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Elezioni Rsa Sevel, vince Fim. Bonanni contro Fiom: «ha perso chi fa politica»

1.052 le schede nulle come aveva chiesto il sindacato di Landini

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Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni

ATESSA. La Fim Cisl ha ottenuto la maggioranza dei voti alle elezioni delle RSA della Sevel di Atessa, azienda partecipata dal gruppo Fiat.

Al voto hanno partecipato 5.139 dipendenti sui 6.171 aventi diritto: le schede nulle superano il migliaio, mentre le bianche si sono attestate intorno alle 92 unità. La Fim Cisl ha ottenuto 1.987 voti e 25 rappresentanti sindacali aziendali, in sensibile aumento rispetto alla precedente elezione, nel novembre 2009, quando ottenne 1.607 voti e 16 rappresentanti.
Seconda posizione per la Uilm-Uil con 1.016 voti e 13 rsa (nel 2009, 702 voti e 7 rsu). A seguire Fismic con 712 e 9 rsa (elezioni precedenti 494 voti e 5 rsu) e Ugl 278 voti e 4 rsa (nel 2009 366 voti e 3 rsu). Elevato il numero di schede nulle, 1.054, rispetto alla precedente consultazione del 2009 quando furono 52. La Fiom Cgil, non ammessa alle elezioni in quanto non firmataria del nuovo contratto Fiat entrato in vigore il 1 gennaio 2012, nel 2009 ottenne 1.469 voti. La Fiom per questa elezione ha invitato i proprio isritti ad annullare la scheda con un bollino adesivo con sopra scritto «io sto con la Fiom».
Non hanno partecipato alle elezioni, invitando i propri iscritti a disertare le urne, anche la Failms Cisal, che nel 2009 ottenne 414 voti, Sdl (168 voti) e Cobas (141 voti).
Per il segretario provinciale FimCisl, Domenico Bologna «è un risultato storico per noi, nessun sindacato si era spinto così vicino ai 2000 voti prima d'ora - commenta all'Agi Bologna - da tre anni siamo il primo sindacato in Sevel e questo vuol dire che stiamo dalla parte dei lavoratori. Avremo 25 rsa su 51, quasi la maggioranza assoluta, e già da domani ci metteremo al lavoro per centrare l'obiettivo del 2012, il rinnovo del contratto Fiat. Entro giugno sarà pronta la piattaforma con le nostre richieste - continua Bologna - tra le prime c'è sicuramente l'aumento del salario dei lavoratori».
«E' un successo straordinario», ha commentato anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «E' stata premiata la linea responsabile e concreta della Cisl. I lavoratori non si fanno ingannare dalle chiacchiere ideologizzate di chi insegue nelle fabbriche obiettivi politici. Chiedono solo risposte ai loro problemi come fa un sindacato come la Cisl che da anni persegue una linea riformatrice chiara, salvaguardando il lavoro ed i salari con accordi innovativi e partecipativi».  «Un importante segnale di democrazia e partecipazione si è avuta in Sevel all'indomani delle elezioni per le nuove Rappresentanze Sindacali Aziendali», commenta il segretario Leonardo De Gregorio. «La Ugl Metalmeccanici è riuscita, tra notevoli difficoltà, a conquistare ben quattro seggi, uno in più rispetto a tre anni or sono facendo eleggere una donna nella persona della lavoratrice Claudina Mattoscio che, insieme ai riconfermati Antonio D'Alonzo, uno dei più votati tra i lavoratori, Roberto Chiavelli e Nino Carozza, sarà la pattuglie della UGL in seno al più grande stabilimento del centro Italia. Nei prossimi mesi avremo importanti appuntamenti per iniziare a parlare di rinnovo del Contratto Nazionale e di proseguire quel percorso già intrapreso per rendere le Commissioni paritetiche che operano più efficienti e risoluitive per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori».

RC: «PER LA FIOM UN SUCCESSO»
«Le oltre 1300 schede nulle contate (erano solo 123 nelle elezioni 2009, comprese le schede bianche) dimostrano che l’invito di Fiom ai lavoratori di recarsi alle urne ed annullare la scheda è stato largamente accolto», commentano il segretario regionale Prc Abruzzo Marco Fars e il segretario provinciale PRC Chieti
Riccardo Di Gregorio. «E’ evidente quindi che i lavoratori vogliono poter scegliere da chi essere rappresentati e perciò confermano la loro opposizione alla logica contenuta nel contratto Fiat, che vorrebbe restringere la rappresentanza sindacale alle sole organizzazioni d’accordo con l’azienda e che appongono la loro firma su accordi che aumentano i ritmi di lavoro e diminuiscono i diritti per i lavoratori».