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Fosso Marino: «ditta individuata, la stagione alle porte, i lavori non partono»

Associazioni temono intasamento bis

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Fosso Marino: «ditta individuata, la stagione alle porte, i lavori non partono»
VASTO. Se i lavori di risanamento igienico e sanitario ed ambientale di Fosso Marino non partono il rischio intasamento fogne è più che concreto.

Lo sa bene l’Osservatorio su Fosso Marino che da mesi (da settembre) ingoia le promesse dell’amministrazione Lapenna sull’ “immediato” inizio dei lavori di cui, ad oggi, non v’è traccia. I tempi si accorciano, i progetti a parole fioccano ma nessuno comincia.
L' associazione s’impunta e vuole sapere che cosa ha portato al problema, i risultati delle videoispezioni eseguite per verificare i motivi degli intasamenti, alla base dell’emergenza della scorsa estate. Si vuol conoscere dove e come saranno inviati i reflui dall’impianto di pompaggio e se si ritengono sufficienti le linee fognarie interne all’abitato di Vasto Marina.
Fosso Marino è uno dei canali naturali di scarico a mare di tutte le acque. L’estate scorsa (a luglio) la rottura di una condotta che scorre sotto via Martiri Istriani aveva causato la fuoriuscita di liquami fognanti che si erano riversati in mare. Per una settimana 500 metri di spiaggia erano rimasti chiusi ai bagnanti. Ad ottobre il sindaco Lapenna annunciava misure di risanamento per risolvere il problema indicando i fondi Fas come risorse da investire per il raddoppio della rete fognaria e per il potenziamento del depuratore. Poi, dopo mesi di tentennamenti e riunioni, solo lo scorso marzo il Comune pubblica il bando per l’aggiudicazione dei lavori. L’ impresa aggiudicataria è la De Francesco Costruzioni di Castelpetroso che si guadagna l’opera con un ribasso del 40%, per 273.822 euro.

LE ASSOCIAZIONI CON I PIEDI PER TERRA
L’ Osservatorio per Fosso Marino sta con i piedi per terra. Sa bene che prevedere la fine dei lavori in poco tempo sarebbe un azzardo e punta il dito contro l’amministrazione.
C’è da ricordare, ha spiegato l’osservatorio, « come inizialmente fossero 120 i giorni previsti dal progettista dell’opera, ridotti poi a 90 nel bando del Comune ed ancora assottigliati a 30 nelle ultime dichiarazioni dell’impresa aggiudicataria. Per noi resta un mistero come, da parte di più professionisti, possano essere fatte previsioni così differenti tra loro».
L’osservatorio ritiene quindi impossibile l’inizio lavori e, conseguentemente, il loro termine, prima dell’inizio della stagione estiva, per quanto riguarda il raddoppio della linea fognaria, quella di 3 km ed 800 metri che dovrebbe unire la seconda vasca al depuratore posto a sud di Vasto Marina mentre reputa fattibile l’esecuzione di “una radicale ripulitura della condotta fognaria” e la realizzazione di una seconda vasca per la raccolta liquami, avanzata dalla Sasi.
Quanto al metodo individuato dall’impresa aggiudicataria per eseguire le opere l’associazione avanza dei dubbi. Utilizzare due squadre distinte di lavoro che, contemporaneamente, operano l’una verso nord e l’altra verso sud dal punto di inizio, significa, secondo il gruppo, dover utilizzare un numero doppio di prestatori d’opera e di macchine operatrici e, quindi, raddoppiare sia costi che rischi.
La colpa di questa situazione, secondo l'osservatorio, «è da imputare ai ritardi dell’amministrazione che ha emesso il bando per l’esecuzione delle opere relative alle acque sorgive soltanto all’inizio di marzo di questo anno e l’iniziale indisponibilità della SASI ad intervenire sul sistema fognario di Vasto Marina, atteggiamento modificato soltanto a metà marzo di questo anno, hanno procrastinato nel tempo interventi che sarebbe stato possibile approntare fin dal settembre dell’anno scorso».