SANITA'

La Cisl protesta, la Asl insiste: a Chieti formazione pagata a dipendenti scelti senza criteri oggettivi

Nessuna firma dei responsabili del controllo di budget

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La Cisl protesta, la Asl insiste: a Chieti formazione pagata a dipendenti scelti senza criteri oggettivi
CHIETI. Le polemiche non si placano e l’Asl continua a pagare corsi di formazione. La Cisl Fp non fa in tempo a protestare contro la Asl di Chieti che manda ai corsi di formazione della Bocconi anche funzionari non strutturati, che lo stesso giorno in cui viene resa nota la protesta il direttore generale Francesco Zavattaro ci ricasca.

Infatti la delibera 441 del 10 aprile invia altri 10 funzionari a spese Asl (cioè nostre) ad un Master presso l’Unidav (Università Telematica Leonardo da Vinci) di Torrevecchia Teatina: costo 10 mila euro (1.000 per iscritto) per frequentare il corso su “Direzione e management delle Aziende sanitarie”, con 120 ore di lezione frontale e 320 ore on line. Premesso che l’attenzione alla formazione del personale è un aspetto molto positivo per qualsiasi azienda, Asl in particolare, quale problema pone questa nuova delibera? «Più di un problema – spiega Vincenzo Traniello, responsabile regionale Cisl Fp – noi da tempo abbiamo posto il problema dei requisiti per partecipare a questi corsi e della programmazione. Il manager ad inizio anno deve indicare quale sarà il programma della formazione e quali sono i requisiti da possedere per accedere ai corsi. E’ suo obbligo indicare Piano e criteri di scelta. Non ci sta bene che il personale non strutturato, cioè non dipendente dalla Asl a tempo indeterminato, frequenti a spese nostre un master. Può capitare che poi si licenzia ed esibisce questo corso come titolo in un altro concorso, magari proprio nella Asl di Chieti. E non ci sta bene che la scelta sia senza requisiti oggettivi e noti. C’è rischio di eccessiva discrezionalità da parte di chi decide chi può o non può conseguire questa formazione. Può capitare infatti, come in questi giorni, che una dipendente titolata a frequentare un corso sia stata invece esclusa».
La delibera 441 riporta solo il parere favorevole del direttore amministrativo Asl Silvia Cavalli e non porta le firme dei responsabili del controllo di budget e del riscontro contabile, così come alcune schede dei singoli iscritti allegate alla delibera sono senza firma sia del dipendente sia di chi lo autorizza. Qualcuno (come va di moda) partecipa al corso… a sua insaputa? Inoltre, secondo il sindacato, anche questa volta ci sarebbero partecipanti al master che hanno solo un contratto di tre anni con la Asl, così potrebbero farsi pagare il master e poi andarsene con un titolo acquisito gratuitamente. In realtà per il Master Unidav alcuni avevano già pagato autonomamente la quota di iscrizione (e questo gli fa onore), ma la Asl ha voluto a tutti i costi pagare lei e li rimborserà. Ci sono però altri problemi in questa delibera che conferma l’assoluta discrezionalità delle scelte della direzione generale. Ad esempio l’iscrizione all’Unidav (il cui corso è stato approvato il 12 febbraio scorso) è stata preferita al Master di 2° livello organizzato da circa 10 anni a Pescara, Facoltà di economia della d’Annunzio, ad un costo decisamente inferiore (6-700 euro ad iscritto) e con docenti di riconosciuta fama nazionale. «Noi non siamo stati mai contattati – spiega la preside Anna Morgante – anche se tutti conoscono l’eccellenza dei nostri corsi. Tra l’altro i docenti della d’Annunzio che insegnano qui hanno rinunciato al loro compenso sia per non gravare sui corsisti sia per consentire agli sponsor del Master di finanziare così due borse di studio per alcuni ricercatori». Sarà così anche all’Unidav?
Sebastiano Calella