ECONOMIA

Area di crisi Val Vibrata: firmato il Protocollo tra Provincia e tutte le parti sociali

Un documento comune che costituirà la base per un accordo di programma

Redazione Pdn

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Area di crisi Val Vibrata: firmato il Protocollo tra Provincia e tutte le parti sociali
TERAMO. “Obiettivo crisi Val Vibrata”, questa la denominazione del Protocollo istituzionale firmato ieri in Provincia per il rilancio dell’area di crisi. Un documento che suggella i risultati di due mesi di lavoro nel corso dei quali, partendo dall'analisi degli indicatori socioeconomici, i protagonisti del territorio, insieme alle istituzioni, hanno individuato obiettivi ed azioni per i quali avanzare richiesta di finanziamento alla Regione e al Governo.

 Il protocollo è stato siglato dalla Provincia e tutte le parti sociali: Confindustria, Api, Cna, Camera di Commercio, Confcooperative, Polo d’innovazione I.R.E.N.E., Cisl, Cgil, Uil, Cisal e Istituto Zooprofilattico.
«Una tappa molto importante – spiega il presidente Catarra - , il documento raccoglie le istanze espresse dal territorio ed ha ad oggetto l’elaborazione di un efficace piano di rilancio dell’area, articolato in assi ed interventi e realizzato con la partecipazione di tutti gli attori locali. Tre le parole d’ordine sulle quali saranno improntate le azioni cardine: innovazione, integrazione ed ecosostenibilità. Gli interventi ipotizzati saranno naturalmente correlati alle risorse disponibili, a partire dai fondi FAS per l’area di crisi stimati in circa venti milioni di euro, e costituiranno la base per l’elaborazione di uno specifico Accordo di programma in ambito regionale. Per gli interventi di portata nazionale, invece, si procederà per la concretizzazione degli impegni già assunti dal Governo con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa Val Vibrata-Tronto».
«Siamo molto soddisfatti di questo risultato – commenta l’assessore alle attività produttive, Ezio Vannucci -, reso possibile dalla fattiva collaborazione di tutte le parti presenti al tavolo provinciale: sindacati, associazioni datoriali, istituzioni pubbliche, istituti di formazione e ricerca, che hanno lavorato nel pieno rispetto della scaletta che ci eravamo dati. Di particolare importanza l’aver raggiunto un accordo comune per l’attivazione di interventi tesi ad avvicinare le imprese con il sistema della ricerca e a facilitare l’integrazione produttiva puntando sulle politiche di rete. Con questo protocollo, la Provincia formalizza inoltre il suo impegno finanziario, mettendo a disposizione la somma di centomila euro per la fase di progettazione, che speriamo di integrare con ulteriori compartecipazioni da parte di altri enti ed istituti bancari«.
Ultimata quindi la fase di analisi territoriale e di individuazione della strategia, si entra ora nel vivo della progettazione. Le indicazioni emerse sono state illustrate da Sergio Natalìa, tecnico di Abruzzo Sviluppo Spa, che sta supportando la Provincia nella redazione del piano. Tre gli obiettivi strategici che saranno perseguiti: innovazione (tramite raccordo con le Università e i Poli d’innovazione), integrazione (attivazione di reti settoriali ed intersettoriali) e riconversione ecosostenibile del territorio. L’obiettivo è quello di trasformare la Val Vibrata in un una “Innovation Valley”, puntando in particolare su: capitale umano e processi di innovazione; politiche di rete ed integrazione produttiva; maggiore competitività del sistema; messa in sicurezza del territorio e riqualificazione delle aree industriali. Per ciascuna di queste azioni sono previsti interventi operativi specifici, con individuazione delle relative risorse finanziarie (per lo più assicurate da fondi Fas), tra cui: rinnovo macchinari; creazione di nuove imprese nel terziario avanzato; un fondo per l’attrazione di imprese esterne; percorsi di formazione e riqualificazione professionale ecc.
Dall’analisi territoriale si conferma la grande vocazione manifatturiera dell’area, che impiega il 42% degli addetti, un dato che si rileva in pochissimi distretti italiani, che tuttavia si accompagna ad una strutturale carenza di servizi nel settore del terziario avanzato.
Delineati quindi gli interventi essenziali, questo documento, forte dell’accordo di tutte le parti, servirà a convincere la Regione che l’area di crisi ha potenzialità, idee, progetti e immediato bisogno di ossigeno.