LA STORIA

«Imprigionato nel corpo di donna», tribunale dà l’ok al cambio di sesso

Primo sì dei giudici di Vasto

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«Imprigionato nel corpo di donna», tribunale dà l’ok al cambio di sesso
VASTO. Lei si è sempre sentita così: un uomo imprigionato nel corpo di una donna.

L’avvocato vastese Katia Basilico racconta a PrimaDaNoi.it la lunga odissea della sua assistita che un mese fa ha vinto la sua battaglia più grande. La donna ha sempre vissuto in un corpo che non ha mai accettato e poco meno di un anno fa si è presentata nello studio dell’avvocato Basilico con l’intenzione di ottenere il via libera del tribunale per poter procedere con l’operazione.
E l’ok per il cambio di sesso è arrivato, un mese fa. Potrà operarsi e diventare a tutti gli effetti un uomo. E’ quello che ha sempre voluto questa donna di 34 anni che ha chiesto al suo legale di fiducia che questa storia diventasse pubblica «perché uscire allo scoperto è importante, siamo in un paese libero e l’importante è essere sereni».
«Abbiamo proposto il ricorso circa un anno e mezzo fa. La mia assistita si è già sottoposta negli anni passati ad una cura ormonale ed era già in possesso di una documentazione, proveniente da una struttura pubblica, dove si attesta una idoneità. Con la richiesta avanzata al tribunale la donna è stata sottoposta anche al vaglio di un altro medico che ha fatto le sue valutazioni per quanto concerne l’aspetto psicologico. Il consulente del giudice ha rilevato un disturbo d'identità», spiega ancora l'avvocato Basilico
E’ la prima volta che il tribunale di Vasto accoglie un ricorso per ottenere la rettifica del sesso, concesso dal giudice Fabrizio Pasquali e il legale ammette che la decisione è arrivata in breve tempo, circa un anno e mezzo, che per i tempi della giustizia italiana va considerato un ottimo risultato. Adesso, con l’autorizzazione del tribunale in mano, si pensa all'operazione chirurgica che permetterà alla donna diventare un uomo, proprio come lei ha sempre desiderato.
Dopo l'intervento additivo (rimozione delle ovaie, dell’utero, del seno e la ricostruzione dell'apparato genitale maschile) ci sarà un ulteriore passaggio in tribunale: «dovremo fare un nuovo ricorso al giudice per chiedere il cambio dei dati anagrafici, ultimo passaggio necessario.
L'intervento chirurgico di cambio del sesso si può fare nelle strutture sanitarie sia pubbliche (i tempi d’attesa sono abbastanza lunghi ma i costi sono a carico del servizio sanitario) che private (ovviamente a pagamento) in Italia. «Al momento non so ancora quale sarà la decisione della mia assistita», chiude l’avvocato Basilico.
Attualmente in Italia sono circa 100 gli interventi di cambio di sesso effettuati ogni anno, per due terzi si tratta di un passaggio maschio/femmina, per un terzo femmina/maschio. La casistica nel nostro Paese ci dice, inoltre, che 1 persona su 35.000 chiede il passaggio dal sesso femminile a quello maschile e 1 su 18.000 il contrario.
Alessandra Lotti