PESCARA

Acqua: «l’Aca non c’entra con l’aumento della tariffa»

Il Cda replica alle accuse mosse da sindaci e amministratori

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Acqua: «l’Aca non c’entra con l’aumento della tariffa»
PESCARA. «L’Aca Spa non ha conti in rosso e non rischia assolutamente il fallimento. Lo dimostrano i bilanci consuntivi degli ultimi tre anni che sono stati approvati in positivo e all’unanimità dall’Assemblea dei Soci. Nulla ha a che vedere, quindi, la gestione dell’Azienda con l’aumento delle tariffe dell’acqua, che è di competenza esclusiva dei sindaci aderenti all’Ato, tariffe che l’Aca si limiterà semplicemente ad applicare».

E’ quanto dichiara il Consiglio di Amministrazione dell’Aca Spa di Pescara in una nota replicando alle critiche sollevate circa i presunti debiti dell’Azienda Acquedottistica.
Tra le varie cause addotte per l’aumento della tariffa dell’acqua di 0,14 centesimi  a metro cubo c’era anche quella del presunto dissesto della spa a capitale interamente pubblico. Da qui la necessità di aumentare i costi per i cittadini…
La distinzione che il Cda fa tra Ato e Aca è sostanziale: l’Ato infatti è l’ente d’ambito che è controllore ed ente pubblico a cui è affidata la gestore del sistema acquedottistico, L’Aca, invece, è la società pubblica alla quale è demandato materialmente il servizio ed è controllata dall’Ato. A comporre i due enti sono i sindaci dei comuni serviti che, tuttavia, spesso, si ritrovano in questa e in quella assemblea.
«L’Aca Spa ha chiuso il 2010 confermando il bilancio positivo dei due anni precedenti», si legge nella nota del  Cda dell’Aca, «registrando un attivo di ben 567mila euro. Un risultato significativo, ottenuto con grande impegno, operando su varie settori quali ad esempio la manutenzione sulle reti e sui macchinari su cui abbiamo investito 600mila euro in più rispetto al 2009. Un dato che testimonia come l’Azienda Acquedottistica non abbia debiti e non sia sull’orlo del fallimento, come erroneamente sostenuto da alcuni esponenti di Pd, Pdl e Idv. Pertanto siamo pronti a confrontarci con i sindaci dei comuni da noi gestiti per chiarire eventuali perplessità circa i costi di gestione. Ribadiamo però che la questione inerente all’aumento delle tariffe dell’acqua è di competenza esclusiva dei sindaci aderenti all’Ato, tariffe che l’Aca si limiterà semplicemente ad applicare una volta stabilite».
In merito alla richiesta avanzata dal Comune di Pescara di un’assemblea straordinaria per sostituire il Consiglio di Amministrazione dell’Aca, «sicuramente – ha aggiunto il Cda dell’Aca -, al momento della scadenza del mandato, i vertici amministrativi dell’Azienda verranno cambiati. Ma non saranno né l’assessore Antonelli né altri a stabilire i componenti del Cda, bensì l’Assemblea dei Soci, la cui volontà è sovrana. Sarà, infatti, l’assise l’unico organo legittimato a decidere e, qualora lo vorrà, potrà optare per la presenza di tecnici nell’ambito del Consiglio d’Amministrazione. Una prassi che conferma la politica della trasparenza che stiamo attuando e la volontà di sciogliere una volta per tutte i dubbi circa la gestione delle reti idriche dei 64 comuni del comprensorio».