RIFIUTI

Discarica di Cerratina: «unità di crisi per agire nella direzione giusta»

Natale: «manifesta incapacità di Consorzio e Ecolan»

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Discarica di Cerratina: «unità di crisi per agire nella direzione giusta»
FOSSACESIA. Dopo la crisi dei comuni del pescarese si prospetta all’orizzonte un nuovo allarme questa volta per i 53 comuni dell’Ex Consorzio Lancianese.

Ieri presso il ristorante “La Stella” si è tenuta l’assemblea dei Soci della Ecolan S.p.a. tra i punti all’ordine del giorno il discusso ampliamento delle volumetrie della discarica di Cerratina  pari a circa 200.000 mc al quale manca l’autorizzazione dal Comitato Via.
Qualora non dovesse arrivare l’ok dalla Regione Abruzzo le volumetrie residue a disposizione (19.786 mc) garantirebbero la prosecuzione in vita della discarica di Cerratina solo fino al 31 maggio come comunicato anche in una nota del 10 aprile, a firma del presidente del Cda ai sindaci soci, scaraventando il territorio in piena emergenza.
«Sono molto preoccupato - dichiara l'assessore all'Ambiente del Comune di Fossacesia, Andrea Natale – la crisi è alle porte e ad oggi, nonostante quello dei rifiuti sia un ambito nel quale si può programmare e pianificare, nonostante i segnali di allarme si sono ripetuti, non si è ancora  cambiato registro, per puntare seriamente sulla riduzione della quantità dei rifiuti prodotti e al completamento dell’impiantistica per la differenziata – precisa Natale – si va avanti sperando nell’allungamento della vita della discarica, senza pensare in modo strategico a programmi di lunga durata».
Le responsabilità, secondo Natale, sono diverse e distribuite tra la Regione Abruzzo, i consigli di amministrazione di Consorzio e di Ecolan e di alcuni amministratori «che non hanno voluto avviare una politica seria di raccolta differenziata dei rifiuti, con alla base un progetto serio volto alla riduzione cullandosi sulla disponibilità della discarica di “casa”».
Molti i punti sui quali fare chiarezza in merito alle decisioni assunte dall’attuale Cda circa le valutazioni sulla capacità residua stimata in precedenza di 134.707 mc da parte della Società Concessionaria. «E’ stata presa per buona», sottolinea l’assessore, «ma doveva far scattare già la necessità di affrontare e programmare un piano di riduzione della quantità dei rifiuti, dell’aumento della percentuale della differenziata, pensando l’impiantistica in modo sinergico e complementare a questi due obiettivi, coinvolgendo tutti i Comuni dell’ex consorzio. E’ evidente l’incapacità e l’inadeguatezza dell’attuale Cda, che pertanto dovrebbe dimettersi».
«Ho chiesto in Assemblea – riprende Natale – poiché lo ritengo necessario, di attivare immediatamente un’Unità di Crisi, tecnico-politica, per valutare le soluzioni da implementare sia in caso di autorizzazione dal Comitato VIA e a maggior ragione per individuare le procedure da porre in essere in caso di diniego, redigendo un cronoprogramma da oggi al 31 maggio per evitare disagi e coordinare le azioni senza farsi trovare impreparati – chiarisce Natale – oltre a questo si deve contemporaneamente redigere un piano di comprensorio per ridurre le quantità di rifiuti prodotti dai nostri Comuni e orientare le scelte impiantistiche in tal senso, per non farsi trovare in emergenza a breve o in caso di concessione dell’ampliamento, tra qualche anno».