L'APPALTO

Piscina comunale di Chieti, il segretario comunale dice no

Pd all’attacco: “Discutere la gestione in Consiglio comunale”

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Piscina comunale di Chieti, il segretario comunale dice no
CHIETI. Si infittisce il mistero sulla gestione della piscina comunale di Chieti. E non tanto per sapere come andrà a finire la richiesta di Teate servizi di subentrare a chi ha vinto la gara, come previsto in una riserva dell’appalto.

 Oggi l’attenzione è puntata sui modi e sui tempi in cui saranno realizzati i lavori accessori che hanno fatto parte della valutazione delle offerte e che sollevano i dubbi di Alessandro Marzoli, consigliere comunale Pd. Eppure dopo le lunghe polemiche sulle proroghe alla vecchia gestione e sui ritardi per il nuovo appalto, sembrava tutto rientrato dopo la gara e dopo l’aggiudicazione a Teate splashing, tra l’altro gestore uscente. E invece no. C’è da registrare infatti il no deciso del segretario comunale Maurizio Di Michele alla possibilità di affidare la piscina a Teate servizi.
«A parte che questa è una società in house – scrive Di Michele in una lettera ufficiale a sindaco, assessori e uffici competenti - a parte che non è stato approvato il suo Piano industriale, a parte che il Consiglio comunale dovrà approvare la deliberazione quadro dei servizi, c’è l’impedimento delle recenti norme sui servizi pubblici locali. Ed inoltre il valore dell’eventuale impegno non deve superare i 200 mila euro. Qui si tratta di molto di più».
 Di rimando, Teate servizi sostiene di avere i requisiti in regola. «E’ incredibile come il tempo continui a scorrere senza che si riesca a comprendere quale sarà il futuro della piscina comunale di Chieti – sostiene invece Alessandro Marzoli, Pd - lo scambio di lettere tra Teate Servizi, segreteria Generale del Comune e 8° Settore è solo l’ultimo passaggio di quella che sembra essere una soap opera senza fine, ma con una pessima regia. Si sta trasformando l’affidamento di una delle strutture sportive più importanti della città in un terreno di scontro politico, dove tutto vale (proroghe illegittime, rinvio di termini, accuse di ogni tipo) mentre lo stadio del nuoto continua a non ricevere gli interventi di manutenzione straordinaria che non possono più essere rimandati. Nel frattempo diversi utenti preferiscono emigrare lontano da Chieti. Chiediamo che il Consiglio comunale sia interessato definitivamente della vicenda. Al Pd non interessa chi gestirà la piscina nei prossimi anni, ma come verrà gestita, quali interventi verranno fatti sulla stessa e soprattutto in che tempi, visto che molti dei lavori preannunciati sono senza termine specifico. Tutta questa confusione penalizza gli utenti, ma anche chi lavora nella piscina e vive un’inaccettabile situazione di precarietà».
s. c.