CALCIO IN LUTTO

Morte Morosini, mondo del calcio sotto choc. La sua maglia sarà ritirata

Da Ligabue e Jovanotti, tutti ricordano ‘il Moro’

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Morosini, l'ultima esultanza  (Foto Urbini)

Morosini, l'ultima esultanza (Foto Urbini)

PESCARA. A quasi due giorni di distanza non si attenua il dolore e la commozione per l'improvvisa scomparsa di Piermario Morosini.

Lo sfortunato giocatore del Livorno ha perso la vita in campo in occasione del match di sabato all'Adriatico con il Pescara. Nelle prossime ore verrà effettuata l'autopsia sul corpo dell'atleta, confermata per questa mattina, che chiarirà i motivi del decesso. L'ipotesi più accreditata è quella dell'arresto cardiaco, anche se non si scarta l'aneurisma celebrale.
Tra sabato e domenica numerosissimi sono stati i messaggi di cordoglio di tifosi, sportivi, uomini di spettacolo e soprattutto compagni di squadra e di vita.
I funerali verranno celebrati mercoledì come ha fatto sapere nella serata di ieri la famiglia.

IL PENSIERO DI LUCIANO LIGABUE
Nel giorno del ricordo non è mancato il pensiero di Luciano Ligabue, di cui Piermario Morosini era fan e che aveva conosciuto di persona in uno dei tanti concerti dell'artista emiliano. Sul suo fan club Ligabue ha scritto: «andarsene via a neanche 25 anni su un campo di calcio è terribile. In quei pochi anni di vita avere inoltre giù perso il padre, la madre ed un fratello. La rabbia e la commozione non permettono ora di trovare le parole giuste per una simile tragedia. È impossibile trovarne neanche quando questi sentimenti di grande commozione si attenueranno un po'».
Scendendo sul personale, Ligabue ricorda lo sfortunato giocatore del Livorno, cresciuto nelle giovanili dell'Atalanta: «si era presentato nei camerini assieme ad altri suoi colleghi in un almeno un paio di concerti. Era a Campovolo insieme a tanti altri fan. La foto sul suo profilo lo mostra con uno splendido sorriso. Un sorriso che non può non aumentare tutta questa commozione».
«Non posso far altro che augurargli» – conclude il cantante emiliano – «di ricongiungere in questo viaggio la famiglia che aveva perso quaggiù».

IL TRIBUTO DI LORENZO JOVANOTTI: «CIAO PIERMARIO!»
Sul proprio profilo Facebook anche Lorenzo Jovanotti non ha fatto mancare il proprio tributo per Morosini, suo grande fan: «ho saputo che Piermario era un mio fan e che amava la musica e che aveva partecipato ai miei concerti. Ho saputo che la sua giovane vita non è stata facile, anche se faceva un mestiere che solitamente fa rima con soldi, fortuna e successo».
«Lui ce l'ha messa tutta a vivere la propria vita fino in fondo» – prosegue Jovanotti – «portando allegria e vitalità agli altri. Non posso far altro che ringraziarlo per avermi fatto sentire all'improvviso, oggi, parte del suo mondo, del suo cammino pieno di ostacoli ma anche di tenacia, di positività e di voglia di vivere».

FIGC, UDINESE, ATALANTA E LIVORNO: «NON ABBANDONIAMO LA FAMIGLIA DI MOROSINI»
Nella giornata di ieri bel gesto congiunto sottoscritto da Livorno, Udinese, Atalanta, Aic e Figc che hanno garantito una sorta di “vitalizio” a quel che resta della famiglia di Morosini. I 2 club, insieme al massimo organo calcistico italiano, assisteranno economicamente la sorella di Piermario come annunciato dal presidente della Figc, Giancarlo Abete: «saremo vicini alla famiglia Morosini. La Figc è presente e faremo in modo che questo dramma non si ripeta in futuro. È stata una pagina tristissima che ricorderemo per anni, come successo per Curi, Taccola e tanti altri calciatori italiani e non».
Sul proprio sito ufficiale, invece, l'Udinese, che era proprietario del giocatore trasferitosi in prestito al Livorno, ha annunciato: «garantiremo assistenza alla sorella dello sfortunato giocatore, rimasta sola dopo il tragico evento, in collaborazione di tutti i club di serie A e B che vorranno partecipare».
In serata anche l'Atalanta e l'Associazione Italiana Calciatori non hanno voluto far mancare il proprio sostegno.
«Era una forza della natura, non si tirava mai indietro - lo ha ricordato Giancarlo Finardi, suo allenatore nella primavera dell'Atalanta - Gli volevano bene tutti, lo spogliatoio l'aveva eletto capitano. Ricordo che l'ultima partita con l'Atalanta, la finale scudetto con la Roma (persa 2-0), era stato premiato come miglior giocatore».

IL LIVORNO RITIRERÀ LA MAGLIA NUMERO 25 DI MOROSINI
In segno di tributo per il proprio giocatore scomparso, il Livorno ritirerà la maglia numero 25 indossata fino a sabato da Piermario Morosini. Questa la decisione del club toscano presa dal patron Spinelli e confermata dal responsabilità dell'area tecnica Attilio Perotti: «formalizzeremo presto il tutto per volontà del presidente Spinelli. Morosini ha portato la maglia del Livorno con grande dignità ed onore. Ha sempre dimostrato in questi mesi di avere qualità umane e morali al di sopra della media. Ha portato serenità e gioia a tutti. Con le lacrime agli occhi non posso che dire che ci ha lasciati un grande personaggio».
Fin da ieri l'ingresso principale dello stadio Picchi di Livorno è stato tappezzato da sciarpe, bandiere, fiori e messaggi di ricordo di tifosi e semplici sportivi che hanno voluto lasciare anche solo un pensiero per lo sfortunato Morosini. Tantissime le sciarpe del Livorno e di tante squadre anche internazionali. Stadio Picchi luogo di pellegrinaggio anche da parte di tutte le squadre giovanili del Livorno calcio, che sono sfilate davanti la maglietta numero 25 amaranto e sotto lo striscione “nella tua vita hai lottato... in campo l'hai dimostrato... ciao Moro” lasciato dai tifosi labronici. Il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, si è detto disponibile ad intitolare un settore dello stadio a Morosini, come auspicato da tantissimi sostenitori amaranto.
La squadra del Livorno proverà oggi a tornare ad allenarsi, con la morte nel cuore, anche perché sabato la serie B tornerà in campo e non ci sarà alcun rinvio, anche se verrà osservato in tutti i campi un minuto di raccoglimento.

IL RICORDO DEGLI AMICI CALCIATORI
Nelle ultime 48 ore sono stati tantissimi i twitter dei calciatori sul triste pomeriggio di Pescara-Livorno. Antonio Di Natale, bomber dell'Udinese, ha scritto dell'ex compagno: «era un ragazzo fuori dal comune. Le immagini sono impressionanti. Aveva voglia di rialzarsi ma è caduto di nuovo. Sin dai primi momenti ho detto subito che non era il caso di scendere in campo sabato e domenica».
Delio Rossi, attuale allenatore della Fiorentina, è stato il tecnico che lo ha fatto esordire in serie A con la casacca nerazzurra dell'Atalanta, la squadra per la quale Morosini ha sempre tifato fin da bambino: «quando arrivai a Bergamo portai lui ed altri 2 compagni in prima squadra. Era un ragazzo solare».
Marco Motta, ora al Catania, ha giocato con Morosini sin da bambino: «ci siamo conosciuti quando avevamo 7 anni. Era un ragazzo di una forza d'animo incredibile».

IL DOLORE DEI COMPAGNI DI NAZIONALE UNDER 21
Nella sua carriera Piermario Morosini ha anche vestito la maglia della nazionale. La stessa casacca azzurra che rappresenta il sogno di ogni calciatore professionista italiano. Compagno di squadra dello sfortunato calciatore è stato, tra i tanti, Mario Balotelli ora in forza al Manchester City, sconvolto come molti suoi colleghi dalla sua scomparsa: «sono senza parole per la scomparsa di Piermario, pensavo fosse un brutto scherzo. Era un bravo ragazzo. Questi fatti incredibili fanno riflettere tanto sulla vita di tutti i giorni. Ti insegna ad apprezzare ciò che hai e bisogna viverla con dignità ed attenzione».
«È sempre stato un esempio per i compagni» – racconta Pierluigi Casiraghi, ct della nazionale ai tempi di Morosini in azzurro – «il classico calciatore umile e sempre disponibile che ogni allenatore vorrebbe avere in squadra. L'ho portato con me negli europei 2009 e già alla sua giovane età era già maturo. Nonostante i lutti subiti ricorderò per sempre il suo sorriso».
Da Catania invece le parole di dolore di Lodi, compagno in Under 21: «lo ricordo come un ragazzo bravissimo e uomo esemplare sempre col sorriso. Aveva sempre una parole di supporto per tutti».
Dello stesso tono Francesco Pisano, terzino in forza al Cagliari: «era molto riservato e nonostante la giovanissima età di quando ci siamo conosciuti, era molto più maturo ed aveva un comportamento molto più composto rispetto il resto della squadra».
Andrea Sacchini