TASSA & CASSA

Canoni enfiteutici: il Tar rinvia al giudice ordinario

Nessun accenno al merito della questione ma il sindaco di Francavilla esulta

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Canoni enfiteutici: il Tar rinvia al giudice ordinario
FRANCAVILLA. C’è un difetto di giurisdizione: i canoni enfiteutici richiesti dal Comune di Francavilla al mare sono di competenza del giudice ordinario e non del giudice amministrativo.

 Così ha deciso ieri il Tar Pescara, pronunciandosi sul ricorso presentato dall’architetto Arturo Stuard contro la richiesta di pagamento dei canoni enfiteutici da parte del Comune.
«La sentenza non è entrata nel merito della questione – spiegano gli avvocati Liliana Rullo e Augusto Careni – sollevando il proprio difetto di giurisdizione il Tribunale amministrativo regionale ha lasciato di fatto inalterati i dubbi e gli interrogativi che circondano la vicenda. Dovrà essere il Giudice ordinario a dissipare l’annosa questione e a dover decidere sulla titolarità del diritto a richiedere i paventati canoni enfiteutici. Quindi la vicenda non è affatto definita e chiusa, anzi stiamo valutando le ulteriori iniziative da intraprendere per far annullare la richiesta del Comune».
 Sulla sentenza si registra la strana presa di posizione del sindaco avvocato Antonio Luciani, secondo il quale il Tar «conferma la bontà e la precisione del meticoloso lavoro svolto dai nostri tecnici, grazie al quale abbiamo ricostruito una situazione precisa e analitica relativa alla riscossione dei canoni enfiteutici. Canoni che riguardano molte zone della città sulle quali grava un diritto di enfiteusi per il quale il Comune è concedente. Le opinioni, i proclami, la demagogia che abbiamo dovuto subire – ha concluso il sindaco - ora hanno una risposta inequivocabile da questa sentenza che restituisce dignità al nostro lavoro quotidiano, svolto sempre nel rispetto delle leggi e nella loro applicazione».
Di parere esattamente contrario è invece Arturo Stuard che sottolinea come «la sentenza pone in evidenza che prima di tutto deve esserci l’accertamento sostanziale sulla proprietà dei terreni sui quali il Comune reclama il canone enfiteutico. Dalla documentazione del Comune allegata agli atti processuali non risulta in alcun modo essere stato depositato e tantomeno citato come riferimento il titolo di proprietà comunale dei suddetti terreni. Ciò significa che allo stato attuale il Comune di Francavilla al mare non è il proprietario dei terreni per i quali reclama la odiosa ed ingiusta tassa».
In realtà a leggere la sentenza non ci sono né vinti né vincitori (tra l’altro le spese sono compensate). Quello che emerge chiaramente è che la competenza sui canoni enfiteutici è del giudice ordinario. Nulla si dice in sentenza sul comportamento – corretto o no - del Comune che ha richiesto genericamente ai cittadini di pagare, minacciando anche conseguenze pur senza dimostrare di avere titolo di proprietà sulle terre gravate di questo antico balzello. Le polemiche su questa richiesta di pagamento sono infatti cosa diversa dalla discussione tra giuristi sulla esigibilità dei canoni enfiteutici. Le tensioni ed i ricorsi sono nati a Francavilla al mare per la genericità della richiesta di pagare spedita ai cittadini, tanto è vero che sul primo ricorso il Giudice di pace ha dato torto al Comune: l’ingiunzione di pagamento era priva della dimostrazione del titolo di proprietà. Successivamente il Comune, su un secondo ricorso, ha presentato in giudizio la documentazione che è riuscito a recuperare al Catasto, ma è ancora in attesa della sentenza. Detto in altre parole, non conta molto per il momento sapere chi ha torto o ragione sui canoni enfiteutici: resta il fatto che sono state inviate migliaia di lettere che un primo esame del Giudice di pace ha bocciato.
Centinaia di cittadini sono stati messi in difficoltà e molti si sono affidati agli avvocati per dirimere questa controversia che forse si poteva evitare.
Sebastiano Calella