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Tangenti Montesilvano, pm chiede sei mesi per Cantagallo e l’imprenditore di Properzio

Ieri requisitoria finale dell’accusa. Sentenza prevista al massimo tra un paio di mesi

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Tangenti Montesilvano, pm chiede sei mesi per Cantagallo e l’imprenditore di Properzio
PESCARA. Si avvia alla conclusione una delle costole più importanti del più noto processo Ciclone sulle tangenti a Montesilvano (che è ancora in corso al tribunale di Pescara).

Ieri il pm Gennaro Varone nella sua requisitoria finale ha chiesto la condanna a sei mesi per Enzo Cantagallo, ex sindaco di Montesilvano, per il costruttore Carlo Di Properzio e per il tecnico Rolando Canale.
La pubblica accusa ha chiesto invece l’assoluzione per Cristiano Tomei per non aver commesso il fatto. Il processo iniziato lo scorso anno è scivolato via più velocemente rispetto al parente più stretto, il processo Ciclone, che ha ormai superato il giro di boa a si avvia verso la fase finale prevista per l’ultima parte di quest’anno.
La vicenda è quella relativa alla realizzazione, in via Finlandia, a Montesilvano, di alcune palazzine, poste sotto sequestro il 5 novembre 2008 dalla Squadra mobile di Pescara. Di queste stesse palazzine il pm ha chiesto la confisca, cioè la perdita totale della proprietà da parte del costruttore.
L'ex sindaco, insieme a Di Properzio, è stato però prosciolto dall'accusa di corruzione, così come aveva anche richiesto il pm Gennaro Varone nei giorni scorsi.
Per gli altri coinvolti nella vicenda, Renzo Gallerati, predecessore di Cantagallo alla guida del Comune, e per l'ex assessore Vincenzo Brocco, accusati di abuso in atti d'ufficio, il gup, nell’ambito della udienza preliminare, aveva stabilito il non doversi procedere per prescrizione.
Al centro della vicenda, veri e propri "regali" di volumetrie che le amministrazioni comunali guidate da Gallerati e Cantagallo, «attraverso artifici», avrebbero fatto al costruttore. Regali che di fatto hanno consentito a Di Properzio di costruire volumetrie non previste e nemmeno mai sanzionate o notate dall’ufficio abusi del Comune di Montesilvano (almeno fino ad un certo punto).
Secondo l’accusa il costruttore Carlo Di Properzio, titolare di un progetto integrato di intervento, aveva l'obbligo di dar vita a posti auto e spazi verdi, con la sistemazione del campo di via Foscolo. Ma dalle indagini fu evidente che non solo il noto costruttore non aveva realizzato questi interventi nei tempi pattuiti ma avrebbe beneficiato, dicendo di dover sostenere un aumento dei costi pari a 568mila euro, di un aumento di volumetria di oltre 32mila metri cubi, in due diverse tranche. Il conferimento di queste volumetrie avrebbe consentito la costruzione di tre palazzi. Un primo beneficio Di Properzio l'avrebbe ottenuto dalla giunta Gallerati, in occasione dell'ultimo consiglio comunale, con una concessione di 9.500 metri cubi circa, mentre il secondo regalo di volumetrie (22mila e 800 metri cubi circa) sarebbe stato concesso dalla giunta Cantagallo, al di fuori delle procedure previste dalla legge. Le aree assicurate a Di Properzio per nuovi insediamenti abitativi erano destinate, peraltro, a scuole e verde pubblico.

La replica delle difese è prevista per il prossimo 27 aprile. Cantagallo ha già subito una condanna nell’ambito di un altro stralcio dell’inchiesta Cilone relativa alle assunzione nella azienda speciale.