LA DENUNCIA

Sicurezza stadi. «Al Biondi di Lanciano barelle parcheggiate negli spogliatoi»

Il consigliere Alex Caporale chiede un adeguamento delle strutture comunali

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Sicurezza stadi. «Al Biondi di Lanciano barelle parcheggiate negli spogliatoi»
LANCIANO. La morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini ha portato alla luce una serie di domande sulla sicurezza negli stadi.

I soccorsi sono immediati? Come avvengono? I campi sono adeguatamente attrezzati?
Se lo è chiesto anche il consigliere comunale di Lanciano, Alex Caporale, in una lettera diretta al sindaco Mario Pupillo, in cui si dice preoccupato per lo stadio “Guido Biondi” di Lanciano e ne chiede un adeguamento immediato. In particolare, secondo Caporale, le ambulanze per i soccorsi vengono parcheggiate accanto agli autobus che trasportano i calciatori e non hanno uno spazio per accedere direttamente alla struttura in caso di emergenza. Anche i medici ed i volontari che scendono in campo portano con sé solo borsoni per il pronto intervento e la barella a cucchiaio lasciando negli spogliatoi le lettighe rigide ed operando a 70/80 metri di distanza dall’ambulanza.
Tutto questo comporta un allungamento dei tempi di soccorso (tra lo scambio di barelle ed il trasporto fino all’ambulanza) che potrebbe rivelarsi addirittura fatale per l’infortunato.
«Non è possibile aspettare altre tragedie prima di agire», ha detto Caporale, «urge un adeguamento delle strutture comunali per impedire che episodi di ritardo nei soccorsi possano verificarsi anche nel nostro stadio, a causa della mancata possibilità di accesso diretto in campo da parte dell’ambulanza ed ai conseguenziali allungamenti dei tempi di intervento in caso di necessità».
Il consigliere, poi, ha sollecitato l’adozione del pronto soccorso in campo elaborato e brevettato da un anno per la gestione dell’emergenza della Fmsi (Federazione dei Medici Sportivi italiani) che non si limita al solo aspetto cardiologico.
«Premesso che nell’ampio dibattito a livello nazionale seguito al tragico evento sul pronto soccorso in campo», ha concluso Alex Caporale richiamando le parole del Presidente della Figc, Luigi Abete, «il Paese Italia ne è uscito “a testa alta” avendo un sistema di intervento all’avanguardia nel mondo, non occorre dimenticare che in Italia ci sono 81 mila squadre di calcio e pertanto il sistema del pronto soccorso in campo andrebbe esteso a tutti i campi presenti sul nostro territorio, professionali e non».
m.b.