SANITA'

Drastica riduzione al budget dell’Utic di Atri

Monticelli scrive a Varrassi

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 Drastica riduzione al budget dell’Utic di Atri
PINETO. Il sindaco di Pineto preoccupato di fronte alla notizia delle 125mila euro annue destinate al reparto del nosocomio atriano.

Da 500 a 125mila euro. A tanto ammonterebbe la riduzione del budget assegnato per quest’anno all’Unità Coronarica Intensiva dell’ospedale San Liberatore di Atri che ha spinto il sindaco di Pineto Luciano Monticelli a chiedere spiegazioni.
Il primo cittadino ha infatti scritto questa mattina al manager Giustino Varrassi, a Maria Penco, responsabile dell’Utic e alla dottoressa Maria Mattucci, direttore sanitario del presidio ospedaliero atriano, chiedendo se le voci sulla drastica riduzione siano fondate e una «spiegazione razionale di questa ennesima scelta aziendale».
«Se quello che si dice fosse vero – commenta in proposito un preoccupato Monticelli – significherebbe arrecare un gravissimo danno economico non solo all’ospedale San Liberatore, ma anche all’intera Asl teramana, perché i pazienti della zona si trasferirebbero a Pescara».
Il primo cittadino pinetese sottolinea i numeri che da sempre hanno contraddistinto il reparto in questione, che dal 2004 si attesta su una media di 150 impianti annui di pacemaker e di 1300 controlli.
«Parliamo di cifre ragguardevoli – continua il sindaco – che non possono non essere prese in considerazione. Ridurre in questo modo il budget comporterà, allo stato attuale, l’impossibilità di nuovi impianti, nonostante il presidio sia dotato di una sala operatoria appositamente dedicata a questa metodica, a differenza di Giulianova».
Senza dimenticare il fatto che le procedure di prelevamento dei pazienti che necessitano di questi interventi sono molto rischiose per la salute ed economicamente molto onerose, perché questo servizio è affidato a una ditta esterna e costa annualmente circa 180mila euro.
«Insomma – attacca Luciano Monticelli –, siamo dinanzi a un danno di cui una Asl non può non tenere conto. A meno che quella a cui stiamo assistendo non sia, visto anche il ricorso in atto, la politica della “chiusura controllata”, grazie alla quale alla fine i vertici riusciranno ugualmente a decretare la morte dell’ospedale atriano».
Per questo motivo il primo cittadino di Pineto torna a ribadire la ferma volontà nel presentare un nuovo ricorso relativamente all’atto aziendale della Asl. «Non ci fidiamo – conclude il primo cittadino –, anzi, avevamo ragione. Il ridimensionamento comunque sarebbe arrivato e, se quello che si dice è vero, si tratterebbe dell’ennesima conferma».