IL CASO

Il ministero:«Entro 2012 addio alla caserma “Berardi” di Chieti»

Mascitelli Idv: «Di Primio ha chiesto interventi solo a febbraio di quest’anno»

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Alfonso Mascitelli

Alfonso Mascitelli

CHIETI. Ormai è deciso. Il 123° Rav di Chieti meglio conosciuta come caserma Berardi verrà soppressa entro il 2012.

La decisione, già nell’aria da tempo, ha trovato conferma nella risposta nei giorni scorsi del sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri al segretario regionale Idv, Alfonso Mascitelli.
Il senatore dell’Idv a marzo ha rivolto una serie di questioni sul futuro del reggimento incassando risposte che non lasciano il benché minimo dubbio.
«La caserma non è economicamente conveniente; sulla base dei costi di gestione non è considerata una scelta allo stato attuale efficace e le esigenze addestrative saranno in futuro soddisfatte altrove», è la sentenza dei piani alti del Governo.
La dismissione era già stata ventilata nel 2007 quando il provvedimento di soppressione del 123° Rav di Chieti, era stato sottoposto alle organizzazioni sindacali nazionali. Ma l'anno decisivo è stato il 2010, quando la struttura è stata inserita nella relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze armate (anno 2011), presentata dal Ministro della difesa Di Paola e trasmessa alla Presidenza della Camera dei Deputati in data 31 gennaio 2012. Il documento contiene un elenco delle infrastrutture dismissibili tra cui rientra anche la struttura chietina.
«Solo a febbraio di quest'anno il sindaco Di Primio ha chiesto, con una lettera, un coinvolgimento dei parlamentari», ha denunciato Mascitelli, «ma il nostro intervento è avvenuto su una pianificazione già stabilita e cristallizzata». Nel corso degli anni poi non sono mancate interrogazioni parlamentari a risposta scritta: come quella dell’onorevole Filippo Ascierto (febbraio 2009), l’altra nel maggio 2010 ad opera di Augusto Di Stanislao.

STRUTTURA NON CONVENIENTE

I motivi alla base della decisione sono chiari: la struttura ha precisato il sottosegretario non è economicamente vantaggiosa.
«La caserma coserebbe 1.287.957 di euro all’ anno», ha risposto il sottosegretario, «a fronte di una capacità di alloggi inferiore alle 500 unità e di scarsi spazi per altre funzioni».
Senza considerare che il piano del Dicastero prevede la razionalizzazione ed il contenimento delle caserme sul territorio come definito dai decreto legislativo n. 253 del2005. Proprio questo documento, infatti, contempla il mantenimento in vita del RAV nella sede di Capua e della sede di Ascoli Piceno: quest'ultimo, solo per l'addestramento del personale femminile).

CHE FINE FARANNO RECLUTE?
Non c’è nulla da temere sul fronte reclute, parola del sottosegretario. Dal 2015 saranno previsti circa 8200 unità di reclutamento all’anno con 4 blocchi di addestramento di circa 2000 unità; «la caserma "Salomone" di Capua», ha detto il sottosegretario,« sede del Raggruppamento Unità Addestrative ha da sola una capacità ricettiva/addestrativa di circa 10.000 unità annue e nel caso in cui dovessero esserci problemi le reclute potranno sempre contare anche sull’ I'85'RAV di Montorio Veronese (VR) che, rispetto alla sede del123" RAV Chieti, è più grande e in migliori condizioni da un punto di vista infrastrutturale».

POCHE SPERANZE…
Mascitelli infine ha ricordato come il problema caserma non sia stato sollevato dal centro destra locale.
«Con il ministro della difesa Ignazio La Russa, Comune, Provincia e Regione, in mano al centro-destra», ha detto, «hanno tenuto un basso profilo sulla questione per non creare fastidi e imbarazzi al Governo Berlusconi. Un ultimo tentativo da parte nostra al termine dell'incontro in Commissione, è stata la richiesta al Ministero di svolgere una ulteriore istruttoria accessoria per verificare la possibilità di riconvertire la caserma come distaccamento del 235mo Piceno o del Centro di Selezione Nazionale dell'Esercito di Foligno». Il senatore ha anche ricordato che nella Caserma è presente il Centro Documentale la cui soppressione è prevista per il 2014 ed il Dipartimento di medicina Legale, ma i margini di manovra sono estremamente ridotti.
m.b.