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Città della Musica, cantiere finito, si apre il dibattito: che ne facciamo?

Domani incontro a Pescara per deciderne le sorti

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 Città della Musica, cantiere finito, si apre il dibattito: che ne facciamo?
PESCARA. Si aprirà domani, con un incontro pubblico, il dibattito sulla destinazione da dare alla Citta' della musica.

Si tratta della struttura realizzata dal Comune di Pescara nell'area un tempo occupata dall'inceneritore. Per venerdì è previsto un incontro pubblico all'Auditorium Petruzzi, in via delle Caserme, a partire dalle 18, come ha annunciato l'assessore comunale alla Riqualificazione Urbana Berardino Fiorilli. Al centro del dibattito ci saranno il Comune, l'Università, il Conservatorio e tutte le componenti del mondo della cultura, «per decidere insieme - ha detto Fiorilli - quali saranno i 'contenuti' della Citta' della Musica, quel contenitore nato da lontano, nel 2003, e che entro due mesi potremo inaugurare. Prima di tagliarne il nastro, vogliamo avviare il confronto con il variegato mondo dell'arte e della cultura - ha aggiunto Fiorilli - per dare subito un'anima a quella struttura che intendiamo valorizzare in ogni modo in attesa di avviare i lavori del secondo lotto».
Il primo lotto ha portato alla realizzazione della 'mediateca della musica' che si sviluppa su 1.800 metri quadrati, con una spesa di circa 2 milioni di euro, e la struttura, che si sviluppa su sei piani, comprende oggi uno spazio espositivo, sale prova, uffici, una sala eventi, la hall, l'archivio musicale, la sala audio-video, l'internet point, la caffetteria e la terrazza panoramica. Sarà anche lanciato un concorso di idee sul futuro nome della struttura.
«Esprimo l’interesse dell’Università per un’iniziativa culturale del genere, iniziativa che nasce dalla presenza di un edificio voluto, architettonicamente interessante, che ricorda l’opera di Le Corbusier - ha detto il rettore Franco Cuccurullo -: chi ha realizzato quel progetto ha volato alto. Mi piace poi l’idea di mettere insieme ipotesi diverse e uguali e che tre enti come il Comune, il Conservatorio e l’Università si confrontino per definire un percorso. Peraltro l’intervento prevede la rivisitazione del sottoponte che rappresenta la vera sfida, aree che di solito sono degradate e che invece noi renderemo interessante».
«Quello che è nato come un inceneritore negli anni ’70, mai entrato in funzione – ha sottolineato il consigliere Di Biase –, si trasforma oggi in un luogo della modernità, dell’aggregazione, della cultura, un luogo dell’incontro al pari dell’Aurum»