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PESCARA-LIVORNO: PIERMARIO MOROSINI È MORTO

Auto dei vigili urbani ostruisce passaggio dell'ambulanza

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Foto: Fabio Urbini

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PESCARA. Gioco interrotto all'Adriatico per l' improvviso malore del giocatore del Livorno che è stato soccorso dai sanitari presenti allo stadio che gli hanno praticato un massaggio cardiaco. Il giocatore è deceduto alle 16.45 in ospedale. Zeman sotto choc, irragiungibile.

Pomeriggio drammatico allo stadio Adriatico di Pescara. Il calciatore del Livorno Piermario Morosini, dopo essere caduto al suolo da solo ed aver tentato di rialzarsi più volte, è stramazzato al suolo probabilmente per un arresto cardiaco. Le informazioni al momento risultano essere estremamente frammentarie, ma da quanto è trapelato il giocatore appare in condizioni gravissime. Morosini, dopo essersi accasciato al suolo, è stato subito soccorso ed ha ricevuto immediatamente il massaggio cardiaco. Dopo alcuni attimi in cui sembrava potesse riprendersi, il calciatore ha nuovamente perso conoscenza perdendo i sensi prima di essere trasportato con urgenza all'ospedale in ambulanza dai sanitari del 118.
La partita (0-2 fino al fischio di sospensione alla mezz'ora del primo tempo, ndr) è stata sospesa immediatamente dalla terna arbitrale, tra lo shock e lo stupore di pubblico e giocatori che non hanno potuto far altro che assistere inermi alla drammatica scena. Scene di disperazione naturalmente sulla panchina livornese, con giocatori e tecnico in lacrime. Straziante la scena immediatamente successiva al trasporto del calciatore in ambulanza, con massaggiatori e medici del Livorno disperati.
Anche sugli spalti un tifoso ha avuto un malore, ed è stato soccorso. Le due squadre sono tornate negli spogliatoi, unico a rimanere in campo Zeman.

Attualmene il giocatore si trova al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara insieme al medico del Livorno. C'è concitazione e non trapelano informazioni ma è certo che si sia trattato di una crisi cardiaca con susseguente arresto. Al giocatore è stato applicato un pacemaker provvisorio ed è in coma farmacologico.  Al giocatore sono state praticate manovre di ventilazione e rianimazione, poi è stato intubato. A soccorrerlo per primo allo stadio, dove stava seguendo la partita, scendendo dagli spalti e raggiungendo il campo, è stato Leonardo Paloscia, primario di Emodinamica all'ospedale di Pescara, che lo ha assistito fino all'arrivo al pronto soccorso. Intanto anche il tifoso che si era sentito male sugli spalti dello stadio è stato ricoverato al pronto soccorso.  Piermario Morosini era cosciente quando è stato sollevato in barella dentro l'ambulanza, sul campo dello stadio del Pescara. «Mi ha guardato negli occhi quando è entrato nella vettura - ha raccontato a Sky l'ad del Pescara, Danilo Iannascoli - Stiamo vivendo un dramma. L'ambulanza in ritardo? Non so, ma so che l'ingresso in campo era ostruito da una vettura».«Morosini - ha raccontato il dirigente - è caduto, ha provato a rialzarsi ma è ricaduto. Il nostro massaggiatore si è reso conto del dramma».

16.45 MORTO MOROSINI
Da fonti mediche si è appreso che Piermario Morosini è spirato alle 16.45. Le sue condizioni erano apparse subito gravi e disperate. Secondo alcuni medici Morosini non si sarebbe mai più ripreso dopo il secondo arresto cardiaco. Altri medici invece hanno asserito che fino all'arrivo della ambulanza Morosini era vigile anche se visibilmente stordito poichè avrebbe sputato più volte la cannula che è stata utilizzata per rianimarlo.
A dare ufficialmente la notizia dell'avvenuto decesso del calciatore del Livorno e' stato il primario di cardiologia dell'Ospedale Santo Spirito di Pescara, Leonardo Paloscia.
«Morosini non ha mai ripreso un battito», ha detto il medico, raccontando gli ultimi momenti di vita del giocatore del Livorno colpito da infarto poco dopo la mezz'ora del primo tempo della gara con il Pescara. «Da quando sono arrivato io - ha aggiunto Paloscia - non ha mai dato un cenno di ripresa ne' di respiro e ne' di battito. Quando sono arrivato io era tutto fermo. La causa? Non si puo' dire, penso che tutto sara' rinviato all'esame autoptico. Ritardi? Se si intendono 30 secondi non e' quello, il medico del Livorno ha effettuato subito il massaggio cardiaco»

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LA FOTOGALLERY: L'ULTIMO MOMENTO DI GIOIA E POI IL MALORE IN CAMPO

LA MACCHINA DEI VIGILI CHE OSTRUIVA IL CANCELLO
Ma c’è un episodio che sta facendo discutere in questi momenti di apprensione. Si è appreso che l’ambulanza avrebbe avuto problemi per entrare nello stadio. Infatti davanti al cancello era parcheggiata la Croma in uso ai vigili urbani di Pescara. L’auto era chiusa a chiave e per rimuoverla si sono impiegati numerosi minuti, forse quasi 5 che hanno ritardato l’arrivo dell'ambulanza. Un episodio che dovrà esser chiarito nei prossimi minuti

IL PULLMAN DEL LIVORNO LASCIA L’OSPEDALE
All'esterno del pronto soccorso, il primo a rilasciare alcune dichiarazioni, tra le lacrime, è stato il portiere del Pescara, Luca Anania. «All'inizio non avevamo ben capito la gravità della situazione. Io, tra l'altro, mi trovavo dalla parte opposta e sono subito corso verso la metà campo del Livorno, dove era caduto a terra Morosini. Ci sono stati momenti di grande confusione e mi è sembrato di capire che c'é stato anche qualche attimo di ritardo nei soccorsi, perché ci hanno detto che l'ambulanza non poteva entrare sul terreno di gioco perché l'ingresso era ostruito da un'altra macchina. Alcuni miei compagni hanno portato la barella a mano fino all'ambulanza».  Il portiere del Pescara ha riferito anche dei momenti di grandissimo dolore vissuti al pronto soccorso. In questo momento il pullman della squadra del Livorno ha lasciato, fra gli applausi dei tifosi del Pescara, la strada antistante il nosocomio.

FIGC DISPONE SOSPENSIONE DI TUTTI I CAMPIONATI
La Figc ha disposto la sospensione della giornata di tutti i campionati di calcio in programma in questo fine settimana e lunedi'. Lo riferisce il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini. La decisione in seguito alla morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini avvenuta oggi a causa del malore in campo che ha colpito il calciatore. Successivamente - ha spiegato all'AGI il dg Valentini - verra' indicata la data per il recupero della giornata.

IANNASCOLI (AD PESCARA) «C'E' DAVVERO DA RIFLETTERE...»
«Speravamo in una buona notizia che purtroppo non e' arrivata». Lo ha detto Danilo Iannascoli, amministratore delegato del Pescara, a Sky Sport 24 non appena appresa la notizia della morte di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto dopo un malore in campo. «Speravamo che ce la potesse fare. Abbiamo vissuto un altro dramma a 15 giorni dal nostro preparatore atletico Mancini. Lui era da solo..». Iannascoli ha aggiunto: «Non e' possibile che possano succedere queste cose agli atleti, fermiamoci un attimo e riflettiamo. Ho visto questi occhi che mi stavano guardando, ero fiducioso, ho detto sta meglio, era in ottime mani del dottor Paloscia....era distrutto anche lui alla fine. Che possiamo fare? Una preghiera per questo ragazzo e sperare che non accada piu'. I giocatori sono sempre super controllati, veramente dobbiamo riflettere, hanno tutti i controlli del mondo e poi in campo a un ragazzo di 25 anni succede una cosa del genere».

UNA VITA SEGNATA DALLA TRAGEDIA
Una vita, quella di Piermario Morosini segnata dalla tragedia. Era rimasto orfano quando non era nemmeno maggiorenne: la mamma Camilla era scomparsa nel 2001, il padre Aldo invece nel 2003. Aveva un fratello disabile e nel tentativo di favorire la sua carriera l'Atalanta accettò l'offerta dell'Udinese, dove Piermario andò in comproprietà. Mentre era lontano da Bergamo arrivò un'altra tragedia a segnarlo. La morte del fratello. Si è ritrovato così completamente solo.

IL SUO MAESTRO: «ERA DOLCE E SFORTUNATISSIMO»
«Pensavo che la vita l'avesse già provato fin troppo e invece è arrivata anche quest'ultima tragedia»: Mino Favini, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta, ricorda così Piermario Morosini. Negli anni trascorsi all'Atalanta, Morosini è stato colpito da un'incredibile serie di lutti familiari: «Mario è stato sfortunatissimo - prosegue Favini - aveva perso la mamma che era un bambino e poi il papà, poi il fratello handicappato si è suicidato e gli era rimasta la sorella, anche lei con handicap. Nonostante questo teneva sul volto velatamente triste una dolcezza incredibile e aveva una disponibilità totale nei confronti dei compagni». Per questo Favini ha «un ricordo dolcissimo» di Morosini e la sua scomparsa «é una cosa che mi lascia esterrefatto». «L'ho conosciuto quando aveva 12-13 anni - prosegue - ha giocato in tutte le nostre squadre giovanili e di tutte è stato capitano, fino alla primavera. Poi è stato acquistato dall'Udinese che prese in blocco quattro ragazzi nostri». «Non c'é mai stato nessunissimo problema in tutti i controlli medici a cui è sempre stato sottoposto. Abbiamo l'obbligo - conclude Favini - di compiere controlli e verifiche annuali e lui non ha mai avuto nessun problema.

NOVELLINO: «MI HA RICORDATO LA TRAGEDIA DI RENATO CURI»
«Stavo vedendo la partita e ho notato quella situazione, quel tentativo di alzarsi: voleva vivere, lo si vedeva». Così Walter Novellino a Mediaset Premium racconta come ha vissuto la tragedia della morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini, giocatore che aveva allenato alla Reggina. «Era un taciturno, uno tranquillo, un po' timido, ma in campo aveva un grande carattere. E' stato un grande dolore anche perchè ho rivissuto la tragedia di Renato Curi, sembrava uguale, nessuno se ne era accorto. Anche lì Zoff chiamava per attirare l'attenzione così come oggi ha fatto Schiattarella», racconta Novellino rivivendo la tragica scomparsa del compagno di squadra ai tempi del Perugia. «Complimenti a chi ha fermato il calcio - aggiunge - perchè è uno di noi. E' una giornata triste, è un dramma per noi ma anche per tutto lo sport. E quando ci lascia un ragazzo di 25 anni è ancora più triste».

ZEMAN SCONVOLTO: «NUOVA MAZZATA DOPO MANCINI»
In queste ore tutti stanno cercando Zdenek Zeman, che è letteralmente sparito dalla circolazione. È andato via in silenzio dallo stadio dopo la tragedia di oggi. Il perchè lo spiega il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani: «Il boemo è ancora scosso per la tragica morte del preparatore dei portieri Mancini di qualche settimana fa - ha detto - lui è ancora sotto choc per quella tragica scomparsa, e per lui questa di Morosini è una mazzata finale».

LA CARRIERA
Morosini è nato a Bergamo il 5 luglio 1986 ed è cresciuto nelle giovanili dell'Atalanta dove nei 10 anni di militanza riesce a vincere uno scudetto allievi, passa nel 2005, in comproprietà all'Udinese dove a 19 anni gioca la prima stagione da professionista dividendosi tra primavera e prima squadra stagione 2005-2006 collezionando 5 presenze in Serie A (esordio 23-10-05 Udinese-Inter), 3 in coppa Italia e 1 in Coppa UEFA, l'ottavo di finale Levski-Sofia-Udinese. Per maturare la necessaria esperienza, nella stagione 2006-2007 passa al Bologna, in Serie B, dove riesce a scendere in campo in 16 occasioni.
Nel luglio 2007, riscattato dall'Udinese passa al Vicenza, in Serie B dove con la squadra veneta conquista la salvezza contribuendo con 34 presenze ed 1 gol. A fine annata il Vicenza ne riscatta la metà del cartellino, e si conferma, con altre 32 presenze, uno dei punti di forza della formazione berica.
Nell'estate del 2009 l'Udinese riscatta la meta per una somma pari a circa 1 milione e 500 000 euro. Il 31 agosto 2009 passa in prestito alla Reggina. Il 1º febbraio 2010 passa con la formula del prestito con diritto di riscatto della comproprietà al Padova. Il 6 febbraio debutta con i biancoscudati nella partita Piacenza-Padova 1-0. Il 23 giugno 2010 il Padova comunica di non aver escercitato il diritto di opzione sul cartellino di Morosini.
A gennaio del 2011 passa in prestito al Vicenza.
Lo scorso gennaio passa al Livorno.

Andrea Sacchini  (Foto Fabio Urbini)