LA SCOMPARSA

Scomparsa Pica, una petizione on line per fare pressing sulla procura di Pescara

Aperti un sito internet e un gruppo su Facebook

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Scomparsa Pica, una petizione on line per fare pressing sulla procura di Pescara
PESCARA. Un sito, un gruppo su Facebook e anche una petizione per chiedere alla magistratura pescarese che vengano fatte ulteriori indagini sul caso di Silvana Pica.

Ci si augura che possano finalmente arrivare delle risposte agli interrogativi alle domande che rimangono ancora aperte sulla scomparsa della donna sparita il 17 gennaio scorso.
Nelle ultime ore è stato trovato tra le cose di Silvana Pica, nel suo appartamento un mazzo di chiavi che non apparterrebbe alla donna. Nel portachiavi c’è la lettera “J”. Non si è trovata la serratura che aprono queste chiavi, in ogni caso non sono quelle di casa della donna. Di chi sono?
Per aderire alla petizione basta inviare una email all’indirizzo: petizione@troviamosilvanapica.it specificando: «Aderisco alla petizione alla Procura e alla Magistratura di Pescara per la Verità su Silvana Pica» inserendo i propri dati: nome e cognome, indirizzo e città di residenza, numero di telefono, professione ed eventuale commento.
«Non si vagliano più le ipotesi di una possibile aggressione al suo ritorno a casa di quel 17 gennaio 2012», si legge sul sito creato per chiedere che venga fatta luce su questo caso, «non si tiene neanche conto della fobia che negli ultimi anni Silvana aveva nei confronti dell’acqua, del terrore che aveva anche solo ad avvicinarsi più del dovuto al mare. Non si tiene più conto neanche dei trascorsi di Silvana».
In passato la donna aveva avuto episodi più acuti di depressione, che non l’hanno mai portata al suicidio o a atti di violenza contro sè stessa, ma la portavano al massimo ad uscire di casa, sempre lontana dal suo elemento principale di paura, il mare. «Inoltre», si spiega sul sito troviamosilvanapica.it, «in passato aveva avuto anche altri motivi per nuocere a sè stessa, per tentare realmente il suicidio: il divorzio dall’ex marito, i contrasti con la famiglia materna, l’allontanamento da casa e la separazione dal figlio Lorenzo, ed ora che si era finalmente riunita a questo suo figlio a cui voleva tornare accanto da molti anni, perchè Silvana avrebbe dovuto tentare il suicidio?»
«Chiediamo che le indagini proseguano», si legge ancora nel testo scritto dalla nipote, «che la Procura accolga e prenda in considerazione quanto Lorenzo ha dichiarato sulla memoria difensiva presentata tramite i Carabinieri al pm Valentina D’Agostino, che perlomeno ci venga data una risposta alle tante e troppe domande rimaste ancora aperte sul caso di zia Silvana, che possano veramente motivare agli occhi di tutti quei parenti, amici e testimoni di questa vicenda, l’effettiva motivazione che avrebbe spinto Silvana, dopo 5 anni di una ritrovata stabilità psico-fisica, a tentare il suicidio».
La raccolta firme sarà presentata alla Procura di Pescara.

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