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Tagli Trenitalia, flop al Consiglio straordinario: gli ospiti ‘eccellenti’ non arrivano

Pd e Pdl furiosi: «è una vergogna»

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Tagli Trenitalia, flop al Consiglio straordinario: gli ospiti ‘eccellenti’ non arrivano
PESCARA. No al declassamento della ferrovia abruzzese: lo ha chiesto ieri il Consiglio comunale di Pescara.

Sono stati 23 i voti favorevoli arrivati all’ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pdl Armando Foschi e dal consigliere Lorenzo Sospiri. Tra le richieste messe sul tavolo il ripristino degli Etr 500 per i collegamenti Freccia Bianca con Milano, il ripristino dei collegamenti verso Venezia, Torino e Verona, velocizzando anche l’offerta su Roma e istituendo un Tavolo permanente di Lavoro che veda la partecipazione delle associazioni sindacali e delle Istituzioni.
Ma ciò che ieri ha creato più scalpore è stata l’assenza dei ‘big’ del settore trasporti che erano stati invitati in occasione del Consiglio straordinario.
Alla seduta straordinaria erano stati invitati il dirigente dei Servizi Base di Trenitalia Giuseppe Basilissi, il responsabile del Servizi Base di Trenitalia Ernesto Fracassi, il responsabile di Freccia Bianca Francesco Bibbo, l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, tutti i senatori e onorevoli eletti della Regione Abruzzo, i consiglieri regionali, i presidenti delle Province e delle Camere di Commercio di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila, i segretari regionali dei sindacati Cgil, Cisl, UIlt, Ugl, Fast-Ferrovie, Orsa, il presidente di Federalberghi e delle Associazioni a difesa dei consumatori.
«Ad eccezione dei rappresentanti sindacali – hanno sottolineato il capogruppo Foschi e il consigliere Sospiri -, non c’è stata la partecipazione di alcuno delle autorità invitate e siamo indignati per tale comportamento. Evidentemente qualcuno pensa di poter ‘bussare’ alle porte di Pescara solo quando si devono portare i rifiuti, mentre dinanzi ai problemi, come il porto o le Ferrovie, si ritiene più comodo e possibile girare lo sguardo dall’altra parte. Noi non lo consentiremo: già 15 anni fa Pescara aveva elaborato il progetto dei Prusst, che presentava le tre direttrici di sviluppo, le famose tre ‘T’, ossia mobilità via mare, su gomma e su ferro. Oggi qualcuno sta cercando di cancellare lo sviluppo della nostra Ferrovia».
Il Pd contesta il fatto che il Consiglio straordinario, richiesto dalla maggioranza, si sia potuto tenere «solo grazie alla presenza in aula dei nostri consiglieri che hanno mantenuto il numero legale necessario, per poi sospendersi su richiesta dello stesso Pd per evidente mancanza di tutti gli invitati a partecipare al confronto».
«Un deserto che la dice lunga sul grado di considerazione che la Giunta Regionale ha della città di Pescara», hanno ribadito i consiglieri del Partito Democratico, « ma a questo punto ci viene da pensare anche ad un disegno diretto a negare qualsiasi tipo di aiuto e finanche il confronto a questa città oramai in ginocchio».
«La vicenda abruzzese», ha commentato Maurizio Acerbo (Rc), «dimostra quanto siano fondate le proteste No Tav contro lo sperpero di decine di miliardi di euro per fare un tunnel di 57 km quando linee come la Pescara – Roma che sono ancora quelle del 1880».
Intanto l’onorevole Vittoria D'Incecco (Pd), presente al Consiglio, si è detta disponibile a mettere in campo «un’azione sinergica con tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali, per tutelare gli interessi degli abruzzesi e assicurare al nostro territorio un sistema ferroviario competitivo e moderno».