sua sulle stabilizzazioni»

La protesta: «condotta antisindacale»

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Teramo Lavoro. Cgil: «l’amministratore unico fa di testa sua sulle stabilizzazioni»
TERAMO. Non stabilizzati e destabilizzati.
I 110 lavoratori precari della Teramo Lavoro srl società in house della Provincia di Teramo, con contratti in proroga non sanno che futuro li attende, né ricevono rassicurazioni.
La confusione regna sovrana e c’è chi prende qualche iniziativa. E’ il caso dell’amministratore unico della Teramo Lavoro srl, Venanzo Cretarola, che in una assemblea convocata qualche settimana fa, avrebbe “suggerito” ai dipendenti di firmare il contratto di lavoro futuro con una sorta di liberatoria  affinché potesse procedere alla proroga: solo 9 lavoratori su 110 hanno firmato la liberatoria.
A dirlo è la Cgil Teramo che si è sentita scavalcata nel suo ruolo ed ha definito antisindacale l’operato di Cretarola.
«Nell’assemblea tenutasi ieri», ha detto la sigla, «la società ha tentato di convincere i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro per colpa dei sindacati e dell’assessore regionale al lavoro che non erogherebbe i fondi necessari per garantire servizi ai cittadini e gli attuali livelli occupazionali. La questione non è ovviamente così semplice né corrisponde al vero. Il tutto è avvenuto nello sprezzo totale del ruolo di rappresentanza del sindacato e chiaramente approfittando di una evidente debolezza dei lavoratori che dal 2 maggio potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Per manifesta incapacità si chiede, pertanto, all’amministratore unico della Teramo lavoro di fare un passo indietro e dimettersi».
La società Teramo Lavoro srl è finita tempo fa al centro di una polemica che ha visto come protagonista proprio l’ amministratore unico Venanzio Cretarola autoassuntosi come addetto di segreteria sotto falso nome (Cretola)  e rivestendo quindi il ruolo di controllore e controllato.

APPESI AD UN FILO
Lo scorso febbraio nel corso di una riunione convocata dal presidente Valter Catarra con i sindacati  la Provincia e la società in house si è impegnata a prolungare i contratti in scadenza a febbraio, quelli cioè che riguardano i dipendenti retribuiti con il Fondo sociale europeo e impiegati nella gestione delle attività del settore Lavoro e dei Centri per l'impiego. La proroga ha consentito anche agli altri dipendenti della in-house impiegati a supporto degli altri settori di riuscire ad avere il contratto garantito fino ad aprile. Oggi però il problema si ripresenta e non è di facile soluzione.
Gli ostacoli che potrebbero impedire la stabilizzazione dei precari sono il possibile svuotamento di funzioni delle Province a causa dell’abolizione degli Enti ed il destino del Fondo sociale europeo, che potrebbe presto passare nelle mani della Regione.
 
LE DUE VIE
Intanto però la Cgil pensa ai percorsi che potrebbero portare ad una soluzione lavorativa: uno passa per il coinvolgimento dell’assessore regionale al lavoro, Paolo Gatti, che, secondo la sigla, si è già reso disponibile ad ogni eventuale altro incontro e ha già dichiarato che trasferirà le somme disponibili. L’altro passa per il tavolo di confronto con la società e il suo socio unico, il Presidente della Provincia Catarra. A questi tavoli, si è parlato di partite iva e di interinali: soluzioni inaccettabili, secondo Cgil perché infinitamente più costose (circa il 27% in più dell’attuale costo per ogni lavoratore) e inadeguate visto che potrebbero chiamare solo circa 25 lavoratori su 110, un numero insufficiente a garantire i servizi.
«Sono apprezzabili la disponibilità del presidente Catarra e l’atteggiamento dell’assessore Guardiani e del vicepresidente Rasicci», ha dichiarato il sindacato, « che, in uno degli ultimi incontri sindacali, si sono coraggiosamente schierati dalla parte dei lavoratori perché le risposte dell’amministratore unico alle proposte sindacali non erano convincenti».
La sigla ha chiesto che tutti i servizi esternalizzati vengano re-internalizzati attraverso la gestione diretta dei dirigenti preposti, si proceda a nuove selezioni poste in essere, questa volta, da veri esperti della materia (magari da qualche dirigente dell’Ente Provincia punito per non aver voluto assecondare le decisioni dell’amministratore unico) e che l’ assessore Paolo Gatti trasferisca al più presto ai centri per l’impiego le somme disponibili, così da poter garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza e la stabilità occupazionale dei lavoratori.
 
m.b.