LA SENTENZA

Teatro Teramo, Consiglio di Stato: in Straferro srl no infiltrazioni

Il sindaco Maurizio Brucchi invita alla prudenza

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Il sindaco Brucchi

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TERAMO. La ditta Straferro riprenderà il project financing del teatro nuovo di Teramo?

La sentenza numero 1141 del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla ditta contro il provvedimento della Prefettura di Ascoli che lo scorso gennaio aveva bloccato il  project financing per il rischio di presunte infiltrazioni mafiose all’interno della società
Ora che il provvedimento è stato sospeso, ha fatto sapere la ditta, «la Straferro chiederà al Comune nei prossimi giorni la riattivazione del procedimento». Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi tira un freno.
La Prefettura di Ascoli Piceno ha emesso lo scorso gennaio nei confronti della Straferro un’informativa che impediva alla società la prosecuzione di contratti per l’esecuzione di appalti pubblici. Alla Straferro è stato obiettato di aver affidato appalti tra il 2001 e il 2005 alla C.G.A. Costruzioni s.r.l., il cui titolare è stato condannato per riciclaggio di denaro sporco.
La ditta, di contro, ha impugnato l’informativa di fronte al giudice amministrativo, chiedendo il suo annullamento e la immediata sospensione. La Straferro, secondo la linea difensiva, ha avuto sì rapporti con la C.G.A. ma erano cessati dal 2005, prima che il titolare della ditta fosse arrestato.
Ora il ribaltone legato all’ordinanza del Consiglio di Stato riapre la possibilità del project financing del Teatro di Teramo. «La società aveva sempre dichiarato l’assoluta infondatezza della congettura prospettata dalla Prefettura», ha commentato con orgoglio l’amministratore unico della Straferro Giovanni Straccia , «oggi, la decisione del Consiglio di Stato rende giustizia alla serietà e all’onorabilità della Straferro e alla sua storia trentennale».
Va più cauto, invece, il sindaco Brucchi che aspetta indicazioni dalla Prefettura. «Ad oggi abbiamo un documento (l’ordinanza interdittiva della Prefettura ascolana)», ha ricordato il primo cittadino,  «che ci impone un determinato atteggiamento. Il consiglio di Stato si rivolge alla Prefettura di Ascoli, non al Comune. Per quanto ci riguarda non succede niente per ora; toccherà alla Prefettura decidere cosa fare».
m.b.