INCHIESTA GRANDI RISCHI

Gabrielli difende la commissione Grandi Rischi

Attività preventiva: «il sindaco autorità di Protezione Civile»

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Gabrielli e Bertolaso

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L’AQUILA. «Il pendolo del rapporto di veicolazione dell'informazione: o c'é allarme, o c'é normalità, non c'é via di mezzo».

Lo ha detto il capo della protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, testimoniando al processo contro la commissione Grandi Rischi, i cui sette componenti sono accusati di aver dato false rassicurazioni alla popolazione al termine della riunione dell'organismo il 31 marzo 2009, a cinque giorni dal tragico terremoto del 6 aprile 2009. Gabrielli - prefetto dell'Aquila nel periodo del terremoto e fino al maggio del 2010 - ha difeso la Commissione. Come esempio sul suo discorso sull'informazione, ha citato lo sciame in Calabria.
«In questo periodo - ha spiegato - è lo sciame più intenso e sta andando avanti da tempo in territorio storicamente sismico. Un giorno è uscito un articolo intitolato 'Qui come all'Aquila’, in cui un esperto diceva che stava arrivando un forte sisma nella zona di Castrovillari. Abbiamo sollecitato questo professore il quale ci ha spiegato di non aver mai detto questo. Il giorno dopo è uscito un altro articolo con il titolo 'Nessun allarme, lo sciame sismico calabrese e' normale’»
Per Gabrielli «la Commissione grande rischi in qualche modo doveva fornire un contributo in termini di conoscenza scientifica se era possibile prevedere questa scossa, se il territorio aquilano era un territorio che per la sua pericolosità storica presentava una serie di rischi e quindi fornire questa indicazione che credo in massima parte sia stata fornita in base alla tipologia del rischio preso in esame, ovvero di un rischio sismico caratterizzato dall'imprevedibilità».
«Poi», ha aggiunto, «se qualcuno immaginava che quella commissione potesse dire, sì, c'è la probabilità aumentata del 50 per cento, questo ce lo forniva in continuazione l'Ingv. Proprio perchè - ha aggiunto Gabrielli - esiste una rapporto continuativo con un centro di eccellenza come quello dell'Ingv, queste informazioni prescindevano da quello che poteva essere il ruolo esaustivo della Commissione grandi rischi». Parlando poi dell'attività preventiva prima dell'evento catastrofico del 6 aprile del 2009, Gabrielli ha rimarcato che «tale attività l'avrebbe dovuta porre in essere il sindaco perchè l'unica autorità di protezione civile è il sindaco poichè in una scala di responsabilità il soggetto più a conoscenza del territorio è il sindaco. Io da Roma come posso sapere quali sono gli edifici che hanno una criticità, quali sono le situazioni che possono presentarsi rispetto a una condizione possibile, probabile. Nel caso di specie quale è stato il ruolo del Dipartimento della protezione civile? E' stato quello di mettere a disposizione una conoscenza scientifica. All'Aquila si è realizzato quello che normalmente viene in ordinario, quando c'è uno sciame sismico, come quello del Pollino, cosa facciamo? Prendiamo il dato dell'Ingv e lo trasmettiamo al territorio. All'Aquila si e' presa la commissione grande rischi e la si e' portata sul territorio a confronto con il sindaco, la provincia, la regione, si mette a conoscenza il quadro scientifico di riferimento ma le attivita' a valle, la verifica se gli edifici strategici sono sicuri, questo spetta al Dipartimento».
Gabrielli ha inoltre detto che dal momento del suo insediamento, nel novembre 2010 fino ad oggi, in Italia sono state registrate 17.901 scosse. Di queste 29 sono state sciami sismici che hanno avuto una durata da tre ai 17 mesi in un raggio. Il raggio di azione variava da un chilometro e tre chilometri. Quattro sciami sono ancora in atto. Infine 13 sciami hanno avuto piu' di 100 scosse, sette si sono evoluti in 200 scosse e due in mille scosse

LE TRAGEDIE E L’INFORMAZIONE
Gabrielli si è soffermato sul rapporto informazione in tempi di emergenza ed eventi critici: «La veicolazione dell'informazione produce non effetti certi, ma certi effetti», ha detto facendo riferimento anche al caso del naufragio della 'Costa Concordia' e ancora allo sciame sismico in Calabria.
«Sembra quasi che la Commissione Grandi Rischi dovesse assolvere a una sorta di risposta in maniera esclusiva in quel contesto - ha poi aggiunto Gabrielli - . Ma noi abbiamo una continuità di rapporto con il nostro centro di competenza che é l'Ingv. Il flusso informativo non avviene solo attraverso le sedute della Commissione, sarebbe riduttivo». Gabrielli è stato interrogato, in particolare, dall'avvocato Filippo Dinacci, difensore di Bernardo De Bernardinis, componente della Commissione e all'epoca vice capo della Protezione civile. Gabrielli ha ricordato di averlo conosciuto il 7 aprile 2009.