GLI ARRESTI

Scontri di Roma. Estremisti di sinistra arrestati a Teramo: hanno assaltato il blindato dei carabinieri

Le indagini della procura di Roma si riferiscono agli scontri dello scorso 15 ottobre

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Scontri di Roma. Estremisti di sinistra arrestati a Teramo: hanno assaltato il blindato dei carabinieri
ROMA. Blitz del Ros e della Digos, con arresti e perquisizioni, nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri avvenuti durante la manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso. Le misure cautelari - 7 arresti domiciliari e 6 obblighi di dimora, oltre a 14 perquisizioni - sono in corso a Roma, Teramo, Ancona, Civitanova Marche, Padova e Cosenza.

Le indagini - nei confronti di persone accusate dei gravi episodi di devastazione, saccheggio e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale - sono state coordinate dal pool antiterrorismo della Procura di Roma che negli ultimi mesi è riuscita a identificare i soggetti che si erano resi responsabili di gravi violenze, devastando numerosi istituti bancari, esercizi commerciali, Uffici del Ministero della Difesa, oltre ad avere incendiato numerose autovetture e un blindato dell'Arma dei Carabinieri. Le indagini sono state sviluppate nei confronti di soggetti inseriti all'interno dell'area antagonista e anarchica nazionale, nonché in direzione di alcune componenti provenienti dalle tifoserie ultras. Tra queste emergeva un gruppo proveniente dalla provincia di Teramo, all'interno del quale erano inseriti esponenti dell'area antagonista e di "azione antifascista Teramo", resisi responsabili di più azioni criminose lungo lo svolgimento del corteo e in particolare dell'assalto e dell'incendio al furgone blindato dell'Arma dei Carabinieri. 

Tra i teramani arrestati c'è anche Davide Rosci, militante di Azione Antifascista Teramo, che è stato anche il primo dei non eletti alle ultime elezioni comunali a Teramo nelle liste di Rifondazione Comunista. 

Oltre a Rosci  sono stati posti agli arresti domiciliari altre quattro teramani: Marco Gentile (37) di Teramo, Marco Moscardelli (32), Cristian Quatraccioni (33) e Mirco Tomassetti (30), tutti di Mosciano Sant'Angelo.
L'operazione ha riguardato l'esecuzione di: 5 misure cautelari a Roma (2 arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria); 4 misure degli arresti domiciliari a Teramo e provincia, nei confronti di esponenti di "azione antifascista Teramo" e delle locali frange violente delle tifoserie; 1 misura degli arresti domiciliari ad Ancona; 3 misure dell'obbligo di presentazione alla PG in Padova, Cosenza e Macerata, nonché 14 decreti di perquisizione locale e personale nelle medesime località.


L’ATTACCO AL BLINDATO. TRA POLITICA E CALCIO
Gli indagati e gli arrestati di oggi sono tutti appartenenti all'area antagonista dell'estrema sinistra e tra questi vi sono anche i cinque arrestati nelle Marche.
Gli arrestati hanno tra i 30 e i 37 anni. Sono stati tutti riconosciuti durante le fasi dell'attacco al blindato dei carabinieri in piazza San Giovanni, che hanno contribuito a danneggiare e che è stato poi dato alle fiamme.
 L'attacco al blindato dei carabinieri in piazza San Giovanni, una delle azioni più clamorose degli scontri del 15 ottobre scorso, venne effettuata da 6 persone, il più anziano ha 37 anni, il più giovane 20. Gli autori sono stati tutti identificati e si trovano agli arresti domiciliari. Si tratta di Giacomo Spinelli  (20 anni, di Roma), Davide Rosci (30, di Teramo), Marco Moscardelli (33, di Giulianova), Mauro Gentile (37, di Teramo), Mirko Tomasetti (30, svizzero di Baden), Massimiliano Zossolo (28 di Roma) e Cristian Quatraccioni (33 di Teramo). Resistenza aggravata il reato contestato. I primi sei, in particolare, rispondono dell'assalto del furgone dei carabinieri, bloccato e dato alle fiamme e dell'aggressione al conducente.
Quatraccioni, già «appartenente alla frangia violenta della tifoseria abruzzese del Teramo», avrebbe preso parte invece all'assalto a un blindato della polizia, sempre in piazza San Giovanni, attraverso il lancio di sassi. Tutto il gruppo autore del blitz, secondo quanto scrive nell'ordinanza il gip Riccardo Amoroso «risulta inserito nel contesto delle tifoseria violente organizzate già resesi protagoniste in passato di scontri feroci con le forze dell'ordine». Il giudice scrive che gli arrestati hanno partecipato alla manifestazione «come pretesto ed occasione per dare sfogo ai propri sentimenti di ostilità e di eversione verso le forze di polizia». Uno degli ultras della Roma ai domiciliari, Giacomo Spinelli, era già stato denunciato dagli agenti del commissariato Prati nel 2010 per aver scavalcato una recinzione dello Stadio Olimpico di Roma e venne sottoposto al Daspo per un anno; Massimiliano Zossolo era stato denunciato nel 2002 dai Carabinieri per porto abusivo di armi e affissione abusiva.
Tra gli arrestati c'é anche un esponente dei No Tav. Si tratta della persona arrestata a Macerata che ha un precedente per gli scontri in Val di Susa

ESTREMA SINISTRA E LA FIRMA SUI MURI
E' considerato uno dei gruppi più facinorosi nell'ambito degli scontri romani del 15 ottobre, quello i cui cinque componenti sono stati arrestati questa mattina a Teramo e Mosciano Sant'Angelo. In comune hanno l'appartenenza alle frange estremiste della tifoseria calcistica delle rispettive squadre, il Teramo e il Mosciano, e due di loro - Rosci e Gentile - all'organizzazione politica "Azione Antifascista Teramo". I cinque, da stamattina agli arresti domiciliari, sono stati immortalati dalle centinaia di riprese video e fotografiche, tantissime delle quali 'postate' su Internet da privati cittadini e da molti degli stessi partecipanti agli scontri, quando conducono l'assalto al blindato dei carabinieri in Piazza San Giovanni. Davide Rosci in particolare, in felpa grigia con cappuccio, é ritratto mentre lancia pietre o altri oggetti contro il blindato dell'Arma poi dato alle fiamme e successivamente del carabinieri che lascia il mezzo inseguito dai black bloc. Come ha spiegato il questore Amalia Di Ruocco questa mattina nel corso della conferenza congiunta della Digos e del Nucleo informativo del comando provinciale dei carabinieri di Teramo, l'attenzione sul nucleo teramano - già sotto monitoraggio perché conosciuto per numerosi altri episodi di violenze e scontri in città e negli stadi - era stata rivolta già dalla serata del 15 ottobre e successivamente l'analisi dei video e delle fotografie aveva portato all'individuazione dei soggetti locali, con informative rimesse al pool antiterrorismo. Tra l'altro, sui muri di Roma, il gruppo teramano aveva anche 'firmato' la scorribanda, con la scritta "Antifa Teramo", dal nome del gruppo politico. Elemento che aveva fatto il paio con il riscontro effettuato la mattina del 15 ottobre, quando la partenza del gruppo teramano - circa una quarantina di persone - a bordo di un pullman, era stata seguita da personale della polizia e dei carabinieri in attività preventiva.