FORMAZIONE & POLEMICHE

Cisl: «perché la Asl di Chieti paga la formazione dei dipendenti in università lombarde?»

Lettera durissima al manager Zavattaro

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Francesco Zavattaro

Francesco Zavattaro

CHIETI. Chi decide dove inviare i dipendenti per la formazione obbligatoria e come vengono selezionati?

E’ vero che qualcuno frequenta i master a spese della Asl e poi si trasferisce con la mobilità in altri Enti, con un curriculum migliorato a spese della sanità teatina? Sottinteso, ma non troppo, il riferimento alla Bocconi, quando si parla di “corsi di elevato costo presso università lombarde.” Quello della formazione per i dipendenti non sarà il primo dei problemi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, ma su questo la Cisl Funzione pubblica ha deciso di andare allo scontro con il manager Francesco Zavattaro.
E lo fa con una lettera durissima di Gabriele Martelli, segretario territoriale Cisl Fp, indirizzata allo stesso manager ed all’Unità operativa complessa delle risorse umane. Sotto accusa la decisione di trasformare i corsi di formazione obbligatoria in corsi facoltativi, con tanto di decurtazione delle spese sostenute, mentre a fronte vengono “spesati” i corsi in università lombarde: la Cisl chiede di conoscere i criteri di queste scelte e delle selezioni del personale da inviare alla formazione. In realtà Zavattaro non è il primo manager ad essere investito di questa polemica, perché anche il suo predecessore Mario Maresca fu attaccato per aver inviato alcuni medici ed amministrativi ai corsi dell’Università Cattolica di Roma. Dunque la storia si ripete, con un’aggravante. Il settore Formazione aziendale, affidato al dottor Antonio Iacovella, è stato disarticolato da tempo e quindi, come scrive la Cisl, non si conoscono i criteri con cui vengono scelti i corsi e gli stessi partecipanti. In tutta la vicenda spunta poi un altro aspetto che penalizza il territorio. Anche l’Università d’Annunzio organizza questi Master formativi in sanità presso la Facoltà di Economia di Pescara ed ogni anno, al termine delle lezioni, organizza un incontro delle massime autorità politiche ed accademiche del territorio, manager Asl compresi. Grandi discorsi, ma scarso seguito perché questi Master non vengono scelti per la formazione che invece viene delegata al altre università. Capitava in passato, capita oggi e non si sa se per sfiducia nelle qualità scientifiche della d’Annunzio o se per scelte dettate da vicinanza culturale, come potrebbe essere nel caso della Asl di Chieti il cui manager ha esperienze professionali milanesi. Resta il fatto che la Cisl vuol vederci chiaro e chiede ufficialmente di conoscere criteri e meccanismi di selezione del personale, oltre che conferme alle “migrazioni” in altri Enti di personale formato a spese di tutti.
Sebastiano Calella