IL PROCESSO

Processo Case Matte, tutto rinviato al 26 ottobre

«La battaglia di Collemaggio si può vincere: oggi è solo l'inizio»

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Presidio al processo Case Matte

Presidio al processo Case Matte

L’AQUILA. Questa mattina presso il tribunale di Bazzano si è svolta la prima udienza del processo a Case Matte.

Il procedimento è stato rinviato al prossimo 26 ottobre per vizi di alcune notifiche riscontrati da entrambe le parti. Un centinaio di persone hanno portato la propria solidarietà fuori e dentro l'aula.
12 giovani del comitato 3e32 sono stati rinviati a giudizio a gennaio scorso per occupazione abusiva di edificio pubblico. Stessa sorte anche per Angelo Venti, responsabile del presidio che Libera ha creato a L'Aquila subito dopo il sisma, e Marco D'Antonio, membro dello stesso presidio, entrambi giornalisti.
La vicenda è quella relativa all’occupazione dell'ex presidio ospedaliero di Collemaggio che ha fatto poi nascere l'esperienza di Case Matte. L’inchiesta è scaturita da una serie di esposti presentati da Giancarlo Silveri, manager della Asl provinciale, proprietaria degli immobili.
«Alcuni dei locali di appartenenza della direzione sanitaria sono stati per mesi sede di alcuni tra i movimenti cittadini, come il comitato “3e32″, sorti spontaneamente dopo il sisma, e questo in maniera non autorizzata», aveva denunciato il manager. «In realtà», spiegò il comitato, «la Asl sa benissimo dove siamo e che cosa facciamo sin da quando siamo arrivati nell’area di Colle Maggio a settembre. Uscire ora per dire che siamo degli abusivi in luoghi inagibili è solo una fievole risposta di fronte alla vergogna provata per avergli messo alla luce del sole, le condizioni di abbandono e spreco in quest’area, condizioni che la farebbero vendere più facilmente a basso prezzo». Il fabbricato occupato che ha dato il via al procedimento giudiziario è l'ex bar del complesso psichiatrico: una stanza di 28 metri quadri.
Ma questa mattina tutto è stato rinviato al prossimo 26 ottobre. «Insieme ai nostri legali abbiamo comunque avuto modo di esprimere il nostro approccio a questo processo», spiegano da Case Matte: «abbiamo fatto presente al giudice che i terreni dell'ex Ospedale Psichiatrico su cui insistono gli edifici della Asl – compresa la struttura oggetto del procedimento penale, ossia CaseMatte – risulterebbero al catasto di proprietà della Provincia dell'Aquila. Tale risultanza documentale – non considerata dalla Procura – richiede maggiore chiarezza da parte delle autorità preposte sia sui piani di vendita dell'intero complesso da parte di chi ci ha denunciato, sia, più in generale sulla situazione a livello amministrativo su Collemaggio».
«Non siamo intimoriti», assicurano gli indagati, « ma rilanciamo affinché Collemaggio rimanga un bene comune e non sia oggetto di speculazione e vendita. Continueremo a batterci dentro e fuori i tribunali per difenderlo. Ringraziamo chi è stato e continua ad essere al nostro fianco. Se qualcuno pensa che ci arrenderemo di fronte alle accuse si sbaglia di grosso: rilanciamo e diamo appuntamento al prossimo 26 ottobre. La battaglia di Collemaggio si può vincere, oggi è solo l'inizio».