L'INCHIESTA

Inchiesta rifiuti, Moretti e Alinovi interrogatorio per due ore

Al centro dell’incontro con gli inquirenti la raccolta differenziata

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Inchiesta rifiuti, Moretti e Alinovi interrogatorio per due ore
VASTO. Ieri mattina Stefano Moretti, dell’osservatorio Antimafia, e Riccardo Alinovi, associazione Codici antiracket ed antiusura, sono stati ascoltati per circa due ore dagli uomini della sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Chieti presso la Procura della Repubblica di Vasto.

A raccontarlo sono stati proprio i due che rivelano che l'interrogatorio ha riguardato le ultime vicende sulla Pulchra e sullo start up della raccolta differenziata.
«L’amministrazione comunale», ricordano Moretti e Alinovi, «ha elargito contributi a quattro associazioni vastesi, Arci, Wwf, Giacche Verdi e Lega Ambiente, per oltre mezzo miliardo delle vecchie lire per l'informazione e la distribuzione dei kit della raccolta ai cittadini. E' vergognoso come si possano elargire denari pubblici con tanta facilità senza passare attraverso un regolare bando pubblico ed una regolare gara d'appalto che garantirebbe anche un risparmio per le casse comunali».
Il problema, secondo Alinovi e Moretti, è che il costo di queste operazioni resta a carico dei cittadini che sono costretti a pagare l'aumento della Tarsu e dell'Imi.
Inoltre i due esponenti di Osservatorio Antimafia e Codici hanno sottolineato che il presidente dell'Arci è il fratello del segretario di staff del sindaco. «Queste associazioni che dovrebbero essere no profit hanno avuto introiti per oltre mezzo miliardo delle vecchie lire: alla faccia del volontariato e di quei cittadini che stentano ad andare avanti».
Nei giorni scorsi, intanto, la Guardia di Finanza ha consegnato l’avviso di conclusione delle indagini a due amministratori ed un socio della Pulchra, la società mista costituita al 51 % con capitale del comune di Vasto e al 49% con capitale della Sapi srl, di cui è titolare Gianni Petroro, l'imprenditore che fino a poco fa ricopriva anche il ruolo di amministratore delegato della società partecipata.
L’accusa mossa dagli inquirenti è quella di subappalto irregolare. «Proprio quella accusa», commentano oggi Giuseppe La Rana e Davide D’Alessandro di Futuro e Libertà, «dovrebbe indurre l'amministrazione comunale a prendere le redini della situazione ed agire immediatamente per la tutela di tutti i cittadini vastesi, proprietari al 51% della Pulchra spa. Se è vero – come sostenuto dalla magistratura - che la Pulchra ha affidato per 13 anni importanti servizi ad altre società private, tutte facenti capo a Petroro, ci chiediamo quale ruolo hanno svolto, in tutto questo tempo, le varie amministrazioni comunali. Chi aveva l’onere di controllare ed approvare i bilanci annuali quali interessi ha tutelato? Se le accuse degli inquirenti dovessero essere fondate ci troviamo davanti ad una Illecita copertura, o, quantomeno, ad una gravissima incapacità di controllo da parte dell’amministrazione».