L'APPALTO

Piscina comunale: la Teate splashing rischia di perdere l'appalto

La Teate servizi chiede di subentrare

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Piscina comunale: la Teate splashing rischia di perdere l'appalto
CHIETI. Ce la farà Teate servizi ad assicurarsi la gestione della Piscina comunale di Chieti? Dopo l’aggiudicazione provvisoria alla Teate splashing, l’impianto dovrà essere assegnato ufficialmente e definitivamente entro il 30 aprile prossimo, ma la gara d’appalto prevedeva entro questa data la possibilità per Teate servizi di subentrare alle stesse condizioni dell’offerta vincitrice.

Possibilità subito sfruttata, tanto che nei giorni scorsi il CdA della società partecipata al 100% dal Comune ha spedito una richiesta ufficiale al sindaco Di Primio, agli assessori Marco D’Ingiullo e Marco Russo ed ai dirigenti competenti per attivare la riserva prevista dal bando di gara: il vincitore può essere “scalzato” da un’offerta di pari condizioni della società partecipata dal Comune, e cioè un affitto di circa 5 mila euro mensili e lavori straordinari di manutenzione per 1,4 mln.
«In effetti – spiega Valerio Visini, presidente di Teate servizi – da tempo è noto il nostro interesse per la piscina che avevamo già chiesto di gestire. Riteniamo infatti che gli incassi siano importanti per le nostre casse e per assicurarci la liquidità per gli altri servizi che noi svolgiamo. La nostra società è partecipata al 100% dal Comune e quindi ogni guadagno – pensiamo ad esempio alla Farmacia comunale – diventa un vantaggio per tutti e soprattutto per chi lavora nei servizi, oggi che le rimesse dello Stato sono in calo costante. Per le professionalità necessarie ci possiamo sempre rivolgere al mercato e comunque i dipendenti in servizio sono in grado di rispondere a tutte le esigenze».
Il presidente Visini sembra convinto della bontà della decisione del CdA, tra l’altro presa all’unanimità (gli altri componenti sono Giuseppe D’Orazio e Basilio Ruscetta), ma non è detto che questa proposta possa ottenere il consenso della Giunta e l’approvazione da parte del Consiglio comunale che è competente a decidere. Nel recente passato, su Teate servizi spesso le decisioni sono state adottate con una certa freddezza, quasi che sulla società pesasse un peccato d’origine e cioè la sua creazione da parte della Giunta di centrosinistra. Ed anche stavolta è probabile che la proposta non venga “sponsorizzata” dalla Giunta, che potrebbe addurre come giustificazione di un suo eventuale no la situazione economica-finanziaria di Teate servizi, che come noto non è molto florida, nonostante lo sforzo del management e degli impiegati. Cioè Teate servizi non avrebbe le risorse economiche per gestire la piscina e realizzare le opere accessorie, secondo le proposte di Teate splashing che ora fanno testo. In realtà la decisione per la Giunta Di Primio è molto difficile per motivi politici, più che per quelli economici. Si tratta di fare il conto con i numeri del consiglio comunale e con le continue defezioni nella maggioranza: scontentare anche un solo consigliere potrebbe essere molto pericoloso per la sopravvivenza dell’amministrazione Di Primio. Si dà il caso ora che più di un consigliere della maggioranza fa il tifo per Teate splashing, anche per motivi di lavoro, e quindi scontentarli potrebbe significare un passaggio all’opposizione di un gruppo formato da Marco Di Paolo, Palmerino Di Renzo, Graziano Marino, Giuseppe Di Labio e Liberato Aceto. D’altra parte a favore di Teate servizi sembra schierato tutto il gruppo Udc, cioè proprio altri 5 consiglieri (Alessandro Giardinelli, Mario De Lio, Alessandro Orsini, Franco Di Pasquale e Donato Tacconelli) che ormai sono il puntello della maggioranza, dopo l’improvvida cacciata di Fli. Quindi il sindaco dovrà decidere sotto la spinta di variabili contrapposte: se accontenta un gruppo, ne scontenta un altro. E Teate servizi di nuovo al bivio: o essere potenziata, con un nuovo lavoro e qualche incasso cash che rende meno incerto il futuro, o essere di nuovo marginalizzata.
Sebastiano Calella