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Vasto, spiaggia San Nicola: «area verde recintata e distrutta»

Ambientalisti: «non è la prima volta»

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Vasto, spiaggia San Nicola: «area verde recintata e distrutta»
VASTO. Da tempo invocano misure per la tutela del litorale vastese, oggi assistono inermi all’ennesimo scempio consumatosi sotto i loro occhi.

Le associazioni Arci e Wwf Zona Frentana e Costa Teatina non ce la fanno più a sentire notizie come quella di oggi: un’area nei pressi del parcheggio è stata recintata, impedendo l'accesso alla spiaggia di San Nicola e quindi al mare, e diventata oggetto di una indefinibile “pulizia” che ha danneggiato profondamente biancospino e altre piante di macchia mediterranea.
A dirlo sono le stesse associazioni che, allertate da alcuni cittadini, hanno contattato immediatamente il sindaco Luciano Lapenna, l'assessore all'Ambiente Anna Suriani e quello ai Lavori Pubblici Marco Marra, ora alle prese  con indagini e sopralluoghi.
L’area in questione è a ridosso dell’ex tracciato ferroviario destinato a diventare la via verde della Costa Teatina.

COME UN FUNGO…SPUNTA UN CANCELLO
«In quella stessa zona negli anni si è presentato varie volte lo stesso problema», ha detto Alessio Di Florio del Wwf Zona Frentana e Costa Teatina a PrimaDaNoi.it, «c’è un solo accesso alla spiaggia, vicino al  parcheggio pubblico e già una volta è stato sbarrato. Nella zona insistono villette e casette di privati».
Ma la cosa più sorprendente secondo l’ambientalista è  la comparsa improvvisa di un cancello che ha recintato l’area, dall’oggi al domani.
Fino a pochi giorni fa l’area era libera, ha detto Di Florio, «ora invece è tutto bloccato. Aspettiamo i risultati delle indagini dell’amministrazione».

UNA LEGGE CHE DORME
Per le Associazioni ambientaliste ciò è successo per la scarsa attenzione da parte delle istituzioni alla tutela della Costa Teatina.Eppure una legge che dovrebbe tenere l’area al sicuro da atti vandalici c’è eccome. Il problema, secondo gli ambientalisti è che non vien applicata.
Si tratta della n.5/2007, che istituì il sistema delle Aree Protette della Costa Teatina che stabilisce precisi divieti e tutele nell'area 150 metri a monte e a valle dell'ex tracciato ferroviario, destinato a diventare la "Via Verde della Costa Teatina". Essa prevedeva che, entro 60 giorni, dovesse essere avviata la procedura per la redazione del Piano di Assetto Naturalistico e che, entro il 31 gennaio di ogni anno, la Provincia avrebbe dovuto predisporre ed approvare il Piano di Gestione. Tutto questo è sostanzialmente rimasto lettera morta, hanno detto le associazioni.
Un capitolo a parte è poi riservato alla Riserva Naturale di Casarza che dal 2007 aspetta di essere istituita.
«Chiediamo che la provincia», hanno concluso le associazioni, «che diventerà proprietaria delle aree di risulta con il protocollo d'intesa firmato con Ferrovie dello Stato, si attivi al più presto per un censimento dei terreni che la stessa Ferrovie dello Stato ha dato in concessione ai privati ed attivi subito procedure per rientrarne in possesso così che questi terreni possano tornare di proprietà  pubblica».