IL CASO

Ex Cofa, pronto il regalo per i privati. Cemento e progetti senza controllo

Nel silenzio della commissione edilizia passano progetti che cambieranno il volto della città

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Ex Cofa, pronto il regalo per i privati. Cemento e progetti senza controllo
PESCARA. Questa volta ci siamo davvero. Le norme ed il momento storico sarebbe quelli giusti per la riqualificazione delle aree dell’ex Cofa, tra ponte del mare e porto turistico.

Sui tavoli del Comune ci sarebbero già alcuni progetti che prevedono cinque o sei mega strutture di cui al momento nulla si sa e sono da considerarsi a tutti gli effetti “segreti” o se si preferisce “non pubblici”.
Il problema è che proprio le norme consentirebbero un iter flash, più veloce e, soprattutto, senza controlli e discussioni (per esempio come quelle in Consiglio comunale…)
Infatti a causa del decreto sviluppo i privati possono proporre progetti nell’area cosiddetta Pp2 e vederseli approvare dalla commissione edilizia e dalla giunta. Nessuna discussione pubblica, nessuna notizia sui progetti, nessun dettaglio sulle eventuali opere pubbliche connesse. E come sempre accade parte della politica insorge mentre sullo sfondo aleggia lo spettro della speculazione edilizia, di «soliti nomi» o «nomi noti» di privati che potrebbero ritrovare in quell’area dismessa da decenni la cuccagna.
Classica storia pescarese, abruzzese o semplicemente italiana che ha fatto saltare sulla sedia Carlo Masci di Pescara Futura, l’ago della bilancia della maggioranza sempre più in bilico del sindaco Albore Mascia, e che trova sul terreno del Pp2 terreno fertile per puntare i piedi ed ostacolare l’attività amministrativa che finora è andata avanti senza alcuna evidenza pubblica. Cercare documenti sul sito internet è inutile.
Ed è proprio Carlo Mascia lanciare l’allarme poiché è ormai più di una settimana che nella commissione edilizia sarebbero passati i primi progetti di riqualificazione.
L’intervento è politico e Masci non svela i particolari del progetto nè chi sia il soggetto proponente ma chiarisce che si tratta di un «intervento diretto di un privato che apre una breccia pericolosissima all'interno dello schema perseguito dall'amministrazione di una progettazione unitaria per la creazione del Water Front pescarese».
Masci si dice d’accordo alla riqualificazione dell’area abbandonata da anni, un po’ meno d’accordo è sul metodo adottato.
«Una cosa», dice Masci, «è realizzare un Water Front che valorizzi l'area più pregiata di Pescara attraverso linee guida dettate dall'amministrazione che tengano conto dell'ineludibile necessità di armonizzare fra loro tutte le trasformazioni edilizie in "fieri", e queste con il contesto degli spazi pubblici - siano essi strade, piazze o edifici pubblici -, altra cosa è permettere a ciascuno dei proprietari di realizzare il proprio progetto senza una visione complessiva unitaria in una specie di spezzatino che trasformi quel tesoro in una arlecchinata di cemento».
Un grido di allarme che giunge proprio quando la Regione definisce la cessione dell'ex Cofa alla Camera di Commercio per permettere alla stessa il completamento dei servizi a supporto di quell’area pubblica che è il Porto turistico, «allontanando qualsiasi appetito privato su quell'area preziosissima per Pescara», dice Masci mentre «il Comune nei fatti sta abdicando al suo ruolo di programmatore del cambiamento edilizio-urbanistico in atto.
Pescara Futura due anni fa ha presentato un'idea («ha dato forma ad una suggestione») complessiva di trasformazione dell'area immaginando «un Water Front dove gli spazi pubblici -piazze, strade, parchi, fiume, mare - diventassero assoluti protagonisti di una concezione di sviluppo urbano in grado di trovare il giusto equilibrio tra le legittime aspirazioni di guadagno dei proprietari dei terreni ed il superiore obiettivo dell'amministrazione di garantire ai cittadini una città sempre più bella e vivibile».
«Da quell'idea», aggiunge Masci, «sono partiti i lavori che vedranno la realizzazione di un parco pubblico a ridosso del mare che va dalla Pineta D'Avalos al Ponte del mare, da quella suggestione è nata la legge regionale che ha previsto l'allargamento dell'area di rispetto della pineta stessa di ulteriori trentamila metri quadrati. Non vogliamo neanche minimamente immaginare che da qui a qualche giorno ogni privato proprietario di terreni nel P.P.2 presenti una sua proposta progettuale svincolata da una programmazione unitaria complessiva».
Più “rude” Maurizio Acerbo, consigliere di Rifondazione comunista, da sempre impegnato nella battaglia contro la cementificazione senza controllo.
«Praticamente i privati», dice, «presentano progetti sulle proprie aree fregandosene ampiamente dell'interesse collettivo a una pianificazione organica dell'intero Piano Particolareggiato. Il motivo è semplice: in base all'articolo 5 della Legge 106/2011 i proprietari di aree e immobili ricadenti nel PP2 possono realizzare più volumetria di quella consentita dal Piano Regolatore (ricordo che nella variante voluta da Rifondazione avevamo fortemente ridotto il carico urbanistico sul PP2 proprio per favorire una riqualificazione all'insegna della qualità ambientale). Inoltre i privati non cedono le aree per standard (verde, parcheggi, strade, ecc.) e non pagano le opere di urbanizzazione che ricadranno sulla comunità».
Lo spettro dunque è quello (perfetta sintonia tra Masci e Acerbo) di uno sviluppo urbanistico “stile anni ‘60”.
«Ovviamente», precisa Acerbo, «il Comune ha la possibilità di dire no a queste pretese portando i progetti eventualmente presentati - in primis quello che è già passato al vaglio di una inutile commissione edilizia - in Consiglio Comunale e in quella sede bocciarli perchè in contrasto con gli obiettivi della comunità cittadina. E' chiaro che se la maggioranza e la Giunta non blocca queste operazioni vuole dire che il centrodestra ha deciso di lasciare ai soliti noti ricchi e potenti di questa città la possibilità di spolparsi il PP2. Non accampino i ritardi della progettazione urbanistica pubblica come scusa. Il PP2 era stato oggetto dello studio di fattibilità per una S.T.U. che è stato archiviato insieme ai progetti già pronti lasciati in eredità dalla precedente amministrazione».
Nei prossimi giorni l’oroscopo prevede sviluppi decisivi e polemiche più o meno strumentali nelle quali la politica entrerà a gamba tesa prendendo questa o quella parte.
Si spera almeno che le posizioni assunte siano genuine ed esclusivamente dettate dall’interesse pubblico. Quello vero.