TERAMO

Scontri politici a Teramo, 21 persone a giudizio

Un indagato patteggia un anno per rissa

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Scontri politici a Teramo, 21 persone a giudizio
TERAMO. Sono 21 i giovani tra i 19 e i 26 anni, appartenenti alle opposte aree di sinistra e di destra, rinviati a giudizio dal gip di Teramo, Giovanni De Rensis.

L’accusa è associazione a delinquere finalizzata a una serie di reati tra i quali la devastazione, la rissa, le lesioni personali, il porto illegale di armi nell'ambito di una contrapposizione politico-ideologica tra il 2009 e il 2010.
Uno degli indagati, il ventiduesimo giovane coinvolto, ha deciso di patteggiare un anno di reclusione per un reato legato all'aggressione originaria, avvenuta il 23 dicembre 2009, in cui vennero accoltellati tre giovani dell'area antagonista di sinistra per mano di coetanei della fazione di destra, nei pressi di una discoteca.
Da quel giorno, è seguita una serie di episodi di violenza, con il contatto fisico cercato e trovato in diverse occasioni nel centro cittadino come, in un episodio del luglio 2010, sul lungomare di Tortoreto Lido, alla presenza di numerosi cittadini e turisti.
Quattro gli episodi principali contestati ai componenti delle due fazioni, riconducibili da un lato al gruppo degli skinhead-neofascista o "Disperato amore", dall'altro ad Azione antifascista Teramo e "Teramo zezza": tra questi l'assalto a un bar cittadino dove si riuniscono i giovani di destra, con tanto di cestini dei rifiuti, coltelli e tombini usati come armi per offendere. Proprio questo clima acerrimo di contrapposizione ha determinato una grande attenzione delle forze dell'ordine, tesa ad evitare il ripetersi di tali episodi di violenza.
Come ieri quando il tribunale di Teramo è stato presidiato da un ingente numero di poliziotti e carabinieri, nel timore che l'eventuale presenza contemporanea dei 22 in contrapposizione potesse creare problemi all'ordine pubblico; in realtà si sono presentati in quattro e tutto è filato liscio. Il processo è stato fissato al 10 gennaio 2013. Il giudice ha accolto la richiesta del pm di acquisire una serie di intercettazioni telefoniche e ha nominato un perito che dovrà rimettere il suo lavoro entro due mesi.