POPOLI

Individuata la soluzione tecnica per il ponte di Scipio

«La Provincia vuole salvare l'occupazione, il Comune se ne infischia»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

872

Individuata la soluzione tecnica per il ponte di Scipio
POPOLI. Salvare l'occupazione ed evitare la chiusura di due aziende fondamentali per Popoli e per il suo circondario.

Sono questi gli obiettivi che la Provincia di Pescara si è posta mentre lavorava sulla progettazione del nuovo ponte di Scipio, danneggiato dal terremoto del 2009. «Buttare giù quel ponte avrebbe comportato l'interruzione di ogni collegamento con l'esterno per gli stabilimenti della Guizza e per la Fassa, che danno lavoro a ben 350 persone, oltre l'indotto», ha commentato l’assessore provinciale Mario Lattanzio.
«Abbiamo quindi deciso di trovare una soluzione tecnica alternativa a quella prospettata inizialmente per consentire alla Provincia di realizzare i lavori sul ponte e a queste due aziende di continuare regolarmente la propria attività, senza mettere a rischio un solo posto di lavoro. Ma forse il Comune non è interessato a questo aspetto».
«Il primo cittadino – dice Lattanzio - sa benissimo come stanno le cose perché mi sono premurato di informarlo in più occasioni, ma appare evidente che non sia eccessivamente interessato alla sorte delle due aziende e degli addetti che ruotano attorno a questi due grandi nomi. Il rischio era di bloccare tutto per sei mesi, per il rifacimento del ponte, e invece la Provincia ha raccolto il grido di allarme di queste importanti realtà produttive e ha trovato una soluzione che lascia soddisfatti tutti, anche le aziende. Il progetto è in fase di ultimazione, a maggio si prevede l'approvazione e poi si procederà alla gara. Ricordo però – prosegue l'assessore - che i lavori possono essere eseguiti solo in determinati periodi dell'anno, tenuto conto che ci sono delle indicazioni legate alla Via e che c'è la Cronoscalata». Lattanzio sottolinea che altri interventi sono stati promossi dalla Provincia sulla strada 17, gli ultimi nei giorni scorsi per l'eliminazione delle rocce pericolose, oltre all'intervento sul ponte di San Callisto, «mostrando interesse per questa come per altre zone del territorio, mentre il Comune continua a dormire sonni profondi per quanto riguarda i lavori di ampliamento della sede stradale in via Marconi, sulla statale 5. Tutto fermo, all'altezza dell'Agip, da tempo immemore, con un semaforo che continua a lampeggiare ininterrottamente. Inutili gli appelli già lanciati al Comune», dice Lattanzio. «Il sindaco – conclude il consigliere di opposizione – dovrebbe accelerare su molti fronti, evitando di difendersi in situazioni in cui appare indifendibile. Mi riferisco al caso del pentathlon: il Comune ha accumulato ritardi clamorosi senza curarsi degli interessi dei cittadini e senza pensare minimamente alla rescissione del contratto. Mi sembra che ci sia poco da bearsi, caro sindaco».