RIFIUTI

Discarica di Grasciano, interviene la Regione con i poteri sostitutivi

Sogesa contro tutti: ricorso al presidente della Repubblica

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L'assessore Mauro Di Dalmazio

L'assessore Mauro Di Dalmazio

GIULIANOVA. Una discarica inattiva, vecchi contrapposizioni, l’ipotesi commissariamento, una nuova discarica da costruire ostacolata. L’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Di Dalmazio, ha affidato al servizio Rifiuti della Regione Abruzzo i poteri sostitutivi (incluso il commissariamento ad acta), per la riattivazione della discarica di Grasciano. Una decisione improvvisa e per certi versi inaspettata che lascia spazio a qualche interrogativo.

«Non sono più tollerabili indugi nè tantomeno ulteriori perdite per la riapertura dell’impianto», è la motivazione ufficiale della mossa dietro cui potrebbe nascondersi qualcosa di più grande. Dagli uffici regionali circolano voci su un ricorso che la Sogesa (società di servizi di igiene ambientale che fa capo al Cirsu) ormai in liquidazione avrebbe sollevato dinanzi al Presidente della Repubblica contro l’autorizzazione integrata ambientale che sarebbe stata trasferita da Sogesa a Cirsu.
Si tratta del provvedimento che autorizza l'esercizio della discarica, o di parte di esso, a determinate condizioni da parte di un soggetto. Ora per effetto dell’acquisto delle quote private (in capo alla famiglia Di Zio) di Sogesa da parte di Cirsu e delle intricate vicende del consorzio dei rifiuti si è nel caso di un soggetto non formalmente autorizzato a gestire la discarica ma oggetto della voltura della autorizzazione regionale che Sogesa appunto sembra contestare.
Nei giorni scorsi si sono già annunciati contenziosi giudiziari su più fronti ed anche la Deco spa della famiglia Di Zio ha annunciato ostilità. Nei prossimi giorni si conosceranno gli esiti dei chiarimenti in corso tra l’assessore e la stessa Sogesa
A questo punto i tempi della giustizia potrebbero, però, non coincidere con quelli previsti dalla Regione che conta di riavviare i lavori per aprile. Se nulla si sarà risolto, entro quel periodo, l’ipotesi commissariamento potrebbe farsi più concreta.
Una notizia quella diramata dall’assessore Di Dalmazio non chiara nemmeno negli effetti pratici che però ha scatenato già reazioni. Secondo Rifondazione comunista i problemi gravi sarebbero anche quelli occupazionali.
«È evidente il fallimento del Cda del Cirsu, delle amministrazioni comunali dei comuni consorziati e dell’amministrazione Provinciale, fra l'altro ricordiamo che il Presidente della Provincia è nel contempo anche Sindaco di Notaresco», dice Marco Palermo (Rc), «Come Partito della Rifondazione Comunista auspichiamo che il commissariamento non sia la solita scusa per dare poteri “speciali” a qualcuno che continui a perpetuare le stesse politiche fallimentari portate avanti fino ad ora. Invitiamo le istituzioni a non utilizzare lo strumento del commissariamento come un azzeramento della democrazia e della trasparenza, come drammaticamente abbiamo visto nella gestione del terremoto a L'Aquila. Per noi è fondamentale e prioritario ritornare a parlare con i cittadini, ascoltare ed analizzare tutte le criticità che emergono riguardo al sito per la nuova discarica di “Grasciano 2”, in particolar modo alla proposta prospettata da tempo dai consiglieri di minoranza di Mosciano, Bellante e Giulianova, attinente ad una discarica da costruire sul sito di una cava dismessa in località Montarone di Notaresco».