CONSULENZE

Mascia il sindaco dell’intuito e dei “vestiti” sbagliati

Giordano Bruno Guerri riconfermato direttore artistico della città dannunziana

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6196

Mascia il sindaco dell’intuito e dei “vestiti” sbagliati
PESCARA. «A che serve il curriculum se poi il sindaco sceglie secondo il suo personale intuito?»

 

 

 

La domanda centrale è questa ed è stata lanciata ieri dal pilota Emidio Isidoro finito nel tritacarne del clientelismo politico.
In quel caso bisognava decidere la competenza migliore che rappresentasse il Comune (e non dunque un partito politico) nel cda della Saga, la società che gestisce l’aeroporto e di cui fa parte anche il Comune. Lui che è un pilota è stato messo da parte per favorire un imprenditore che nulla sembra avere che fare con il mondo dell’aeronautica.

Non c’era bisogno di arrivare a questo punto per capire che, anche in questo, la giunta di centrodestra del sindaco Luigi Albore Mascia non si è affatto distinta da quella precedente (anzi la fa rimpiangere) ed ha scelto professionalità con tessera o simpatia per lo schieramento di rappresentanza. Lontani e forse dimenticati i casi dei loghi regalati, degli appalti per la pubblicità alla società di Michele Russo, alle scelte dell’ufficio stampa e dell’architetto che imagina il pavimento che ricorda quello dei templi massonici e che lavora gratis, anzi no. Una serie di scelte che hanno fatto conoscere alla città “l’intuito” di questo sindaco che ha sempre ribadito di aver scelto sempre il meglio per la città. Le proteste, però, aumentano sempre più per il metodo utilizzato, che almeno a giudicare dai vari commenti anche sui social network, non piace affatto e fanno perdere ulteriore popolarità al primo cittadino (a proposito non si è visto quel famoso sondaggio annunciato e mai pubblicato….). Insomma la gente continua a percepire queste scelte come la solita manovra politica di quart’ordine.

Così dopo la nomina per l’aeroporto arriva la riconferma di Giordano Bruno Guerri che sempre grazie all’intuito del sindaco è stato riconfermato ma a metà dello stipendio.
L’avviso per la ricerca della nuova “mente” che dovrebbe rilanciare Pescara nell’olimpo del turismo e della cultura è scaduto e sono 18 i candidati che hanno fatto domanda per sostituire Giordano Bruno Guerri e tra questi ce n’è uno già noto in città: proprio Giordano Bruno Guerri.
Il sindaco prontissimo lo ha riconfermato, il contratto è stato firmato e tutto è adnato come doveva.
Guerri tornerà spesso a Pescara nei prossimi 12 mesi facendo la spola con il Vittoriale a Gardone Riviera.
Stipendio di 45 mila euro esattamente 45 mila euro in meno rispetto a quelli del primo incarico. Per trasferte e viaggio ci saranno 5 mila euro (al posto dei 6 mila affidati precedentemente).

LA FIRMA
Il professor Guerri ha già avuto un incontro, in occasione della firma, con il sindaco Mascia per delineare gli indirizzi inerenti l’organizzazione, in particolare, della terza edizione del Festival Internazionale Dannunziano, il secondo sotto la direzione dello stesso Guerri.
«Un festival che dovrà puntare su eventi ben riconoscibili come brand, su un format più ‘compatto’, ossia racchiudendo lo svolgimento degli eventi del Festival in un periodo di tempo più circoscritto, e soprattutto affidandoci alle professionalità e alle imprese locali per la fase dell’allestimento degli eventi, coinvolgendo non solo l’Aurum, ma tutte le strutture culturali idonee presenti sul territorio», ha detto l’assessore alla Cultura Giovanna Porcaro.


La sensazione è che in realtà anche in questa amministrazione si scelgano prima le persone a cui affidare l’incarico e solo dopo si sceglie la procedura per farlo. E qualche volta si commettono errori e incongruenze che nemmeno l’intuito aiuta a fugare. Per esempio non si capisce per quale ragione per lo stesso incarico, uguale e spiccicato, il compenso sia diverso (una volta 90mila una volta 45mila). Possibile che i soldi pubblici abbiano un valore così aleatorio?
Perché poi per scegliere la stessa figura (e Foschi lo conferma più volte), cioè un consulente, una volta si deve ricorrere alla scelta diretta e l’altra invece ad un bando pubblico?
Non si capisce perché per esempio quello che viene chiamato “Avviso” o “bando pubblico” preveda sì la «valutazione dei curriculum» ma poi a scegliere sarà l’intuito del sindaco?
Allora si è difronte ad un errore giuridico plurimo: procedura errata e nome giuridico errato: anche se il vestito che hanno fatto indossare a questa procedura amministrativa è quello dell’avviso è chiaro che si tratti di affidamento diretto a tutti gli effetti. E l’opposizione obietterà che è tutta una presa in giro…
Le gare quelle vere si basano sul punteggio e la valutazione matematica ma qui siamo nel campo dell’arte e della fantasia.


A questo punto data per certa la riconferma rimane l’ulteriore domanda: a che cosa sono serviti i 90mila euro spesi lo scorso anno? Siamo davvero sicuri che per ridisegnare l’immagine culturale della città e per pronunciare un paio di volte la parola “Pescara” in qualche trasmissione televisiva l’istituzione Comune debba pagare 90mila + 45mila euro?
Ma poi, in definitiva, qualcuno si è preso la briga di calcolare i reali benefici, tangibili, quantificabili, misurabili sulla carta di questa figura artistica di rilancio della città dannunziana? Forse no e questo chiarisce ulteriormente la questione.