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L’Aquila, quartiere Banca d’Italia: affitti post sisma alle stelle

Il Comune denuncia: «aumenti sopra la media»

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L’Aquila, quartiere Banca d’Italia: affitti post sisma alle stelle
L’AQUILA. Da 400 a 700 euro, nella migliore delle ipotesi. E’ il vertiginoso aumento degli affitti per le abitazioni ristrutturate dopo il sisma nel quartiere Banca d’Italia a L’Aquila. Una doccia fredda per gli aquilani che speravano di far ritorno in quelle case alle stesse condizioni di prima.

Ad ufficializzare quella che si sperava fosse soltanto una voce, è stato il Comune de L’Aquila.
Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e l'assessore alle Politiche Abitative Stefania Pezzopane, hanno scritto una lettera aperta al direttore della Banca d'Italia , Fabrizio Saccomanni, in cui chiedono di rimodulare gli affitti (e riportarli ai canoni precedenti) secondo le esigenze del panorama aquilano, devastato dalle conseguenze del sisma.
La preoccupazione ora è che gli ex residenti non avendo la possibilità di affrontare un aumento di oltre il 70% del canone d'affitto, possano chiedere aiuto al Comune dell'Aquila che, con tutti gli sforzi cui e' gia sottoposto, non può aiutarli.
Gli amministratori non capiscono perché per questi appartamenti prima del sisma si pagassero 460€ mensili di canone, mentre oggi 730 euro.
Eppure gli stessi sono stati ristrutturati con soldi del Governo, hanno commentato Cialente e Pezzopane, «la Banca d'Italia dovrebbe piuttosto aiutarci a calmierare i prezzi, in questo momento di grave difficoltà economica, ben sapendo che a L'Aquila la situazione e' ancora più drammatica che nel resto del Paese. E la conseguenza di questa scelta impietosa ricade sulle spalle del Comune le cui casse non sono capaci di sopperire alle molteplici e legittime richieste d'aiuto che riceviamo giornalmente, dal momento che stiamo lavorando per garantire un'abitazione a tutti, anche calmierando noi stessi i costi dei canoni d'affitto».
I palazzi del quartiere sono stati ristrutturati, ma in molti hanno espresso dubbi sulla validità delle prevenzioni antisismiche.
L’intera area (via dei Marrucini, via Castiglione), lamentavano alcuni ex residenti, è circondata da edifici o crollati, o semi crollati o in condizioni di precarietà. Gli edifici, sempre secondo voci, presentano problemi che vanno dalla mancata pulizie delle scale e vetrate esterne, alle cassette per il ricevimento della posta non adeguate, fino ad arrivare alla mancata illuminazione nelle ore serali di via Castiglione e via dei Marrucini.