IL CASO

Cardiochirurgia di Chieti: uffici al posto della biblioteca

E’ l’addio definitivo al reparto di eccellenza. Un declassamento annunciato da tempo

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Cardiochirurgia di Chieti: uffici al posto della biblioteca
CHIETI. L’11° livello della nuova Cardiochirurgia di Chieti, dove era situata in origine la biblioteca, è stato trasformato nella sede dell’Ufficio tecnico della Asl.

O – forse – sarà la destinazione finale della Direzione generale: finalmente un ufficio direzionale sui tetti, con vista sulla Val Pescara, lontano dai problemi dell’ospedale vissuti al piano terra, come adesso. Insomma un altro spazio tolto al reparto, definitivamente declassato a struttura normale e non di eccellenza. E’ la sorpresa che non ti aspetti, l’ennesima modifica del progetto iniziale dopo le polemiche per la riduzione delle sale operatorie previste e dopo le dichiarazioni di chi sosteneva l’inutilità della sala ibrida: «le sale per l’Emodinamica già esistono» dicevano, ma – al contrario – le sale con questa destinazione non c’erano, e recentemente si è scoperto che i solai ed i soffitti esistenti dovranno essere rinforzati per ospitarle. Tra l’altro queste sale si trovano a due piani di distanza (sesto livello) dal blocco operatorio (quarto livello). Come si ricorderà, la sala ibrida per la Cardiochirurgia e l’Emodinamica era stata disegnata sul progetto originale proprio a fianco alla sala open space, anch’essa cancellata perché troppo avveniristica. E’ appena terminato lo scontro – senza repliche – su questo aspetto stranamente taciuto, che ora dalla Regione è arrivato l’ok alla trasformazione in ufficio della Biblioteca prevista all’11° livello. Come dire: il delitto perfetto non esiste nemmeno in sanità. Trovano infatti conferma i sospetti di un piano per ridurre le potenzialità della Cardiochirurgia di Chieti, per farla tornare ad essere un reparto normale, mentre il progetto iniziale puntava a realizzare  un polo di eccellenza: per questo furono stanziati 50 miliardi delle vecchie lire per costruire la nuova sede e trasferirci tutte le attività. Tanto è vero che non c’erano solo la sala operatoria open space e la sala ibrida a fianco, ma all’11° livello era prevista una biblioteca con un’aula da 60 posti ed un deposito libri, come si addice ad un reparto di qualità. Che non sia questa l’idea che muove la sanità teatina ed i politici che ne sponsorizzano le scelte, lo dimostra la serie di provvedimenti che hanno via via ridotto la novità e l’importanza di questo investimento, privilegiando un risultato di grigia burocrazia, dove la presenza degli uffici viene ritenuta più importante di un trapianto di cuore. Primo step del declassamento: cancellazione dalla sala open space, 156 mq (secondo il progetto originale) destinati ad ospitare tre letti operatori che lavoravano in simultanea, aumentando l’efficienza del reparto e diminuendo i costi. Pretesto: sono troppo sofisticati gli impianti di condizionamento che servono a creare una camera d’aria sterile sopra il campo operatorio. Peccato che in Germania e altrove questi impianti funzionano alla grande, come nella loro relazione hanno documentato gli inviati della Asl mandati in missione esplorativa. Conseguenza: via la sala open e chiusura dello spazio interno con un muro centrale per ricavare due sale tradizionali. Secondo step: no alla sala ibrida, che non era prevista nell’appalto, ma la cui realizzazione avrebbe consentito risparmi e maggiore funzionalità del reparto proprio perché sarebbe stata realizzata mentre erano in corso gli altri lavori. Pretesto: le sale per Emodinamica ci sono, ma non era vero, se i solai debbono essere rinforzati, cioè non erano nati per questo uso. A latere intanto altre proposte, come il trasferimento di uffici sparsi della Asl in questa nuova struttura, invece del potenziamento del nuovo edificio in funzione della creazione di un reparto di eccellenza. Adesso le ultime varianti e la perizia di assestamento, approvate dalla Regione a firma di Pasquale De Flaviis che dirige l’apposito ufficio all’assessorato alla sanità. All’11° livello la Asl aveva realizzato solo la “camicia”, cioè i muri e gli impianti. Ma ci sono anche i pavimenti nuovi e gli infissi, tutto pronto insomma come nuova sede per l’Ufficio tecnico che attualmente si trova al vecchio ospedale civile. Un altro ufficio che se ne va dal Colle? Nei giorni scorsi una commissione di tecnici Asl e della ditta che ha effettuato lavori nel vecchio ospedale civile stava effettuando un sopralluogo. Apertura in vista di quei locali restaurati per i quali sono stati spesi centinaia di migliaia di euro (come il sindaco ha chiesto, inutilmente) o un contenzioso in atto?
Sebastiano Calella