SANITA'

Ospedale Sulmona. La rabbia di Cgil: sedotto e abbandonato dalle istituzioni?

10 domande per il trio Chiodi, sindaco e direttore Generale

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Ospedale Sulmona. La rabbia di Cgil: sedotto e abbandonato dalle istituzioni?
SULMONA. Prima tante promesse e progetti e speranze ed aspettative. Poi il silenzio, le lungaggini ed infine l’oblio?

La segreteria provinciale della Cgil Damiano Verrocchi torna a parlare dell’ospedale di Sulmona e lancia il dardo infuocato contro il trio istituzionale: il presidente della Regione Gianni Chiodi, il sindaco di Sulmona Fabio Federico ed il direttore Generale dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri.
Il primo colpevole di aver promesso, secondo la sigla, la costruzione del nuovo ospedale nella sua visita a Sulmona del 14/7/2011; un progetto di cui non si vedrebbe neppure lo studio preliminare di fattibilità e il secondo per aver voluto, in tutta fretta, il cambio di destinazione urbanistica dell’area dove sorge il SS Annunziata per reperire risorse per la costruzione del nuovo ospedale.
Ma questo sarebbero solo alcuni dei tanti problemi che affliggono la sanità in Valle Peligna, ha dichiarato Verrocchi, «che ha assunto caratteristiche paradossali non solo per la costruzione del nuovo ospedale, ma per come l’atto Aziendale Asl ha reso marginale il diritto alla salute dei cittadini nel contesto provinciale e regionale».
Per il sindacato il nuovo nosocomio va realizzato subito e con finanziamenti totalmente pubblici mentre il sito dove sorge l’ospedale non deve subire alcun cambio di destinazione d’uso.
Al suo posto va realizzato un edificio con tecniche edilizie biocompatibili e con energie rinnovabili dove concentrare tutti i servizi territoriali della Asl: da quello per le tossicodipendenze, al servizio salute mentale, al servizio medicina del lavoro, a quello vaccinazioni, al Cup, al servizio prevenzione igiene degli alimenti, con un risparmio per la Asl di migliaia di euro al mese che oggi servono per gli affitti dove sono allocati tutti i servizi.
Poi Verrocchi rivolge una serie di domande ai tre chiedendo se la deroga ai parametri aritmetici già definiti a livello nazionale e regionale (500 parti l’anno) per il mantenimento del Punto nascita all’ospedale di Sulmona sia pronta, perché il servizio di Emodinamica non è stato attivato a Sulmona benché vi fosse un progetto, se Urologia rimarrà a Sulmona come Unità operativa complessa, quando sarà potenziato l’organico del personale medico in Ospedale e sulla Medicina territoriale e se nella prossima estate rimarranno operativi gli ambulatori di oncologia, diabetologia e angiologia.
«Quando si abbatteranno le liste di attesa per i cittadini della Valle Peligna?», ha incalzato ancora Verrocchi, «visto che per un ecocolordoppler carotideo ad una persona di 86 anni prenotato il 19/3/2012, l’esame è stato fissato per il 13/9/2012, cioè dopo ben sei mesi? Perché si acquistano attrezzature medicali in altri ospedali della Asl e nulla per Sulmona? Perché non si acquista il “Fetmo laser” per il reparto di Oculistica? Perché non realizzare l’Hospice per malati oncologici terminali in Valle Peligna? Perché è stato chiuso l’Ufficio bilancio?»