ACQUA SALATA

Aumento tariffa acqua: Cisl: «annullare il provvedimento»

Sindaco Caramanico: «l’aumento andava diversificato tra costa e montagna»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3181

Aumento tariffa acqua: Cisl: «annullare il provvedimento»
PESCARA. La Cisl di Pescara e la Femca-Cisl esprimono «totale dissenso» sull’aumento della tariffa dell’acqua votato dall’assemblea dei Sindaci dell’Ato 4.

Si tratta di aumenti oscillanti tra il 15% e il 20% che andranno a gravare sui bilanci delle famiglie in un momento in cui i redditi sono già stati ampiamente erosi da prezzi e tariffe lievitate a causa delle numerose manovre anti crisi.
Solo 5 Comuni su 46 hanno detto no: Castiglione a Casauria, Civitaquana, Cugnoli, Tocco da Casauria e Torre de’ Passeri. I sindaci di Catignano, Città Sant’Angelo, Civitella Casanova, Collecorvino, Pescara, Pianella, Pescosansonesco, Picciano, Pietranico, Roccamorice, Scafa hanno invece votato sì. I sindaci di altri 29 comuni non si sono presentati. L’Aca, intanto si tira fuori e assicura: «da noi nessuna responsabilità».
La Cisl denuncia i «costi spaventosi degli enti gestori che sono diventati centri di accoglienza di lusso per le più varie clientele politiche» e chiede tramite Stefano Di Crescenzo «una radicale riorganizzazione per razionalizzare i costi e mettere in trasparenza l’intero apparato di gestione a partire dal cda».
La Cisl e la Femca-Cisl di Pescara, chiedono l’annullamento della delibera e invitano le associazioni, le istituzioni e i cittadini a mantenere alta l’attenzione sull’acqua e sulla sua gestione. Il sindaco di Caramanico, Mario Mazzocca (assente alla votazione), ricorda invece di aver proposto (senza successo) negli anni passati di calibrare la tipologia delle tariffe in maniera diversificata tra centri costieri e centri montani.
L’amministrazione Comunale del centro termale aveva infatti espresso la propria posizione contraria ad un incremento indifferenziato delle tariffe. «Questo in conseguenza», spiega il primo cittadino, «del fatto che l’attuale Piano d'Ambito prevede un piano di investimenti che risulta quasi totalmente incentrato su interventi di realizzazione e miglioramento e integrazione delle linee addutrici che partono dalle zone interne e montane ed indirizzate verso la costa. I centri montani, nonostante siano titolari dei territori da cui generalmente viene attinta la risorsa naturale ‘acqua’, sono storicamente relegati ad un ruolo assolutamente marginale per tutto quanto attiene l’iter pianificatorio delle reti infrastrutturali per l’utilizzo della menzionata risorsa naturale».
In occasione della assemblea dei soci dell'Ato del 29 luglio 2010 Mazzocca ribadì la propria posizione contraria ad un incremento indifferenziato decidendo di non partecipare alle successive assemblee dei soci «fino a che non si procederà a modificare il Piano d'Ambito secondo le indicazioni suesposte». Ma è arrivato prima l’aumento della tariffa.