TERAMO

Confartigianato nel caos: presunti illeciti, commissariamento e ricorsi…

L’Assemblea dei soci dalla parte del Presidente Di Marzio

Redazione Pdn

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Luciano Di Marzio

Luciano Di Marzio

TERAMO. A Teramo è bufera sulla Confartigianato. Dopo il commissariamento deciso dalla sede nazionale lo scorso marzo che mette fine alla gestione del presidente Luciano Di Marzio, giorni fa l’assemblea dei soci si è riunita per ribadire fiducia al presidente sconfessato: una ferma condanna contro la delibera nazionale di commissariamento.

 Annunciato ricorso contro il provvedimento.
I fatti risalgono al 21 marzo scorso quando Confartigianato nazionale nella persona del presidente Giorgio Guerrini ha deliberato il commissariamento della Confartigianato Teramo. La Federazione Regionale dell’Artigianato d’Abruzzo, riunita in assemblea l'11 aprile, ha reso esecutivo il commissariamento. Esce così di scena il presidente Luciano Di Marzio e dalla segreteria generale nazionale arriva Giampietro Ornati. Compiacimento è stato espresso da Marcello Di Pasquale, figlio del fondatore e presidente onorario Confartigianato, come dall’ex segretario regionale Francesco Di Antonio, presidente del Movimento di Difesa dei diritti del cittadino di Teramo che da anni, insieme ad altri, seguono da vicino l’evolversi della situazione difficile creatasi in seno all’importante associazione degli artigiani teramani.
I motivi alla base del provvedimento, secondo il presidente onorario Di Pasquale sono tutti riconducibili alla gestione verticistica e di tipo famigliare imposta da Luciano Di Marzio.
In particolare, secondo Di Pasquale, «Di Marzio avrebbe proceduto ad un autofinanziamento per circa 450.000 euro; all’ espulsione arbitraria di altri soci dissenzienti, al licenziamento immotivato di una dipendente, ad un’ emorragia di soci, a delibere modificate a piacimento, a danni economici per liti legali con professionisti e dipendenti, al sequestro per abuso edilizio del nuovo centro artigianale di S. Atto con sperpero di circa due milioni di euro, a conflitti e cause a ripetizione e all’ utilizzo scriteriato ed errato dei fondi Confartigianato, Inapa ed Anap per finanziare sue società private».
L’arrivo imminente del commissario nella persona di un dirigente nazionale, oltre a normalizzare la situazione a lungo nell’occhio del ciclone, ha detto Di Pasquale, «restituirà si presume smalto e vigore a un ente, che a Teramo ha fatto lungamente la storia degli artigiani e del mondo artigianale nel suo complesso».
L’Assemblea dei soci, riunitasi giorni fa ha definito «precipitosa e priva di motivazione» la delibera di commissariamento rilanciando contro- accuse al presidente nazionale Guerrini.
«Guerrini», ha dichiarato l’assemblea, «ancora una volta ha preferito inviare comunicati alla stampa, piuttosto che verificare sul campo la situazione reale. In otto anni, sempre invitato, non ha mai partecipato alle Assemblee per poi, in imminenza del rinnovo del vertice Confartigianato nazionale, chiudere il rapporto con l’Associazione, anche se ciò comporterà un depauperamento delle risorse associative a tutto discapito della Confederazione. Ci sono cose che deve spiegare: si pensi al dipendente della Confederazione (e sembra che non sia l’unico) che percepisce uno stipendio di 353.600 euro annui, al costo di acquisto della foresteria, ai motivi che hanno portato a mettere ipoteca, a favore di terzi, di 4 milioni sulla sede confederale, a come vengono spesi i circa 500mila euro annui pagati dalla Confartigianato alla società Editart, perchè per quest'ultima si è passato da un capitale dichiarato di un milione e 200mila vecchie lire 51.700 euro, come mai il segretario generale Fumagalli modifica le delibere di Giunta Nazionale e la giunta solo dopo due anni e dietro sollecitazione tenta di porre riparo alla irregolarità».
E’ per questo che i soci hanno voluto vederci chiaro, promuovendo osservatori qualificati da inviare a Roma per verificare quello che accade e presentando ricorso alla magistratura per annullare la delibera di commissariamento.
Nel corso dell’assemblea, sono state riconfermate e rinnovate le cariche sociali e sono stati eletti all’unanimità per altri 4 anni i seguenti consiglieri: Luciano Di Marzio, Aldo La Barbera, Calabrese Marco, Malatesta Ferdinando, Ulisse Domenica, Ripari Mario, De Ruggeris Rizziero, Melchiorre Benito, Recchiuti Antonio, Penna Michele, Di Felice Di Michele Aldo, Proietto Giacomo, Marini Tiziana, Saccomandi Lino, Del Sole Marco, il collegio dei revisori dei Conti effettivi: Valchera Augusto, Forcellese Marco, Falconi Gianni,supplenti Fabiocchi Sergio, Ciavardeli Gino ed il collegio dei Probiviri effettivi: Cimbalo Mauro, Manente Giuseppina, Forcellese Rocco, supplenti Pelusi Orfeo, Di Martino Michele.