AMMINISTRATIVE 2012

L’ultimo regalo di Cialente: «un piano ricostruzione frettoloso, a tratti inapprovabile»

L’Ordine degli architetti aveva bocciato alcuni aspetti del documento

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 L’ultimo regalo di Cialente: «un piano ricostruzione frettoloso, a tratti inapprovabile»
L’AQUILA. «Il futuro de L’Aquila è scritto in un piano ricostruzione approvato in gran fretta, con le elezioni alle porte».

A dirlo è Giorgio De Matteis candidato sindaco alle elezioni de L’Aquila che ha messo in risalto alcuni elementi, a suo dire, dubbi. Il documento approvato con delibera numero 23 del 9 febbraio 2012 prevede la ricostruzione dei centri storici de L'Aquila e delle frazioni, devastate dal sisma del 6 aprile 2009. Si tratta di uno strumento fondamentale per la rinascita del Capoluogo d'Abruzzo e del suo vastissimo territorio.  Ma se l’allarme gettato da un candidato politico non basta a convincere, le osservazioni dell’Ordine degli Architetti (non consultato), forse fanno riflettere. «Il piano è stato approvato in tempi ristretti», dice l’Ordine, «bisognava adottare altri regolamenti e consultare le categorie professionali, ed alcuni progetti sono inapprovabili». Chi ha dato l’ok al piano si è assicurato della sua reale applicabilità ? Secondo l’ordine, ci sono dubbi.
Su tutto questo incombe una campagna elettorale strillata e senza fair play dove tutti tirano per la giacca l’informazione, distorta all’occorrenza per fare notizia. Nel frastuono che ne deriva distinguere la verità è impresa ardua.

IL TUTTO COM’ERA
In un documento a firma del presidente dell’Ordine degli Architetti, Gianlorenzo Conti, la categoria ha espresso osservazioni sul piano di ricostruzione definendolo ad una prima lettura un testo poco innovativo che sancisce il tutto com’era. Il primo aspetto che non convince è la tempistica. Gli architetti rilevano che i due anni precedenti l’approvazione del documento sono stati infruttuosi sotto l’aspetto propositivo e non c’è mai stato l’auspicato e più volte richiesto scambio di idee e collaborazioni con le categorie professionali di settore. Nel progetto inoltre sono impraticabili forme di sostituzione edilizia, c’è poca chiarezza sulla destinazione d’uso, parcheggi, e spazi pubblici e l’approvazione non è preceduta dalla Vas (Valutazione ambientale strategica).

INAPPROVABILE
Quanto agli interventi contenuti nel Piano, secondo l’ordine alcune opere di ricostruzione sono ineseguibili non essendo consentito variare le sagome e le volumetrie esistenti nelle zone interessate. Il documento inoltre prevede varianti sostanziali al piano regolatore generale, alla normativa regionale e comunale e non può essere approvato in tutte le sue parti sotto il profilo urbanistico.
L’eventuale parere positivo quindi va limitato alle sole parti attuative e pienamente conformi alle norme urbanistiche vigenti mentre gli altri aspetti vanno rinviate ad un esplicita variante. Dello stesso avviso è Giorgio De Matteis che ha definito il documento «come un progetto che disattende le aspettative degli altri enti coinvolti nella ricostruzione e che il sindaco uscente ha deciso di produrre in tutta fretta prima dello scioglimento del Consiglio comunale, senza avviare alcun tipo di consultazione e chiedendo successivamente agli interessati di presentare osservazioni».
Il sindaco sapeva che le stesse osservazioni non potevano essere visionate e discusse da nessuno, ha detto, «visto che il Consiglio comunale non è più in carica, e pur essendo consapevole che per il Piano era necessaria l’intesa preventiva con gli Ordini e le organizzazioni di categoria. Non basta, perché il Sindaco uscente ha anche comunicato agli aquilani che quel Piano sarà operativo a fine 2013, quindi tra un altro anno e mezzo, giustificando il differimento con la necessità di procedere alla formazione del personale, formazione già avvenuta sul campo dal 2009 a oggi. Allo stesso modo in cui non fa chiarezza sull’intesa sottoscritta a giugno 2011 al Ministero dell’Economia, dove firmò un documento che subordinava all’approvazione del Piano, la concessione degli aiuti alla ricostruzione e alle attività produttive dell’Aquila: centinaia di milioni andati persi, perché erano legati alla Finanziaria nazionale 2012, nel frattempo entrata in vigore ovviamente senza quelle misure».
Il Piano di ricostruzione prevede una serie di interventi nelle varie zone della città. I progetti strategici di iniziativa privata al momento sono: Banca D’Italia – Via XX Settembre, Santa Croce, Lauretana,Valle Pretara, Porta Leone, Borgo Rivera, quelli di iniziativa pubblica sono: Polo universitario ex San Salvatore, Polo culturale, Complesso scolastico polifunzionale Caserma Rossi, Ex ospedale di Collemaggio, Sede unica uffici comunali, Viale della Croce Rossa, Polo del Welfare, Spazi pubblici , Progetto Mura , Parchi urbani ,Piazza d'Armi. La stima di massima dei costi, (edilizia privata, pubblica, di culto, spazi pubblici, rete e supporto attività di costruzione) è pari a € 3.407.153.466,30 per il Capoluogo e € 1.752.669.838,67 per le frazioni.
«Il Piano di Ricostruzione del Comune», ha detto l’assessore Pietro Di Stefano, esponente della amministrazione Cialente, «è uno strumento ampio ed articolato, in azioni immediate e future, ben distinte fra di loro e che superano anche le osservazioni rese nella fase di pubblicazione da parte dell’Ordine degli Architetti.; Ordine che sin dal 30 gennaio 2012 ha positivamente valutato il Piano che, anticipatamente, gli era stato partecipato. In quanto ai maggiori fondi, sanciti in un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, racconta la solita panzana; quel documento riportava banali “linee interpretative” dell’art. 14 comma 5 bis del DL39/2009 da suggellarsi “con il ricorso ad un decreto del Commissario Delegato ad integrazione del Decreto Commissariale 3 del 2010”, fatto mai adempiuto da parte di Chiodi. Sorprende, ma non troppo, che Giorgio De Matteis resti l’unico candidato sindaco a difendere la Struttura Tecnica di Missione, la Filiera e il Commissario Chiodi, del quale peraltro è diretta investitura».