LA DENUNCIA

Bim, «rinuncia fittizia: assessori e presidente incassavano stipendi e indennità»

Si va verso lo scioglimento del bacino?

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Il presidente Iacchetti

Il presidente Iacchetti

PENNA SANT’ANDREA. «Ci avevano fatto credere una cosa, invece ne facevano un’altra».

Così il sindaco di Penna Sant’Andrea, Antonio Fabri ha denunciato in una lettera la gestione Bim (bacini imbriferi montani) del Tronto e del Vomano- Tordino di cui il suo Comune fa parte.
La missiva è stata inviata ai sindaci e ai consiglieri comunali del consorzio.
 Secondo il primo cittadino, infatti, da ben due anni il presidente e gli assessori continuavano a percepire lo stipendio, sino alla fine del 2011, e sostanziose indennità di missione nonostante dichiarassero il contrario.
 Oggi però, ha precisato Fabri, «si va verso lo scioglimento: i Comuni del Consorzio Bim del Tronto, più avveduti dei colleghi del Vomano-Tordino, hanno deliberato lo scioglimento del loro Consorzio e quindi non appena la Regione emanerà il decreto potranno mettere in bilancio consistenti risorse».
Le cifre parlano chiaro e mostrano entrate e remunerazioni sostanziose.
 Secondo Fabri «gli stipendi nel 2010 sono ammontati a oltre  2.500 per il presidente ed a oltre € 1.500 per ciascun assessore. A queste somme si aggiungono i rimborsi per missioni (oltre € 3.300  per il presidente)».
Ma anche il rendiconto dell’esercizio finanziario 2011 avrebbe registrato entrate da capogiro per il Bim. Il sindaco parla di «€ 3.735.496,92, mentre il fondo cassa era di € 3.743.355,30 all’inizio dell’anno e di € 4.445.834,07 alla fine dell’esercizio».
Parte di queste entrate se versate nelle casse dei Comuni potrebbero alleggerire il fardello Irpef  o l’Imu a carico dei contribuenti.
A preoccupare è anche la presunta mancanza di trasparenza.
«La deliberazione con la quale si sono attribuite le indennità (del marzo 2010) », ha detto Fabri, «non è mai stata pubblicata all’albo dell’Ente né tantomeno le determine di liquidazione ed i relativi allegati (tabelle di missione). E’ evidentemente meglio che il popolo non sappia».
Il consorzio del Vomano-Tordino (che raggruppa 26 Comuni) ed il consorzio del Tronto (8 Comuni) sono due Enti che ricevono, per legge, un’ entrata (a titolo di risarcimento) da parte della società che sfrutta l’acqua del loro territorio per produrre energia (in questo caso l’Enel). Un indennizzo per lo sfruttamento e il depauperamento dell'acqua. La tassa corrisposta ai consorzi viene utilizzata in parte per il mantenimento dell’Ente stesso ed in parte per i comuni aderenti. Nel caso di scioglimento del consorzio, invece, l’importo sarebbe ripartito e destinato ai Comuni consorziati, senza passare per il fondo comune. Si parla di cifre sostanziose come i 148.00,00 euro circa che andrebbero ad Isola del Gran Sasso, per fare un esempio o i 113.897 euro a Pietra Camela, ed i 115.069 euro a Rocca S. Maria.
 Perché allora  mantenere in piedi strutture così? Si è chiesto Fabri. La Regione  ora dovrà tenere conto del pronunciamento dei Comuni nel decidere sulle sorti del Bim del Tronto.
 Lo scorso 8 febbraio i due enti sono stati chiamati a decidere dalla regione Abruzzo sul loro scioglimento o meno. I Comuni con tacito assenso hanno riconfermato i Bim ed il presidente Franco Iacchetti alla guida degli Enti.